Tre chiavi per evitare il provider lock-in | Digital4Trade
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Interventi

Tre chiavi per evitare il provider lock-in

di Gianluigi Torchiani

24 Mag 2016

Le aziende che devono migliorare il loro approccio alla protezione, ripristino e gestione dei dati dovrebbero
considerare un approccio aperto all’integrazione e al supporto da parte del provider

Vincenzo Costantino, technical services manager Italy di Commvault
Per la maggior parte dei clienti, siano essi grandi o piccoli, l’infrastruttura dati non è omogenea. La diversità e varietà di applicazioni, file share, array storage e altri repository di informazione possono spesso essere complessi. Le organizzazioni che hanno acquistato sistemi di data protection spesso si trovano intrappolate in un mondo caratterizzato da integrazione limitata e scarsità di piattaforme supportate. Ma, nel mondo reale, le aziende acquisiscono o ereditano diversi sistemi dati da vendor storage e applicativi differenti e necessitano di un approccio integrato alla gestione e protezione dei dati. Diamo uno sguardo ai tre pericoli del provider-lock-in e a come evitarli.

Mancanza di flessibilità: Sembra ovvio, ma sarete sorpresi dal modo in cui la mancanza di flessibilità possa diventare un problema molto serio per un’azienda. Prendiamo per esempio il caso di una società che decida di trarre vantaggio da un nuovo storage flash-based, l’integrazione con il sistema in essere può essere molto complessa e costosa, oppure limitata nella scelta del cloud provider. Infatti, se si desidera scegliere una migliore soluzione di cloud hosting, spostare i dati e gestire l’accesso tra provider può rappresentare una barriera insormontabile. Un’implementazione di protezione dati realmente flessibile permette alle aziende passare da un cloud provider a un altro senza interruzioni nel servizio.

 

 

Costi operativi sul lungo termine: le aziende spesso restano ‘bloccate’ con un fornitore per via delle considerazioni di costo iniziali. Il vendor ovviamente vuole legare il cliente a sé sul lungo periodo e fa un’offerta veramente interessante per add-on e altri componenti. L’affare sembra troppo bello per essere vero (segnale di attenzione No. 1). Tuttavia, qualsiasi risparmio iniziale viene rapidamente dimenticato quando i costi operativi sul lungo termine aumentano senza sosta, in un sistema chiuso per di più. Se si desidera integrare un’altra applicazione o piattaforma hardware non supportata, preparatevi a quantità incredibili di scripting personalizzato, test in-house e contratti decennali con consulenti. Evitare o ridurre i costi sul lungo termine con un sistema di protezione dati che si integra facilmente con sistemi attuali e futuri può assicurare risparmi notevoli.

 

 

 

 

 

 

 

 

Nessuna possibilità di essere realmente agili: Diventare ‘agili’ resta spesso un desiderio per molte aziende. Si potrebbe fare di più con gli attuali schemi di data management per accelerare l’innovazione, i cicli dev/test e semplificare il pensionamento di applicazioni datate o legacy? I requisiti di business evidenziano l’esigenza di disporre di piattaforma di gestione dei dati aperte con un unico indice e semplice information discovery. Dal punto di vista dell’IT, accelerare test, implementazione e dismissione delle applicazioni avrebbe un impatto significativo sull’agilità del business e sui costi. Le aziende che devono migliorare il loro approccio alla protezione, ripristino e gestione dei dati dovrebbero quindi considerare un approccio aperto all’integrazione e al supporto da parte del provider. Questo avrà un impatto diretto sulle spese operative, i costi di amministrazione e l’infrastruttura. Evitate i rischi del provider lock-in e diventate una realtà agile, flessibile e di successo.

di Vincenzo Costantino, Technical Services Manager Italy di Commvault

Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade