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Speciale Windows 7

Windows 7: per Centro Computer la fine del supporto può spingere le Pmi al cloud



Roberto Vicenzi, vicepresidente del System Integrator Centro Computer, spiega come sia possibile cavalcare l’opportunità offerta dalla fine del supporto a Windows 7: l’obiettivo è spingere al ricambio del parco PC ma non solo

Gianluigi Torchiani

23 Gen 2019


Roberto Vicenzi, vicepresidente di Centro Computer

Manca meno di un anno alla fine del supporto gratuito di Microsoft a Windows 7,  sistema operativo ancora oggi molto diffuso in ambito enterprise. In che modo gli operatori del canale ict italiano possono trasformare questa scadenza in una opportunità commerciale? Digital4Trade ne ha parlato con Roberto Vicenzi, vicepresidente di Centro Computer, che ha una opinione decisa in merito: «Oggi si parla tanto di cloud e IoT, che effettivamente sono diventate delle tendenze concrete e di grande prospettiva per il futuro, però il fatturato dei rivenditori, nella maggior parte dei casi, arriva ancora da dispositivi quali PC, stampanti, server, ecc. Questa tendenza è ancora più accentuata nella provincia italiana, dove sono operative soprattutto le piccole e medie imprese. Vero è che esiste un crescente spostamento del nostro business verso la formula del canone operativo mensile. Ma all’interno di questi pacchetti non si va a offrire solamente il servizio-supporto, ma anche l’hardware. D’altra parte sono convinto che tutti quei prodotti-soluzioni che arrivano a fine supporto (server, SQL, ecc) rappresentino un’opportunità per andare dal cliente e velocizzare le operazioni di rinnovamento».

 

Windows 7 fine supporto: nessuna corsa

Non bisogna però attendersi nei prossimi mesi delle vere e proprie code alle porte dei rivenditori per effettuare il passaggio a Windows 10, come dimostra l’esperienza vissuta non tanti anni fa con la fine del supporto a XP, OS che talvolta continua a essere utilizzato nelle aziende italiane. «Si tratta di un’opportunità per spingere all’aggiornamento, sia dal lato hardware che software: è molto difficile che un cliente passi da Windows 7 a Windows 10 mantenendo la stessa macchina. In realtà si punta a convincere il cliente finale a cambiare il proprio device, acquistando un Pc di ultima generazione, sicuramente più potente e performante. Magari aggiungendo dei software in cloud, come Office 365, per avere la posta elettronica sulla nuvola, oppure delle soluzioni di sicurezza».

 

Windows 7: l’estensione del supporto è un’opzione residuale

Vero è che per le imprese esiste una ulteriore possibilità, quella cioè di usufruire dell’estensione di supporto a pagamento offerta dalla stessa Microsoft. Ma, secondo il vicepresidente di Centro Computer, si tratta di una strada destinata a essere battuta poche volte: «I clienti medio piccoli difficilmente potrebbero essere interessati a questa estensione del supporto di garanzia offerta da Microsoft. Potrebbe essere un’opzione valida, al massimo, per alcuni clienti enterprise, che in determinati casi particolari potrebbero avere questo tipo di necessità. Nel 99% delle occasioni i nostri sales cercheranno di insistere sull’opportunità di innovare il proprio workspace. Per il momento, comunque, non stiamo allestendo delle vere e proprie campagne di marketing in tal senso, abbiamo talmente tante soluzioni nuove a valore su temi come IoT, Ucc, che per noi ha più senso concentrarsi su queste attività».

Windows 7 fine supporto: una spinta verso il cloud

Quanto pesa nella questione Windows 7 l’aspetto sicurezza? Secondo Centro Computer sicuramente si tratta di un punto che i clienti prendono in considerazione, perchè tutte le imprese conoscono le storie di chi è stato colpito con il cybercrime e vogliono dunque evitare di fare la stessa fine. La security, in ogni caso, non rappresenta l’unica spinta all’addio a Windows 7: «Credo che quando si possiede un pc vecchio di cinque anni, esistano tanti motivi per cambiarlo: non soltanto per passare a un nuovo OS, ma anche per connettersi più efficacemente a un mondo cloud che, probabilmente, qualche anno fa non era ancora nelle strategie delle Pmi. Quindi il passaggio a Windows 10 potrebbe facilitare lo shift verso il cloud», conclude Vicenzi.