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Speciale mercato Server

IBM: così si spiega la crescita del mercato dei server

di Gianluigi Torchiani

03 Ott 2018

Federico Menichetti di IBM evidenzia come in Italia, però, manchi il fattore di spinta degli hyperscaler. Il canale può intercettare questo trend con le giuste competenze

Federico Menichetti, Manager of Server Solutions, di IBM Systems Italy,

Il mercato globale dei server è reduce da quello che è stato il migliore trimestre della sua storia, ma quanto questo trend di crescita è avvertito sul territorio nazionale e dall’ecosistema dei partner? Digital4Trade ne ha parlato con Federico Menichetti, Manager of Server Solutions, di IBM Systems Italy, che mette in evidenza i fattori da cui trae origine questo sviluppo: «In realtà, al netto della variabilità dei singoli trimestri, c’è un trend di crescita che sostanzialmente dura dal 2010 a livello globale. Ci sono alcuni elementi che trainano il mercato dei server: innanzitutto c’è il tema degli operatori che offrono i cosiddetti managed services, ma anche i divoratori di capacità comunicazionali, vale a dire gli hyperscale come Facebook, Amazon, ecc, che ovviamente spingono in alto le vendite globali di server. Questa spinta riesce più che a compensare quella che sostanzialmente è una contrazione in atto del tradizionale mercato enterprise: se un’azienda migra verso un servizio gestito o verso uno di questi fornitori di potenza computazionale è chiaro che si riduce la domanda dei data center on premise e dunque anche dei server. Per quanto riguarda i risultati eccezionali dell’ultimo trimestre, c’è sicuramente un tema di congiuntura economica positiva, ma c’è anche un aspetto tecnologico significativo, perché molti dei vendor hanno avuto degli appuntamenti importanti negli ultimi trimestri, con l’annuncio di nuove piattaforme. Noi stessi nel quarto trimestre dell’anno scorso abbiamo annunciato la nostra nuova famiglia di mainframe e ritengo che questo abbia prodotto una notevole spinta per le nostre vendite».

L’incremento del volume di dati

C’è poi un tema che sta sotto la crescita dei server, ovvero l’incremento esponenziale del volume dei dati, a sua volta risultato delle nuove tecnologie, che deve essere adeguatamente governato con la giusta capacità di calcolo. Dal momento che il trend di esplosione dei byte è destinato a proseguire anche nei prossimi anni, per IBM è probabile che possa avere un impatto considerevole e positivo sull’andamento del mercato server. E l’Italia? Secondo il manager di IBM la situazione del nostro mercato è però meno rosea, per una serie di peculiari dinamiche: «I dati dell’anno scorso ci raccontavano di un mercato server che non cresceva in Italia. Manca infatti un componente fondamentale della crescita globale, ossia gli investimenti dei grandi hyperscaler in Data Center fisicamente costruiti nel nostro Paese. Abbiamo sicuramente realtà locali e i Telco Provider che investono in potenza computazionale, ma questo fenomeno incide molto meno sul mercato nazionale. Occorre poi considerare che una fetta del mercato Ict nazionale è legato alla Pubblica amministrazione, che purtroppo non riesce a essere abbastanza veloce nell’adeguamento ai cambiamenti e alle trasformazioni in atto, dunque questo si traduce in un minore acquisto dei server di nuova generazione. In realtà noto anche dei ritardi nel mondo delle imprese: ad esempio nel campo della AI vedo poca sperimentazione da parte delle imprese. Però sono ottimista per il futuro: l’entusiasmo del mondo consumer tenderà progressivamente a contagiare anche il mondo enterprise».

Il ruolo del canale

D’altra parte la scelta strategica di IBM in questo mercato è stata chiara: il target è il mercato enterprise, con prodotti pensati per la gestione di determinati e specifici workload, come ad esempio deep learning, realtà aumentata, intelligenza artificiale, progettati con un’architettura Open e basata su Linux. Affianco a queste soluzioni c’è naturalmente la famiglia mainframe di IBM,che Big Blue punta naturalmente a continuare a presidiare e migliorare. Nel business dei server un lavoro decisivo è naturalmente demandato ai partner di canale: «Gli attori come le banche lavorano in ambito mainframe direttamente con IBM. D’altronde su questo fronte le competenze si costruiscono con il tempo e quindi è difficile che un partner commerciale possa andare a sviluppare questo tipo di skills. Nel mondo server il target del canale è soprattutto il mondo della piccola media impresa con l’offerta Power System. Quello che stiamo facendo, insieme ai nostri partner della distribuzione è supportare il canale sul percorso della formazione. Serve anche stimolare il cliente finale a sposare le nuove tendenze. Dal mio punto di vista qualcosa negli ultimi trimestri si sta muovendo, anche i nostri rivenditori cominciano ad avvertire segnali abbastanza decisi da parte del loro mercato, però la condizione per far sì che tutto questo diventi un successo di business è avere in casa le giuste competenze».

Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade

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