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Recruitment

Google sfida LinkedIn con Hire

di Paolo Longo

19 Apr 2017

Il portale dedicato ai recruiter (e non solo) per ora è un progetto in versione beta ma rappresenta già quanto di meglio offerto da Big G per mettere in contatto domanda e offerta di lavoro

Lo scopo di Google Hire è chiaro: semplificare la comunicazione tra chi offre e chi cerca lavoro. Per farlo non c’è di meglio che tutto il know-how di Big G in materia di web e networking. Non è ben chiaro cosa ci sia dietro Hire (un portale in stile LinkedIn? Un cms? Un’app social?) ma pare che l’esperimento funzioni soprattutto per aziende di medie dimensioni come Medisas, DramFever e Pynt, che lo stanno usando in versione di test. Quello che è certo, è che Google ha deciso di ampliare il suo raggio di azione in maniera concreta, affidandosi a chi è del mestiere. Dietro a Hire potrebbe infatti esserci Bepop, software house acquisita da Mountain View nel 2015. Così come altre satelliti hanno permesso di sviluppare Aero, un aggregatore per servizi di ristorazione a domicilio e Mett, app per la videoconferenza in ambito business.

Occhio a LinkedIn

Stando a ciò che è possibile provare di Google Hire, il servizio pare puntare proprio al dominio di LinkedIn nel campo del recruitement social. Più che altro, il vantaggio maggiore sembra essere per chi deve gestire tante candidature arrivate via web, che spesso tradiscono le attese dei paletti posti a monte della ricerca. Come fare? Ecco l’algoritmo di Big G che viene in aiuto per limare sin dall’inizio le offerte. Ma non solo: con Hire potrebbe diventare ancora più importante costruirsi un’identità digitale che non presenti sbavature, almeno per il tipo di lavoro a cui si punta. Pare infatti (e sarebbe strano il contrario) che alla piattaforma si potranno collegare gli account sia del gruppo americano (YouTube, Plus, ecc) che gli altri, per cui non ci saranno più segreti per i selezionatori quando si troveranno tra le mani i vari curriculum. Un bene? Un male? E chi può dirlo, di sicuro è lo spirito dei tempi.

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Paolo Longo

Tech Journalist, responsabile tecnico/editoriale della sezione Tech Lab #Digital4Trade, appassionato di BritPop e dei fratelli Gallagher