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Comunicazione

La prima impressione non è tutto. Ma aiuta

di Gianluigi Torchiani

21 Set 2015

Le apparenze possono ingannare ma sono importanti, specie nel mondo degli affari. Da un’app i consigli giusti per combinare al proprio guardaroba

Paolo Sito
Esiste uno stile per tutto. Molte volte abbiamo sentito parlare di stile di management e spesso si è fatto riferimento al famoso maglione a giro collo dell’amministratore delegato di FCA, Sergio Marchionne, quasi come se il riferimento al suo modo di vestire individuasse quello di condurre l’azienda da lui amministrata. E chissà che non sia vero. In effetti il modo in cui una persona si veste molto spesso ne rappresenta anche il suo comportamento, il suo modo di affrontare le cose e quello di porsi nei confronti degli altri. Non che questo necessariamente porti ad affrettate conclusioni: il preoccuparsi del commento degli altri non significa certo preoccuparsi degli altri.

Attenzione, comunque, a commettere l’errore di non dare importanza alle apparenze. Se è vero infatti che l’apparenza non rappresenta il vero modo di essere di una persona – e quindi un ladro che si vesta in modo elegante non rappresenterà mai un modo di vivere che risulti degno di essere emulato – è vero certamente anche il contrario: una persona non curata nel look potrebbe certamente essere apprezzata per tanti altri motivi, una grande cultura, un’onestà cristallina, una bontà d’animo infinita e quant’altro. Ma rischia di non essere presa in considerazione, semplicemente perché non è riuscita a fare una buona impressione nel momento iniziale della presentazione.

Tutto questo per dire che il modo di vestire, che risulta certamente il primo elemento d’impatto immediato che viene preso in considerazione quando veniamo presentati a una nuova persona, ha certamente una grandissima importanza, costituendo spesso un elemento fondamentale che può pregiudicare l’inizio di una relazione sia questa di natura amichevole, sentimentale o professionale. Insomma: è vero che l’abito non farà il monaco, ma di sicuro risulterà complicato farsi passare per una persona attenta e rispettosa se chi ci incontra ha qualche imbarazzo a stringerci la mano perché ci trova “impresentabili”.

Ebbene, poteva l’informatica tenersi fuori da un tema che risulta di fondamentale importanza nella gestione delle relazioni professionali? Certo che no. L’obiettivo di Emiut, l’applicazione sviluppata da Emidio Cesetti, è proprio quello di fornire consigli utili nella gestione del proprio modo di vestire e nella definizione di un proprio stile. Emiut è un assistente virtuale per lo stile maschile Formal e Casual che si può scaricare gratuitamente per tutti i sistemi iOS sull’App store. Lo scopo è quello di aiutare le persone a comporre il proprio guardaroba tenendo conto del contesto in cui l’abito deve essere indossato e ovviamente badando alla preferenze personali (non tutti devono vestirsi in abito blu e scarpe nere). Un semplice click permette di inserire un modello, che di sicuro rispetta i canoni dell’eleganza, nel proprio guardaroba virtuale in modo che questo vada a comporsi tenendo conto delle proprie esigenze e peculiarità.

Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade