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Speciale Criptovalute

Altcoin: cosa sono e come funzionano le criptovalute sorelle di Bitcoin

di Gianluigi Torchiani

22 Nov 2017

Dopo l’avvento del Bitcoin sono nate nel mondo tutta una serie di criptovalute, subito ribattezzate altcoin, che si differenziano per alcuni o molteplici aspetti. Ecco i punti di forza

Bitcoin è senza dubbio la regina delle criptovalute, per una serie di ragioni che abbiamo elencato negli articoli che abbiamo pubblicato di recente, tanto da costituire di fatto il modello di riferimento in questo ambito. Ma, al momento, esistono nel mondo diverse centinaia di criptovalute che ambiscono a rubarne lo scettro, puntando su caratteristiche e specificità che Bitcoin, pur con tutti i suoi pregi, non possiede. In particolare, molte delle altcoin provano a convincere gli utenti puntando su una maggiore attenzione ad aspetti come privacy e sicurezza. Qui di seguito una lista (in perenne aggiornamento) sulle criptovalute più interessanti per i possibili investitori, anche se la prima avvertenza da fare è che anche in questo caso si riscontrano elevati livelli di volatilità.

Ethereum come funziona

Attualmente la più nota delle altcoin, ossia delle criptovalute alternative al Bitcoin, è Ethereum: nata appena nel 2015, anch’essa basata sull’ormai celebre blockchain, può essere definita come una vera e propria piattaforma decentralizzata che permette di eseguire programmi chiamati “smart contracts”. In buona sostanza Ethereum è in grado di digitalizzare completamente in maniera sicura, affidabile, veloce, automatizzata, low cost, la conclusione e gestione dei più svariati tipi di contratto: dalla transazioni finanziarie ai sistemi elettorali, registrazione di nomi dominio, piattaforme di crowdfunding, proprietà intellettuale, assicurazioni, real estate, etc…. Qui sta la vera grande differenza rispetto a Bitcoin: Ethereum non è soltanto un network per lo scambio di valore monetario ma una vera e propria rete che riesce a sostenere una molteplicità di contratti. I contratti di Ethereum “pagano” l’utilizzo della sua potenza computazionale tramite una unità di conto, detta Ether, che funge da criptovaluta ma anche per sostenere la piattaforma. Proprio come per i Bitcoin, anche per generare Ether è necessario fare mining, sfruttando la potenza di calcolo del proprio pc. In definitiva il creatore di Ethereum, il programmatore russo Vitalik Buterin ha progettato un protocollo immediatamente adatto all’utilizzo da parte delle imprese, senza la necessità di avere degli intermediari. Non a caso, questa criptovaluta ha raccolto l’interesse di nomi come Microsoft, Intel e JP Morgan, tanto che al momento Ethereum ha una capitalizzazione di mercato di $ 4,46 miliardi, seconda dopo Bitcoin tra tutte le criptovalute.

 

Che cos’è Litecoin

Per lungo tempo la vera alternativa al Bitcoin è stato Litecoin, arrivato ad appena due anni di distanza dal fratello maggiore. Creato da Charlie Lee, un laureato del MIT ed ex ingegnere di Google. Litecoin è una valuta digitale peer-to-peer che permette pagamenti istantanei quasi a zero costo a favore di un destinatario, ovunque esso si trovi. Inoltre Litecoin è una rete di pagamenti globali, open source, pienamente decentralizzata e senza autorità centrale. Litecoin può vantare, rispetto al Bitcoin, una maggiore frequenza nella conferma delle transazioni e una migliore efficienza nella conservazione dei dati. In effetti la catena di blocchi di Litecoin è in grado di gestire volumi di transazioni superiori rispetto a Bitcoin, a cui peraltro si ispira per molteplici aspetti. A causa della più frequente generazione dei blocchi, la rete è in grado di supportare un numero maggiore di transazioni. Per generare un blocco il Litecoin impiega 2,5 minuti, mentre il Bitcoin ne vuole almeno 10. Ne deriva che i commercianti ottengono tempi di conferma più rapidi, pur conservando la possibilità di aspettare altre conferme, quando vendono articoli a prezzo più alto.

