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Casi di successo, Var, clienti e nuove generazioni a confronto

#ConventionVar, «L’innovazione contamina il Paese» – Il Video Reportage

di Marco Maria Lorusso

17 Mag 2015

Tre giorni, oltre 1000 persone tra Reseller, Var, System Integrator, Clienti finali, manager, giovanissimi sviluppatori e una capacità, quella di fare rete, che continua a rappresentare un incredibile valore. Video, Foto, voci e idee dall’edizione 2015 della Comvention di Var Group a Cervia

 

All’Hotel Dante di Cervia la sala congressi, oltre 500 posti a sedere è gremita, di corsa, trafelati, gli ultimi soliti ritardatari fanno alzare i poveri malcapitati dalle sedie per raggiungere  spiccioli di angoli vuoti. Le luci si abbassano, parte una piacevole melodia e sul palco, un po’ a sorpresa, compare una ragazza con fascia in testa e scarpe comode che comincia a rovesciare, su quattro blocchi di tela neri, una serie di schizzi bianchi di vernice. Al di là dell’indubbio folklore sulle prime è un po’ spiazzante. Sulla tela compaiono una serie di pennellate disordinate e, apparentemente casuali. Con il passare dei minuti però la ragazza prende velocità e quasi all’improvviso ci si accorge che i quattro blocchi in realtà sono una tela unica e che gli schizzi bianchi, prima casuali, ora compongono un ritratto perfetto di Leonardo da Vinci. Applausi, luci piene comincia la sessione plenaria.

Comincia ma paradossalmente potrebbe già finire qui perché quello strano dipinto e soprattutto la modalità attraverso il quale è stato realizzato rappresenta forse la sintesi migliore del DNA più autentico di Var Group e di quello che questa tre giorni romagnola ha lasciato nella mente di chi ha avuto la fortuna di partecipare.

La parte per il tutto

In italiano esiste una meravigliosa figura retorica, la Sineddoche, capace di esprimere il concetto mirabilmente, “la parte per il tutto”.

System Integrator, rete di imprese, distretto industriale, incubatore di talenti, start up, agenzia di comunicazione, digital company. Ogni singola parte, ogni singola anima di questa italianissima società è ed esprime Var Group, ed è questo che è andato in scena a Cervia, la scorsa settimana. Il tutto davanti ad un pubblico foltissimo ed altrettanto eterogeneo, clienti finali, manager, reseller, imprese del territorio, associazioni di categoria. Singole parti anche loro che hanno composto uno stupefacente insieme del quale nessuno è stato protagonista assoluto e unico.

Sul palco, nelle sale, nell’innovativo Caffè Connect, (che tramite app dedicata, ha permesso di organizzare oltre 290 sessioni one to one in tre giorni), non sono svolazzate code di pavone, nessuno ha potuto mettersi in prima fila, ma, molto più semplicemente si è parlato di storie, persone, relazioni, casi concreti di innovazione ed entusiasmo contagioso. Un filo rosso che è tutto nei modi semplici, umili e decisi di un manager come Giovanni Moriani, presidente di Var Group. «Ci siamo presentati a Cervia con numeri davvero stupefacenti – racconta quasi sorpeso il manager -. Il 2015 si sta rivelando un anno davvero importnate durante il quale stiamo notando un desiderio fortissimo di innovazione espersso dalle imprese sul territorio. Ciò che più ci gratifica è che quell’idea di replicare nel mercato ICT il modello di rete, dei distretti e della capacità di mettere competenze e talenti a fattor comune tipicamente italiano,  si sta dimostrando valido e molto efficace». Valido ed efficace vuol dire numeri record che parlano dei primi 4 mesi dell’anno chiusi con una raccolta ordini del più 21 per cento e di una componente a valore aggiunto che cresce al doppio rispetto al business transazionale. «Proprio questo dato – spiega Moriani – è quello che ci fa ben sperare. C’è, come anticipato una crescente attenzione per gli elementi di maggior valore e impatto dell’innovazione digitale e, al momento, stiamo riuscendo ad intercettarla grazie alla  creazione di una simbiosi fortissima tra noi e l’impresa, una simbiosi che crea domanda di nuove interazioni con il mercato e il consumatore».

