Ransomware, in Italia è a livelli record | Digital4Trade
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Cybercrime

Sicurezza, l’Italia è tra i Paesi più esposti al Ransomware

di Redazione #Digital4Trade

02 Ott 2017

Un report di Trend Micro relativo alla prima metà del 2017 evidenzia come il nostro Paese sia il settimo più colpito al mondo e il secondo nell’area EMEA per la diffusione del ransomware

Che l’Italia fosse particolarmente esposta alla piaga del ransomware era chiaro, visto quanto questo particolare forma di malware (qui un articolo che ne spiega il funzionamento) ha interessato e continua a interessare imprese di tutte le dimensioni e i settori, con particolari picchi registrati in occasione degli attacchi globali Wannacry e NotPetya. La novità è che questa sensazione è confermata anche dai dati ufficiali appena rilasciati da uno dei principali vendor di sicurezza del settore: il report The cost of compromise”, realizzato da Trend Micro e relativo alla prima metà del 2017, evidenzia infatti come i ransomware continuano ad abbattersi sull’Italia, che risulta il settimo Paese nel mondo e il secondo in Europa più colpito da questo fenomeno.

 

Il ransowmare ci costa 4 miliardi di dollari

Il fenomeno ransomware (qui qualche consiglio su come recuperare i file criptati dal cybercrime) è ovviamente globale: il report mostra che nel primo semestre 2017 Trend Micro ha bloccati 82 milioni di attacchi rivolti contro le aziende. In particolare, ad aprile e giugno, gli attacchi dei ransomware WannaCry e NotPetya hanno colpito migliaia di aziende nei settori più disparati causando perdite stimate 4 miliardi di dollari. Oltre al ransomware, le imprese hanno dovuto difendersi da truffe come Business Email Compromise (BEC), con oltre 3.000 tentativi sventati. In generale, nella prima metà del 2017, la Trend Micro Smart Protection Network ha bloccato 38 miliardi di minacce. La maggior parte si diffonde via e-mail, a testimonianza di come questo sia ancora il mezzo preferito per diffondere comunicazioni spam che veicolano i ransomware o le truffe BEC. Da notare che le tipologie di file più utilizzati per diffondere i malware sono quelli che tutti noi utilizziamo quotidianamente per lavoro o per svago nella vita di tutti i giorni: .PDF, . XLS, JS, .WSF e .DOCX.

 

I primati (negativi) dell’Italia nella cybersecurity

Ma torniamo al ransomware: nel periodo di rilevazione gennaio 2016 – giugno 2017, l’Italia è stata raggiunta dal 2,53% di ransomware di tutto il mondo, percentuale che le fa guadagnare la settima posizione a livello mondiale tra le nazioni più colpite. A precederla sono soltanto USA (15%), Brasile (12,01%), India (9%), Vietnam (5,11%), Turchia (4,60%) e Messico (4,19%). A livello EMEA invece, l’Italia è la seconda nazione più colpita con un 10,03%. In prima posizione troviamo la Turchia (18,23%), a seguire Germania (9,51%), Spagna (6,84%) e Francia (6,62%). Lo studio di Trend Micro fa poi il punto sulle altre tipologie di minacce che hanno interessato il nostro Paese. Ad esempio, gli utenti italiani hanno scaricato un numero abnorme di app maligne scaricate: ben 2.033.399 nella prima metà del 2017, raggiungendo quasi il totale di tutto il 2016, quando ne erano state scaricate 2.646.804. Il fenomeno delle app maligne si conferma un trend costante nel nostro Paese, il quarto più colpito in Europa dopo Russia, Francia e Lussemburgo.

Il malware continua a crescere

Come poi tutti abbiamo modo di verificare, resta significativo il numero di comunicazioni spam: quelle inviate dall’Italia nella prima metà del 2017 sono state ben 7.831.222. In controtendenza è invece il dato relativo alle cyber minacce relative al mondo bancario: nella prima metà del 2017 sono stati 1.525 i malware di online banking che hanno colpito l’Italia, un numero in flessione rispetto al 2016 e al 2015. Impressionante resta invece il numero totale di malware intercettati in Italia nei primi sei mesi del 2017: per l’esattezza 19.014.693, un numero che lascia presagire una profonda crescita rispetto al 2016, quando ne furono identificati 22.104.954.

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