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#WPC16

#WPC16, Microsoft spiega le nuove alleanze e opportunità per i partner

di Gianluigi Torchiani

13 Lug 2016

Nella due giorni canadese la casa di Redmond è andata a braccetto con Facebook, stretto un nuovo accordo con IBM e ha presentato nuove formule che riguardano da vicino il canale

Non sono certo mancati gli argomenti in questa prima due giorni della Worldwide Partner Conference di Toronto, organizzata da Microsoft alla presenza di circa 15.000 partner provenienti da ogni parte del globo. Forse la notizia potenzialmente più interessante riguarda l’alleanza informale sancita dalla presenza di Facebook al WPC16. Difficile, infatti, definire in altri termini la presenza sul palco canadese del Cio del popolare social network, Tim Campos, intento a incensare le magnifiche sorti progressive di Office 365, ormai diventato il prodotto simbolo della nuova Microsoft e che è abbondantemente impiegato anche da Marck Zuckerberg e dai suoi 13.000 dipendenti sparsi per il globo. Anche se nell’occasione non sono state illustrate partnership di alcun tipo, la presenza di un manager di questo calibro sul palco di casa Microsoft lascia intuire come i rapporti tra le due aziende siano molto positivi. Nonostante la recente acquisizione di un social network (Linkedin) da parte della casa di Redmond. Possibile, dunque, che nei prossimi mesi possa prendere piede qualche tipo di collaborazione più strutturata, magari sulla strada dei bot che entrambe le aziende hanno avviato più o meno negli stessi tempi e con obiettivi simili. Possibilmente in chiave anti Google, che in questa fase è il maggiore concorrente sia per Nadella che per Zuckerberg.

Un altro nome di peso che viene attirato dalla potenza di fuoco di Microsoft è IBM, che aderisce ufficialmente alla Surface Initiative. In buona sostanza, Big Blue spingerà l’adozione dei tablet Microsoft nelle aziende, mentre le due società collaboreranno tra loro per sviluppare nuove applicazioni su Surface, specifiche per il mondo enterprise. Sempre per quanto riguarda la tavoletta Microsoft, che ormai genera un giro d’affari di un miliardo di dollari per trimestre, c’è poi una novità sostanziosa per i partner: la possibilità di vendere Surface in modalità as a service. I cloud solution provider Microsoft (che sono anche distributori autorizzati di Surface) potranno acquistare e distribuire come un “servizio” i dispositivi Surface. Il vero vantaggio per l’utenza business sarà quello di avere sempre a disposizione l’ultimo modello del dispositivo.

Gavriella Schuster, Corporate Vice President, Worldwide Partner Group di Microsoft
Cloud Solution Provider (CSP) per un più elevato livello di sicurezza dei dati sensibili e una gestione avanzata dei dispositivi. Novità per molti versi simile interessa anche Windows10: dal prossimo autunno i cloud solution provider potranno offrire la soluzione Windows 10 Enterprise E3 for CSP, pensate per le imprese più piccole, a un costo annuale di 84 Dollari per utente (7 Dollari al mese). Più dal punto di vista tecnologico, a Toronto è stata ufficializzata la nascita di Dynamics 365, che raggruppa le soluzioni cloud ERP e CRM di Microsoft, con la speranza di replicare il successo di Office 365. Arriva invece un rinvio per Azure Stack, la piattaforma di cloud ibrido, che vedrà la luce soltanto nel 2017. Per i partner, da cui arriva circa il 90% del business di Microsoft, è infine arrivato l’incoraggiamento di Gavriella Schuster, Corporate Vice President, Worldwide Partner Group, che ha messo in evidenza le grandi opportunità che possono derivare per il canale dall’implementazione delle nuove tecnologie.

Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade