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Nuove opportunità per gli advertisers con gli adv su Messenger

di Paolo Longo

17 Lug 2017

A giorni le pubblicità invaderanno la homepage delle chat con un ritorno non da poco per Zuckerberg: sono già 70 milioni le imprese presenti sulla piattaforma

Vada per l‘Intelligenza Artificiale e i chatbot ma Mark Zuckerberg ha pur bisogno di tirare i remi in barca. La necessità è quella di non lasciare nemmeno una piattaforma gestita da Facebook priva di una qualsiasi forma di remunerazione per il gruppo, visto che non c’è spazio per la filantropia nel business del web. Ecco allora l’idea: far diventare Messenger, il client di messaggistica del social network, una sorta di repository per le pubblicità, da mostrare a intervalli tra una chat e l’altra. L’idea, molto più fondata di ogni altra indiscrezione, è già stata messa in atto nei mesi scorsi ma in maniera limitata per gli iscritti in Australia e Thailandia. Ora è giunto il momento di estendere i social adv anche altrove, con un’integrazione lenta ma inesorabile.

Cosa accadrà

Tra qualche giorno, anche gli utenti italiani vedranno comparire nella homepage di Messenger gli annunci pubblicitari, probabilmente personalizzati sulle proprie modalità di interazione e trend dei like posti su specifiche categorie. Difficilmente un nerd vedrà l’adv di un prodotto di cosmesi, così come chi segue calciatori e sportivi si imbatterà più di altri su prodotti a tema. La notizia è stata confermata da Stan Chudnovsky, a capo della divisione di prodotto di Facebook, che ha espresso l’obiettivo a cui punta la rete: raggiungere tutti gli oltre 1 miliardo e 200 utilizzatori del sito web e app, dove peraltro sono già presenti più di 70 milioni di imprese. Queste avranno l’opportunità di raggiungere un pubblico più vasto sfruttando anche le connessioni in chat, dove prima o poi si paleseranno un bel po’ di bot pronti a dare suggerimenti sugli acquisiti e le modalità di supporto per certi servizi. Un passo del genere sembra quanto mai obbligato per una compagnia che ha contribuito a rendere più interattive e veloci le modalità di interazione tra domanda e offerta, senza particolari distinzioni tra le tipologie di business.

Paolo Longo

Tech Journalist, responsabile tecnico/editoriale della sezione Tech Lab #Digital4Trade, appassionato di BritPop e dei fratelli Gallagher