 

Zcash: un Bitcoin con maggiore Privacy

Zcash si caratterizza per fornire una maggiore sicurezza o privacy rispetto ai Bitcoin tradizionali: tutte le transazioni sono registrate e pubblicate su una blockchain, ma i dettagli come mittente, destinatario e importo rimangono privati. Zcash offre ai suoi utenti la scelta di transazioni “schermate”, che consentono di crittografare il contenuto utilizzando una tecnica crittografica avanzata oppure una soluzione come zk- SNARK sviluppata internamente che ha lo stesso obiettivo. Tra gli investitori in ZCash ci sono nomi molto noti ai professionisti del settore quali Naval Ravikant, investitore in Twitter, Uber, Barry Silbert, fondatore della piattaforma di equity-trading Second Market, e Roger Ver, attivo nel mondo delle startup. Un’altra caratteristica è la diffusa capacità di mining resa possibile da Zcash: per entrare in questo business è sufficiente anche un tradizionale computer con vecchie CPU e GPU, rendendo quindi possibile sostanzialmente a tutti accumulare questa particolare criptovaluta.

I punti di forza di Dash

Anche Dash (originariamente conosciuta come Darkcoin) è una sorta di versione più “riservata” di Bitcoin. Dash offre infatti un maggiore anonimato rispetto alla regina delle criptovalute poiché lavora su una rete di mastercode decentralizzata che rende le transazioni quasi irreperibili. Questa criptovaluta è stata creata e sviluppata da Evan Duffield nel gennaio 2014 ed ha registrato un crescente seguito in un breve lasso di tempo. I suoi punti di forza? Sostanzialmente sono tre: transazioni Istantanee (InstantSend); transazioni private (PrivateSend); governance decentralizzata (DGBB). In particolare, uno dei vantaggi principali di utilizzare la criptovaluta Dash è la possibilità di inviare pagamenti estremamente veloci in praticamente qualsiasi parte del mondo in pochissimi secondi.

 L’ascesa di Ripple (XRP)

Particolarmente interessante e di prospettiva appare Ripple. Realizzato nel 2012, è un sistema che permette di effettuare transazioni finanziarie di qualsiasi entità, in maniera istantanea, sicura e praticamente gratuita, in ogni parte del mondo. Tutto questo è permesso dalla sua valuta digitale, ribattezzata XRP, che consente per l’appunto a qualsiasi valuta di venire cambiata facilmente con qualsiasi altra moneta sulla piattaforma di Ripple. Il cuore della sua tecnologia è formato da un database di natura pubblica, detto ledger, che permette di monitorare gli scambi e completare le transazioni entro pochissimi secondi. Un altro elemento caratteristico della rete Ripple è la possibilità di scambiare e trasferire senza continuità di forma: diventa dunque possibile, ad esempio, trasferire dollari ad un destinatario che invece riceverà euro, senza necessità di pagare commissioni di sorta. Dunque Ripple “consente alle banche di regolare i pagamenti transfrontalieri in tempo reale, con trasparenza end-to-end e a costi inferiori”. Una formula che, manco a dirlo, ha incontrato l’attenzione di molte banche, tra cui Santander, Axis Bank, Yes Bank, Westpac, Union Credit, NBAD e UBS. Da notare che, a differenza di Bitcoin e di molte altre criptovalute, Ripple non si basa sull’attività di mining, pur basandosi anch’essa sulla blockchain.

Tutte le caratteristiche di Monero

La principale caratteristica su cui si fonda Monero è, invece, la privacy, tanto da aver suscitato una forte attenzione tra gli appassionati di crittografia a partire dal momento del suo lancio, avvenuto nell’aprile del 2014. Monero è stato infatti sviluppato con una forte attenzione al decentramento e alla scalabilità, consentendo una completa privacy grazie all’utilizzo di una tecnica speciale chiamata “ring signature”, che impedisce la rintracciabilità della fonte della transazione. Tanto da essere particolarmente apprezzata nel Deep Web. Proprio come Bitcoin, anche Monero si fonda sulla tecnologia della Blockchain

Che cos’è Bitcoin Cash

L’ultima arrivata, ma che ha già riscosso un notevole interesse da parte di investitori e appassionati è Bitcoin Cash, nata nell’estate del 2017 a seguito di una “fork” in seno a Bitcoin che ha portato alla nascita di una nuova criptovaluta. La nuova valuta è caratterizzata da un tetto massimo per ogni blocco pari a 8 MB (rispetto al singolo megabyte dei Bitcoin tradizionali); un fattore che dovrebbe garantire una velocità molto maggiore nelle transazioni rispetto ai Bitcoin, la cui lentezza rappresenta da tempo un grosso problema, come avevamo spiegato in un recente articolo.

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Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade