Lenovo, l'integrazione di X86 non cambia il modello distributivo | Digital4Trade
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Intervista

Lenovo, l’integrazione di X86 non cambia il modello distributivo

di Gianluigi Torchiani

16 Gen 2015

Mirko Poggi, General Manager e Amministratore Delegato di Lenovo Italia, racconta a ICt4Trade i cambiamenti derivanti dall’integrazione della ex divisione server di IBM

Mirko Poggi, amministratore delegato di Lenovo Italia
Lenovo ha completato la chiusura dell’accordo per l’acquisizione del business dei server x86 IBM a livello mondiale lo scorso ottobre. Una acquisizione che è diventata realtà anche in Italia dal primo gennaio, con il trasferimento nella filiale della multinazionale cinese di dipendenti e attività commerciali. Abbiamo parlato con Mirko Poggi, General Manager e Amministratore Delegato di Lenovo Italia, delle novità e delle sfide che comporta questa integrazione.

Che cosa cambia per voi con questa integrazione?

Con l’integrazione di X86 diventiamo il terzo player mondiale da un punto di vista dei server, oltre che essere già il primo per quanto riguarda i pc. Le posizioni sono più o meno le stesse anche in Italia. E già questo è un cambiamento piuttosto importante, perché è chiaro che ora rappresentiamo per il mercato un valore decisamente diverso rispetto a quello precedente, sia da un punto di vista numerico che strutturale. Perché con i server si va a parlare di infrastruttura, si fa cioè riferimento a un prodotto profondamente diverso rispetto al pc. A livello organizzativo quello che vogliamo assicurare è soprattutto la continuità. Sostanzialmente quello che è successo è che un’organizzazione già esistente è stata inglobata in una nostra struttura (Enterprise business group, relativa ai prodotti server e storage), che ora a livello nazionale è composta da circa cinquanta unità. Prima dell’acquisizione, invece, in Lenovo Italia poche figure si occupavano di queste tematiche, dunque si tratta di un cambiamento importante e in questi giorni stiamo lavorando per ottimizzare le sinergie possibili.

Cosa cambia invece da un punto di vista commerciale?

Per quanto riguarda il nostro modello di distribuzione non cambia niente, dunque continueremo con il modello di vendita quasi completamente indiretto tramite i nostri business partner, che era poi praticamente lo stesso che aveva in piedi IBM per la sua divisione X86. Organizzeremo comunque un apposito evento per il canale; più in generale, d’ora in poi tutta la nostra comunicazione sarà finalizzata a comunicare questo piccolo grande cambiamento che stiamo mettendo in atto. Non abbiamo invece un’area particolare sulla quale vogliamo puntare, anche se l’obiettivo è sicuramente innalzare il livello dell’interazione con i nostri clienti. Sinora non abbiamo lavorato sulla gestione dei data center, in pratica riuscivamo a indirizzare soltanto il mondo Smb (Small medium business). Con l’acquisizione di X86 potremmo dunque operare anche a livello enterprise sulla parte infrastrutturale.

Che impatto economico vi aspettate dalla vendita dei server?

A livello globale il mercato del pc vale circa 200 miliardi, quello dei server più o meno 50, come Lenovo ci siamo dati un obiettivo globale per il primo anno di 5 miliardi di dollari per il settore server (e ne fatturiamo complessivamente circa 40). Al momento l’andamento dei server è abbastanza piatto, c’è anzi una leggera decrescita a livello globale, però comunque per noi resta un settore di valore. Inoltre, come Lenovo siamo stati in grado di rivitalizzare il mercato del pc che molti davano per sorpassato, puntiamo a fare una cosa simile con i server.

Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade