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Smartphone, ecco i migliori per il business. Una guida pratica

di Gianluigi Torchiani e Paolo Longo

09 Mag 2017

Carolina Milanesi, Principal Analyst di Creative Strategies, racconta l’evoluzione dei device dedicati al mondo enterprise e tratteggia le strategie dei vendor. Digital4Trade seleziona i migliori modelli per il settore oggi disponibili

Qual è il dispositivo tecnologico a cui non è possibile rinunciare durante la propria attività lavorativa? Dieci-15 anni fa nessuno avrebbe avuto dubbi: tutti avrebbero indicato il computer, che ancora oggi gioca inevitabilmente un ruolo centrale. Senza dubbio però, in molti oggi indicherebbero lo smartphone, che rende veramente possibile il lavoro in mobilità e non solo. In buona parte, lo smartphone che impieghiamo sul lavoro è lo stesso viene utilizzato per scopi privati. È una strategia giusta oppure bisognerebbe affidarsi a dei device specificatamente progettati per il mondo business?

Carolina Milanesi, Principal Analyst di Creative Strategies

Digital4Trade ha raccolto il parere esclusivo di Carolina Milanesi, celebre analista italiana specializzata nel settore mobile e oggi Principal Analyst di Creative Strategies. «Il mercato smartphone per il mondo enterprise oggi non è più differenziato da quello consumer per quanto riguarda l’hardware. La differenziazione oggi arriva sotto forma di software. Gli smartphone hanno cambiato il mercato business perché l’email – che fondamentalmente era il servizio che ha reso celebre un decennio fa Blackberry, all’epoca ancora RIM – è stato democratizzato dall’avvento degli esemplari di nuova generazione e quindi non è certo più un elemento di differenziazione. Lo stesso Touch ha cambiato il mercato enterprise, la classica combinazione email + tastiera qwerty non è stata più l’unica scelta per i professionisti, che si sono spostati sempre di più sull’Iphone. C’è da rilevare che mentre i professionisti erano pronti ad abbracciare queste nuove tendenze, molti IT manager non lo erano altrettanto. Questo fenomeno ha dato il via alla nascita del trend del BYOD (Bring your own device)che forse ha visto l’apice nel 2013-2015. Adesso molte aziende hanno una lista di prodotti accettati ufficialmente tra i quali gli impiegati possono scegliere».

Apple e Samsung guidano le danze

Tutto questo ovviamente non significa che alcuni dispositivi e piattaforme non siano più utilizzati di altri in ambito enterprise, evidenzia ancora la Milanesi: «Apple, con il focus sulla sicurezza della piattaforma e Samsung con Knox sono forse le soluzioni oggi più diffuse. Samsung non produce degli smartphone specifici per il mondo enterprise ma spinge molto su Knox come una piattaforma enterprise capace non solo di abilitare Il Mobile Device Managment ma anche servizi ed applicazioni. D’altra parte Apple, che ancora si definisce una consumer company, collabora con SAP e IBM per portare le applicazioni aziendali sui device iOS, in maniera tale da integrare quanto più possibile questi dispositive nel workflow delle aziende. Ci sono poi numerosi altri prodotti Android che vengono utilizzati in abbinata soluzioni di Mobile Device Management, che permettono di tenere i dati al sicuro ma che spesso non offrono una soluzione “elegante” per l’utente». Ma quanto il mercato del business conta ancora per i grandi produttori mondiali di telefonia? La risposta dell’analista italiano è chiara: «La maggior parte dei venditori non ha più un grosso interesse nel mondo enterprise perché lo stesso modo di comprare è cambiato, dunque non necessitano più di canali separati».
Vediamo ora più da vicino quali sono i singoli dispositivi che, attualmente, per caratteristiche tecnologiche e design sembrano meglio rispondere alle esigenze di un’utenza variegata e sempre più votata allo smart working. Scopriamo i modelli di riferimento.

Lo smartphone per il business: Android

Potremmo citare decine di modelli ma quasi a metà anno non possiamo che incoronare il Galaxy S8 (e S8 Plus) come vero campione di stile e funzionalità. Se lo schermo infinity è la caratteristica più appetibile per i consumatori, la possibilità di estendere l’esperienza oltre i pollici del display, tramite accessori particolari, è ciò che spinge i businessmen a scegliere l’ultimo arrivato in casa Samsung. Parliamo di DeX, il dock dentro cui piazzare il telefono, che si collega via HDMI al monitor in ufficio o al televisore di casa, per trasformare l’interazione mobile di Android in un’interfaccia estesa, quasi paragonabile a quella del computer. Diciamo quasi perché un conto è avere tra le mani un portatile vero e proprio e un altro districarsi con una macchina comunque dal potenziale ridotto. Ma per il browsing, la lettura e scrittura di email e documenti, non c’è scelta ibrida migliore, almeno per il momento.
Altri Android: Huawei P10 Plus, LG G6, Sony Xperia XZ Premium.

Il redivivo Windows Phone

I numeri sono impietosi: la piattaforma mobile di Microsoft è in picchiata e, soprattutto in Europa, potrebbe sparire nel giro di qualche anno. Ma ci sono delle considerevoli eccezioni, almeno a livello qualitativo, che rendono l’opzione Windows Phone ancora percorribile. Tra queste citiamo HP Elite, un ottimo compromesso tra design, potenza e funzioni, dotato del supporto al dock Continuum, che declina in modalità desktop (classica di Windows) l’uso in verticale del cellulare. Il problema? La stessa Microsoft sembra voler puntare su tipi diversi di hardware, come i tablet e i computer per l’educazione, sui quali gira l’OS 10 originale e non una versione ridotta. Anche le app compatibili con Continuum sono poche e ridotte alla suite Office (comunque ottima) e poco altro.
Altri Windows Phone: Lumia 950 XL.

E che dire dell’iPhone?

Da anni è Apple ad aver preso il sopravvento nel mondo business, accogliendo sempre più richieste di conversione dai propri iPhone a dispositivi abili a navigare tra le reti aziendali e account lavorativi. Soprattutto gli ultimi modelli si pongono come strumenti leggeri e potenti, in grado di rispondere alle esigenze della produttività anche attraverso l’abbinamento di accessori esterni, come tastiere e trackpad. In un’era in cui tutto è sul cloud, non ci sono nemmeno limiti all’acceso di file e percorsi conservati sulla nuvola.

 

BlackBerry resiste

Abbandonato BlackBerry OS, la multinazionale canadese ci sta riprovando con Android. L’ultimo esperimento, KEYOne, racchiude in sé il meglio dei due sistemi operativi: protezione da un lato, versatilità e personalizzazione dall’altro. La presenza nel mercato della mora si è ridotta parecchio ma ha ancora senso: il core della compagnia è nella vendita di software gestionale e di sicurezza aziendale che, integrato con l’hardware mobile di ultima generazione, può ancora rappresentare una scelta di tutto rispetto anche nei confronti della più agguerrita concorrenza.
Altri BlackBerry: Passport, DTEK60.

 

 

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Gianluigi Torchiani e Paolo Longo