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Device

OnePlus 5: adesso la startup fa paura

di Paolo Longo

30 Mag 2017

La nuova generazione di smartphone è dietro l’angolo e punta direttamente al trono di Apple e Samsung. Con questi elementi potrebbe dare filo da torcere ai big

Non si può guardare al mercato degli smartphone considerando solo le due compagnie principali, Apple e Samsung. Gli ultimi anni ci hanno insegnato ad andare oltre, considerando quelle che sono le novità più interessanti che arrivano dall’Oriente, dove lo sforzo economico sta diventando importante a fronte dei risparmi del passato. Se un decennio fa i dispositivi di Huawei erano solo delle pallide fotocopie di modelli più conosciuti, oggi la multinazionale che incarna la nuova leva del Dragone Rosso dimostra che il management cinese ha saputo far propri i trend occidentali, sfornando device a ripetizione, partiti dal basso, per conquistare le vette più elevate.

Huawei, dicevamo, è l’apoteosi della Cina che avanza ma dietro c’è dell’altro. Tanti piccoli nomi, di cui alcuni giunti anche sui nostri scaffali (Meizu, Nubia ad esempio) ma tra i tanti spicca la startup più amata dai nerd: OnePlus. Dopo una serie di smartphone (One, 2, X, 3, 3T) dedicati alla fascia medio-alta del target, dietro l’angolo c’è OnePlus 5, il modello che punta direttamente al dominio dei Galaxy e iPhone. Non è solo qualche indiscrezione ma dietro ci sono conferme ufficiali da parte dell’azienda che hanno alzato l’interesse intorno allo smartphone, e un po’ di preoccupazione dei diretti rivali. Un’esagerazione? Forse no.

 

Partiamo dall’hardware di cui siamo sicuri: un processore Qualcomm Snapdragon 835 che ad oggi è presente solo su Galaxy S8 (e S8+), Sony Xperia XZ Premium e poco altro. La RAM non è mai un problema quando si parla di un modulo da 4-6 GB, mentre il pezzo forte è la fotocamera: realizzata sotto la supervisione di DoXMark, l’organizzazione che analizza i sensori a bordo dei telefonini per stilarne una classificazione in base a precisi standard. Per dirla tutta: è come se la Formula 1 collaborasse con Ferrari per realizzare la prossima monoposto; ci sono pochi dubbi in merito alla qualità di cui sarebbe dotata.

Lato software, la scelta di OnePlus di non personalizzare il sistema operativo (se non per la sezione Shelf) segue la strategia di quelli che furono i Google Nexus e i nuovi Pixel: esperienza Android allo stato puro, reattività e personalizzazione ridotta all’osso, per conservare l’essenza di un OS che è nato per essere semplice, non solo bello da usare.

 

Per ultimo il prezzo: al lancio il più recente OnePlus 3T costava poco meno di 500 euro; tanti rispetto alla storia del marchio ma quasi la metà di iPhone e Galaxy. A parità di prestazioni (al netto di ciò che sarà il futuro iPhone 7S/8) i prodotti della cinese non possono che cogliere la soddisfazione dei consumatori, visto un rapporto qualità-prezzo invidiabile e francamente assente altrove.

Paolo Longo

Tech Journalist, responsabile tecnico/editoriale della sezione Tech Lab #Digital4Trade, appassionato di BritPop e dei fratelli Gallagher