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Strategie

Non di solo NAS si nutre il canale Qnap

di Loris Frezzato

18 Apr 2017

L’offerta del vendor spazia dallo storage puro alla videosorveglianza e alle virtual machine e IOT, con focus particolare al concetto di disaster recovery. Un paniere di soluzioni che traduce in opportunità per il trade

NAS e non solo. Gli ambiti di interesse di Qnap si espandono per andare incontro alle nuove esigenze del mercato e alla ricerca di nuovi fronti di opportunità con cui allettare il proprio canale di partner. Un canale che in Italia conta 105 realtà, delle quali suddivide le competenze e il grado di ingaggio nelle 3 categorie Silver, Gold e Platinum e al quale fornisce tutta una serie di strumenti a supporto del business.
«A livello worldwide Qnap conta oltre un migliaio di persone, distribuite in 20 uffici per la generazione di 12 milioni di euro nel 2015, saliti a 14 nel corso dello scorso anno – illustra Alvise Sinigaglia, Business Development Manager di Qnap Italia -. Mentre nel nostro Paese gli uffici sono a Milano e a Roma, dai quali riusciamo a seguire le diverse attività di presidio del mercato e della rete dei partner, anche attraverso iniziative locali e itineranti, come il tour che nel 2016 ha toccato 7 tappe nella Penisola, venendo in contatto con oltre 400 reseller».


Roadshow alla cui realizzazione partecipano attivamente anche i distributori del vendor, e ai quali i dealer possono invitare i propri clienti, per presentare le ultime novità di prodotto di Qnap in ambito storage, suddivise in 4 famiglie per target: come per esempio la serie TS-x51A indirizzati prevalentemente al mercato SoHo; i TS-x73 Series per l’SMB; le macchine TS-x80 per il mercato Hi-End mentre, per lo Small Enterprise le ES1640dc con nuovo sistema operativo.

 

Molti di questi prodotti vengono dati in forma “not for resale” per consentire ai rivenditori esercitarsi e sviluppare gli skill adatti per proporli in maniera adeguata alla propria clientela. Un apprendimento tecnologico che si affianca a quanto il vendor pianifica attraverso i propri calendari di corsi «prontamente recepiti dal canale e immediatamente andati in overbooking, sintomo del grande interesse che il canale sta mostrando verso le nostre tecnologie – riprende Sinigaglia -, e che prestissimo dovremo ripianificare. Ma le attività a supporto del trade vanno anche nella direzione delle deal registration per i nostri partner, per la salvaguardia delle loro opportunità di business, che ci ha consentito di gestire, nel solo 2016, ben 396 progetti, di cui 4 in ambito educational, un nuovo mercato che prima non affrontavamo».
Ambiti nuovi che il vendor è in grado oggi di affrontare insieme al proprio canale anche grazie all’espansione degli ambiti di interesse, magari meno conosciuti rispetto allo storage NAS. «Lo stesso NAS sarebbe, in effetti, riduttivo, per descrivere la nostra offerta – commenta il manager -, avendo macchine con caratteristiche di file server e backup locale o su cloud, ma anche adatte a entrare di diritto nel mondo della videosorveglianza, un mercato al quale abbiamo dedicato una vera e propria business unit. Su questo fronte, in particolare, abbiamo abbandonato la parte di puro hardware e spinto molto sul firmware, che poi è quello che rende vincente la soluzione e che ci rende agnostici nei confronti di tutti gli altri produttori. Ma oltre a questo, ci stiamo indirizzando al mercato delle virtual machine e dell’IOT, essendo parte di un gruppo che produce sensoristica per il mercato healthcare, fino a estendere la logica dello storage al concetto di ripristino e disaster recovery remoto».

Loris Frezzato

Prendetemi così: dopo decenni dedicati al trade, ancora trovo il modo di entusiasmarmi per un settore che non smette di cambiare. Caporedattore #Digital4Trade