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cloud computing

Cloud Computing Italia: il canale c’è e punta ai servizi. Ma chiede sicurezza

di Loris Frezzato

29 Gen 2018

La survey di Context in esclusiva per #Distriboutique tasta il polso del trade sul tema dei servizi cloud e sui suoi aspetti legati alla sicurezza

Rivenditori scettici, in ritardo a cogliere le onde innovative, timorosi di lasciare modelli tradizionali con i quali hanno gestito decenni di business. Storia passata, oggi il canale si scopre molto più dinamico di quanto solitamente si pensi e si è ormai allineato al ritmo della trasformazione digitale e delle nuove sfide che l’innovazione comporta. E la ricerca “rivenditori di cloud computing Italia” appare sempre più di frequente nelle query Web delle aziende nostrane.

Lo conferma Context, società internazionale di analisi del mercato ICT, in una sua ricerca, mostrata in esclusiva in occasione di una Distriboutique organizzata dalla redazione di Digita4Trade, l’incontro a porte chiuse che ha voluto mettere a confronto analisti e operatori del settore per discutere di Cloud Computing e dei riflessi in termini di sicurezza che la tendenza all’uso crescente dell’as a service e della collocazione sulla nuvola dei propri dati e informazioni comporta.

Cloud Computing Italia: la ricerca Context

«Il motore che tutto muove, oggi, è la digital transformation – dichiara Isabel Aranda, country manager di Context Italia -, che impatta sui diversi aspetti del business. Dalla domanda dei clienti, le dinamiche dei mercati, i servizi digitali e cloud, l’offerta dei vendor e i servizi erogati dai distributori fino al recruiting dei nuovi talenti e la capacità di attrazione e fidelizzazione di quelli più in grado di portare innovazione alle aziende oggi».

Isabel Aranda, country manager di Context Italia

 

La tassonomia dei servizi digitali in cloud si può semplificare in tre categorie: quelli che vanno dalla mobility fino alla Business Intelligence, quelli che portano dall’hardware al cloud e quelli focalizzati sulla sicurezza. E proprio su questa base è stato pensato il Channel Watch di Context, un survey che nel 2017 ha coinvolto 7.500 operatori del canale, interessando Europa, Turchia, Australia, Nuova Zelanda e Brasile. Di questi, 1.177 afferiscono all’Italia, soprattutto realtà di piccole dimensioni.

 

Cloud Computing Italia: chi compra, chi vende servizi

Proprio al panel italiano è stato chiesto che tipo di rapporto hanno i reseller con i servizi di cloud. Ne emerge che l’inclinazione ad acquistare servizi cloud interessa solo la metà del panel, ma per contro stanno facendo business vendendoli ai propri clienti. Il 54% o non è interessato ad acquistarli, almeno fino al prossimo anno, mentre il restante è propenso a farlo, da più fonti: dai distributori (24%), dai vendor (15%) o dai VAR con cui maggiormente collaborano per le offerte a valore (7%).

 

Cloud Computing Italia: Il backup in testa ai servizi

Come si poteva intuire, la gran parte dei dealer si concentra sulla vendita dei servizi di backup su cloud (57%), a seguire vanno bene le vendite di servizi di Web hosting e di e-commerce (36%) e i servizi IaaS di infrastruttura (33%). Nel paniere d’offerta dei reseller entrano anche i servizi di applicazioni business (29%) e quelli inerenti la sicurezza (25%) e virtual desktop (23%).

 

Cloud Computing Italia: le barriere alla vendita dei servizi

Che siano culturali o concrete, persistono in molti rivenditori di piccole dimensioni, ancora delle remore a includere i servizi cloud nella loro offerta. Il loro parere probabilmente si discosta da gran parte dei vendor e probabilmente da quello di alcuni analisti, ma una buona parte di loro (36%) è poco convinta che vi sia una domanda tale da giustificare l’investimento di portare a listino i servizi cloud e che la sicurezza non sia ancora in grado di garantire il cloud (27%).

 

 

Cloud Computing Italia: appello alla sicurezza

L’apertura al cloud computing comporta l’aumento dei perimetri aziendali e, per contro, l’innalzamento esponenziale dei possibili varchi d’accesso. Ormai molte sono le soluzioni di sicurezza cloud native o che contemplano nelle loro feature la copertura del cloud computing. E nell’ultimo anno il trend nelle vendite di software di sicurezza attraverso la distribuzione ha avuto una sensibile crescita in revenue: salendo dell’8,5% da gennaio a settembre di quest’anno. Nel Q3 la crescita è stata del 12%.

E proprio le Cloud Security Suite sono quelle che hanno avuto l’incremento maggiore nel giro di un anno (+60%) in parte cannibalizzando quelle di Internet Security (-11%) e comunque ben oltre antivirus (+8%), network security (+7%). Le soluzioni di risk & compliance sono invece aumentate del 25%.

Estremamente attive negli investimenti presso il canale di soluzioni di security sono le aziende Enterprise, la cui spesa è aumentata in un anno del 44,4%. Bene anche le PMI, il cui budget di spesa è cresciuto del 9% e la parte Government, che cresce del 14,3%.

Loris Frezzato

Prendetemi così: dopo decenni dedicati al trade, ancora trovo il modo di entusiasmarmi per un settore che non smette di cambiare. Caporedattore #Digital4Trade

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