Nessun protagonista, tutti protagonisti

Nessun protagonista, nessun gran celebratore a dare speccaolo insomma ma tanti protagonisti, diversi, integrati, chiamati a mettere in comune esperienze, casi, progetti, criticità e successi. Sul palco e nelle varie sale si sono alternate sul palco alcune eccellenze del territorio italiano dalla Marzocco con le sue macchine da Caffè alla Nonno Nanni e i suoi prodotti alimentari, fino a Cantine Farnerse, Unicredit, IMI Remosa…

«Insieme a Var Group stimao cambiando il concetto stesso di banca – ha raccontato Paola Tamburini di Unicredit – abbiamo infatti pensato di proporre ai nostri clienti anche dispositivi digitali per accedere ai nostri servizi e per entrare in contatto in maniera più immediata e semplice. In un primo momento è un passo che ha spiazzato molti ma i risultati sono stupefacenti e il cambio di pelle solo all’inizio».

Tantissimi progetti di cloud, back up innovativo, virtualizzazione. Progetti raccontati minuziosamente proprio per ispirare clienti e soprattutto i tantissimi rivenditori dell’ecosistema Var Group presnti in sala. Nessuna remora dunque, al bando i soliti timori di mettere a fattor comune esperienze e clienti. «Occorre – racconta Moriani insieme a Confesercenti – superare il solito schema dell’imprenditore talentuoso chiuso nel suo territorio e nella sua storia. Affrontare la competizione globale e le nuove sfide del mercato vuol dire confrontarsi, ascoltare e avere relazioni vere, non c’è altra strada».   

 

Una maratona da record, l’#HackatonVarGroup

Ma il cuore più innovativo e stupefacente è stata la maratona dello sviluppo che si è svolta in parallelo all’evento. Un vero #Hacakton organizzato dalla società in collaborazione con Epson. Quattro gruppi di giovanissimi laureandi e leureati provenienti da tutta Italia.

A loro è stato chiesto di sviluppare nuove funzionalità di un’applicazione per il picking di magazzino già realizzata da Var Group e basata sugli smartglass EPSON Moverio BT-200. Gli Epson MoverioBT-200 tra gli smartglass oggi disponibili sul mercato sono i soli che permettono la realtà aumentata e presentano il più ampio potenziale di crescita, offrendo agli sviluppatori funzioni e caratteristiche uniche. Un tema previso che ha scatenato un entusiasmo e una competizione senza precedenti. «I ragazzi sono arrivati da Milano, Bergamo e da tutti i più importanti atenei – ha spiegato Francesco Falaschi, Var Group – per 36 ore hanno sviluppato senza sosta facendo anche i turni per non dormire. Un entusiasmo contagioso». Alla fine l’ambito premio (una collaborazione con Var Group per un valore di 5mila euro e un buono complessivo per il gruppo pari a 2 mila euro per i servizi di Data Center erogati dal cloud Var Group) è andato ai giovanissimi Hostbuters ma il punto, il premio per tutti i partecipanti è stata una boccata di ossigeno purissimo. «Il valore più grande – ha raccontato ancora  Moriani – è stato l’interesse e il contatto da generazioni lontanissime. Tra manager più o meno attempati e navigati del mondo ICT e giovanissimi ragazzi nati in piena rivoluzione digitale. Linguaggi diversi, storie diverse ma passioni e interessi comuni hanno generato una contaminazione sulla quale costruiremo molto. Era quello che volevamo e credo che i risultati di un simile contatto siano uno dei valori più importanti della Convention 2015. Un messaggio importante per il presente ma anche per il futuro»

Le foto, le emozioni, gli annunci (Su tutti il lancio di VarDigital, sociatà di 100 persone che si dedicheranno ai nuovi strumenti di cominicazione e business che la rivoluzione digitale sta mettendo a nostra disposizione) in questo intenso Storify alimentato da partecipanti, media partner e tutti coloro che hanno preso parte a questa intensa tre giorni

 

 

Marco Maria Lorusso

Servitore della penna, la fatica come vocazione. Pugile e Medievalista mancato. Divoratore di BritPop e Dylan Dog, papà di Gaia Maria e Riccardo. Direttore Responsabile #Digital4Trade #Sergente