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Testing

19 mila euro a chi hackera la Nintendo Switch

di Paolo Longo

14 Apr 2017

Una taglia molto cospicua offerta dalla giapponese all’interno del suo primo bug bounty program che coinvolge la console di ultima generazione

L’obiettivo di Nintendo è chiaro: avvalersi degli utenti più smanettoni ed esperti per capire quante e quali potenziali vulnerabilità ci sono a bordo della sua Switch, la più interessante tra le console domestiche in circolazione. Anzi, definirla domestica non è nemmeno corretto proprio per la sua caratteristica ibrida. La Nintendo Switch è una 2-in-1 davvero particolare, che si trasforma da dispositivo con cui giocare attaccato al televisore a gadget mobile, a mo’ di ampio tablet con un gamepad integrato. Proprio tale duplicità è ciò che spinge le persone a spendere sui 300 euro per una periferica che possono usare ovunque, dalla casa all’ufficio ma, soprattutto in attesa del tram, metropolitana, in treno o durante l’ora di educazione fisica.

Una eterogeneità che porta con sé un problema non da poco: proteggere tutti gli utenti da possibili attacchi informatici perpetrati grazie a falle del sistema. Come scovarli in fretta aumentando la fiducia dei consumatori? Allo stesso modo dei big dell’hi-tech: attivando i programmi di ricerca bug. I cosiddetti bug bounty program si sono rivelati utilissimi per scoprire falle informatiche a bordo di hardware e software utilizzati trasversalmente. Dopo l’attività dello scorso dicembre, specifica per il 3DS, ora Nintendo ne ha aperta una per la Switch tramite la quale assicura premi, per ogni falla, che partono dai circa 100 euro per arrivare sino a quasi 19 mila, a seconda della complessità e pericolosità (oltre che semplicità di replica sulle macchine) del bug. Il programma in questione gode del supporto di HackerOne, tra le principali piattaforme di organizzazione e gestione dei bug bounty.

Paolo Longo

Tech Journalist, responsabile tecnico/editoriale della sezione Tech Lab #Digital4Trade, appassionato di BritPop e dei fratelli Gallagher