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Innovazione

Cosa vuol dire per Apple lo sbarco nella AR

di Paolo Longo

07 Giu 2017

Grazie alla nuova piattaforma di lavoro ora gli sviluppatori possono realizzare app che sfruttano l’ambiente reale come base di interazione 3D

Tra le tante novità della WWDC 2017 di Apple vi sono un paio di chicche software mica male. Quella a cui il pubblico dei developer guarda con maggiore interesse riguarda lo sbarco ufficiale di Cupertino nel campo dell’Augmented Reality. La realtà aumentata e quella virtuale rappresentano un settore ancora inesplorato dalla multinazionale statunitense. Da mesi attendevamo una sua mossa ed eccola finalmente, anche se il primo passo è tra i sentieri del software piuttosto che nella produzione di un oggetto con cui entrare nei mondi del digitale. Per dirla tutta: i visori della Mela probabilmente arriveranno, ma già adesso c’è da divertirsi con ciò che si può fare tenendo tra le mani un iPhone o un iPad.

 

Lo ha mostrato proprio Apple durante uno dei suoi interventi dal palco della Worldwide Developer Conference di San Jose, California. In uno dei keynote, la compagnia ha svelato ARKit, una piattaforma in grado di trasformare milioni di smartphone e tablet della casa in dispositivi AR. A questo punto: gli occhialini a cosa servono? A niente, appunto, perché l’ambiente di sviluppo permette già di godere di innovative esperienze 3D, semplicemente aprendo un’app e puntando la fotocamera su una superficie.

Cosa vuol dire questo per la produzione di contenuti digitali per la massa? Tanto, davvero tanto. Da sempre sinonimo di negozio di qualità per programmi di intrattenimento e svago, presto l’App Store accoglierà decine di applicazioni di realtà aumentata, non solo sulla falsariga di Pokémon Go ma anche di utilità per architetti e interior design, in maniera simile a quanto promesso da Amazon con il Fire Phone o da Lenovo con il Phab 2 Pro, dispositivi frettolosamente caduti nell’oblio (Amazon) e non supportati pienamente (Lenovo). Apple gode di una notorietà diversa e di un sex-appeal maggiore nei confronti degli utenti. Per questo sarà molto più semplice e veloce invadere i telefonini di ragazzi e professionisti e monetizzare con la creazione di app di nuova generazione.

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Paolo Longo

Tech Journalist, responsabile tecnico/editoriale della sezione Tech Lab #Digital4Trade, appassionato di BritPop e dei fratelli Gallagher