Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Prodotti

A cosa serve il giubbotto connesso di Levi’s e Google

di Paolo Longo

24 Mar 2017

Realizzato in collaborazione con Google è il primo prototipo di Project Jacquard già visto nel 2016. Ecco come è fatto

Indossabile nel vero senso del termine. Se i wearable non stanno riscuotendo il successo sperato (il reparto smartwatch è sempre più stagnante, nonostante gli sforzi), la scossa potrebbe arrivare da altri reparti, che si riscoprono improvvisamente appetibili al mercato hi-tech. Parliamo dell’IoT, certo, ma anche di settori orizzontali, come l’abbigliamento. Il sogno di ogni nerd che si rispetti è un po’ quello di andare in giro come novello Ispettore Gadget: premo un punto del cappotto e mi salta fuori lo smartphone, in un altro gli auricolari, ai lati ho una presa di corrente per la ricarica, potenziata dalla luce raccolta da un pannello solare in miniatura. Prodotto impossibile? Non proprio, grazie alla lungimiranza di Levi’s e Google.

Project Jacquard

Nel 2016 con il Project Jacquard, Big G ci aveva mostrato un prototipo di giubbotto con delle potenzialità di connessione interessanti, come ad esempio la presenza di un controller vocale sul polsino con cui accedere alle funzionalità audio principali. La conferenza SXSW 17 di Austin, in Texas, ha riportato in auge il progetto, che diventa ufficiale nelle sembianze di un classico modello Levi’s Trucker della collezione Commuter. Quello che cambia è proprio nella presenza della tecnologia Project Jacquard, sviluppata dal gruppo di Google ATAP, Advanced Technology and Projects) che ha creato delle fibre conduttive da integrare direttamente nella stoffa, per far passare collegamenti di varia natura. Ciò si concretizza sia nel polsino touch che in un piccolo auricolare Bluetooth piazzato sul collo della giacca, che si connette allo smartphone come qualsiasi altro accessorio. Il target di riferimento del capo di vestiario? Un po’ tutti: dai ciclisti dell’ultimo momento agli ipertecnologici che hanno voglia di spendere 350 dollari (prezzo da confermare) per portarsi a casa un indossabile. Uno vero.

  • arrow_upward
  • arrow_downward
  • share
    7 Share
Paolo Longo

Tech Journalist, responsabile tecnico/editoriale della sezione Tech Lab #Digital4Trade, appassionato di BritPop e dei fratelli Gallagher