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Ricerche

Veeam: la Data availability è sempre più importante per le imprese

di Gianluigi Torchiani

10 Mag 2017

Un sondaggio condotto dal vendor su aziende con oltre 1000 dipendenti evidenzia la persistenza di problemi di downtime. Numerose le opportunità per i partner di canale

Quanto è importante per un’impresa la piena disponibilità dei dati e dei servizi aziendali? Come tutti sappiamo, ormai basta un semplice disservizio di una mezz’ora del sistema di posta aziendale per mandare nel panico interi reparti. Dunque si tratta di qualcosa di estremamente cruciale, specie nell’attuale contesto di digital transformation, come ha confermato l’annuale edizione del Veeam Availability report di Veeam Software, un’indagine condotta da Enterprise Strategy Group (ESG), su 1.060 responsabili IT globali di aziende private e pubbliche con almeno 1.000 dipendenti. Dai risultati emerge come il 69% delle multinazionali ritenga che il continuo accesso ai servizi, ovvero l’availability, sia una condizione necessaria per la digital transformation. 

 

 

I danni di immagine e interni

 

Eppure ben il 66% del campione ammette l’esistenza di ritardi a causa di interruzioni di servizio non pianificate, provocate da cyber attacchi, errori nell’infrastruttura, interruzioni nel network e disastri naturali. Tutto questo ha, ovviamente, un costo: innanzitutto il downtime e la perdita di dati compromettono la reputazione delle imprese nei confronti dell’opinione pubblica. Lo studio di quest’anno evidenzia inoltre come quasi la metà delle aziende coinvolte abbia rilevato una perdita di fiducia da parte dei clienti, mentre il 40% ha riscontrato un danno all’integrità del proprio brand, con un impatto negativo sia sulla reputazione del brand stesso sia sulla fidelizzazione dei clienti. Per quanto riguarda invece le implicazioni interne, un terzo degli intervistati ha constatato una diminuzione della fiducia dei dipendenti e il 28% ha dovuto riallocare le proprie risorse per far fronte a questa criticità.

 

L’Availability Gap

 

Esistono poi dei veri e propri costi economici: il conto del cosiddetto “Availability Gap” – il gap tra la richiesta dell’utente di accedere continuamente ai servizi e ciò che la propria tecnologia è in grado di offrire – è di 21,8 milioni di dollari, in aumento rispetto ai 16 milioni di dollari rilevati dal report lo scorso anno. La ricerca rivela poi l’esistenza del “Protection Gap”, ovvero l’incapacità delle organizzazioni IT di proteggere i dati, superando quindi la soglia di tolleranza relativa ai dati persi, con aspettative sui tempi di attività costantemente insoddisfatte a causa di meccanismi e di politiche di protezione insufficienti. Nonostante le aziende affermino di poter tollerare solo 72 minuti all’anno di perdita di dati derivanti dalle applicazioni “ad alta priorità”, l’analisi di Veeam mostra che gli intervistati in realtà subiscono 127 minuti di perdita di dati, una differenza di quasi un’ora.

Molto lavoro da fare Veeam e i suoi partner

 

Albert Zammar, Vice President Southern Emea Region di Veeam Software

 

Insomma, per un’azienda impegnata su questo fronte come Veeam Software c’è ancora molto da fare, come ha evidenziato Albert Zammar,Albert Zammar, Vice President Southern Emea Region di Veeam Software : «Le applicazioni aziendali sono sempre di più mission critical: un tempo era considerato tale soltanto il mainframe aziendali, oggi stimiamo che la quota possa essere del 77%. Tutti i servizi web, anche i social, possono infatti essere considerati critici. Gli utenti hanno bisogno di un accesso 24 ore su 24, non c’è tolleranza per i disservizi. Grazie alle nostre soluzioni, noi siamo in grado di assicurare un tempo di ripristino inferiore al massimo ai quindici minuti, qualunque sia l’applicazione utilizzata».

Il cloud come opportunità

I dati presentati dall’edizione 2017 dell’Availability, secondo Zammar, possono essere di sprone per il canale, da cui passa il 100% del giro d’affari del gruppo: «Si tratta di una grande opportunità per tutti i parter Veeam, dal momento che confermano come l’availability sia sentita come un problema. Oggi in Italia abbiamo circa 2.000 rivenditori (non tutti però sempre attivi, alcuni semplicemente registrati), che devono rispondere alle esigenze delle aziende di clienti di spostare parte dei propri carichi verso infrastrutture esterne: con il nostro Veeam Connect è possibile garantire disaster recovery as a service, che è una delle priorità per il nostro canale. Non tutti i nostri partner sono già oggi pronti a cogliere questa opportunità ma i reseller più importanti lo hanno già fatto».

 

In Italia Veeam può già oggi vantare 14.990 clienti, ma l’obiettivo per il 2017 è estremamente ambizioso, tanto che si punta a una crescita del 30%. Tutto questo puntando sempre di più le aziende di grandi dimensioni dove predominano le infrastrutture informatiche di tipo legacy, grazie anche a una serie di alleanze strette con i nomi più importanti del panorama IT, tra cui HPE, Microsoft, Cisco, NetApp e Dell EMC.

Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade