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Sicurezza

La vittoria della crittografia end-to-end

di Paolo Longo

11 Lug 2016

La protezione più usata arriva anche su Facebook Messenger per proteggere le conversazioni di milioni di persone

Qualche anno fa non avremmo creduto a chi sosteneva che la crittografia sarebbe diventata un tema di interesse pubblico. Eppure, le notizie sul Datagate e il caso Apple-FBI non hanno fatto altro che aumentare l’attenzione dei consumatori (di una parte almeno) su questioni di vitale importanza in tempi digitali come la privacy. La conseguenza di tutto ciò è che la crittografia end-to-end ha invaso, per fortuna, diversi ambiti della quotidianità iper-connessa senza nemmeno che ce ne accorgessimo. Il caso più eclatante è certamente WhatsApp, che a un certo punto ha cominciato a mostrare avvisi circa l’introduzione della novità all’interno delle stanze di chat. La stessa end-to-end verrà ora introdotta in un altro prodotto di mamma Facebook: Messenger.

La novità

La compagnia, confermando i rumors lanciati nei giorni precedenti, ha ufficializzato l’integrazione della forma di protezione, spegiando alcuni vantaggi e limitazioni dell’offerta. Prima di tutto, la crittografia verrà mostrata come scelta personale all’interno delle impostazioni dell’app di chat e permetterà di nascondere con i classici algoritmi dedicati sia i messaggi in ingresso che quelli inviati. In questo modo nessuno (nemmeno Facebook) potrà spiare le conversazioni, o almeno non potrà farlo in chiaro, ottenendo solo una serie di hash illeggibili. Ci sono però delle considerazioni da fare, soprattutto per chi usa Messenger su dispositivi differenti (smartphone, tablet, desktop). L’adozione della crittografia end-to-end causerà l’opportunità di leggere un messaggio solo su un device. Quindi, dopo averlo aperto dal cellulare, lo stesso non sarà disponibile sul tablet oppure nella versione web della piattaforma. Si tratta di una necessità che potrebbe causare problemi a chi è solito passare da un sistema all’altro e non vuole perdersi nemmeno una conversazione, a costo di lasciare scoperta la propria privacy. 

Paolo Longo

Tech Journalist, responsabile tecnico/editoriale della sezione Tech Lab #Digital4Trade, appassionato di BritPop e dei fratelli Gallagher