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Accordi

Red Hat-Microsoft, una pace nel nome del cloud

di Gianluigi Torchiani

10 Nov 2015

D’ora in poi, le soluzioni Red Hat per il mondo enterprise saranno disponibili in forma nativa ai clienti Microsoft Azure. Una scelta che nasce dall’esigenza della casa di Redmond di spingere il suo cloud pubblico

A volte si esagera nel definire “storici” gli accordi di business, ma in questo caso è difficile trovare un aggettivo più adatto. Due rivali davvero “storiche” nel mondo del software, Microsoft e Red Hat, hanno infatti annunciato un’intesa di notevole portata. Una svolta che forse non arriva del tutto improvvisa, perché in realtà il tempo della contrapposizione tra la casa di Redmond e la società paladina del software libero e di Linux era ormai alle spalle da un po’, ma che non può che impressionare. Il punto è che, al di là delle diversità di vedute “ideologiche” (che seppure un po’ sfumate permangono), la collaborazione scaturisce dalla necessità di entrambe le aziende di cavalcare al massimo quello che è ormai il trend tecnologico del momento, ossia il cloud computing.

Sinora, infatti, i prodotti Red Hat per il mondo enterprise erano disponibili soltanto per Amazon Web Services, vale a dire il maggiore competitor di Microsoft in ambito cloud pubblico. Vista l’importanza assunta nel mercato da Red Hat e più in generale dal mondo Linux, Microsoft ha rotto gli indugi e quindi deciso che, d’ora in poi, le soluzioni saranno disponibili in forma nativa ai clienti Microsoft Azure. Quest’ultimo comunque – è un sistema in buona fase di crescita, anche se non ancora ai livelli di AWS. Dunque c’è senz’altro un interesse concreto da parte di Red Hat.  

Più nel dettaglio, nel corso delle prossime settimane, Microsoft Azure diventerà un Red Hat Certified Cloud and Service Provider, in modo da consentire ai clienti di far girare le proprie applicazioni e carichi di lavoro Red Hat Enterprise Linux in ambiente Microsoft Azure. Concretamente, questo significa che gli utenti di Red Hat Cloud Access potranno portare le loro macchine virtuali su Microsoft Azure. Al contempo, i clienti di Microsoft Azure potranno sfruttare l’intera piattaforma applicativa di Red Hat, compresi Red Hat JBoss Enterprise Application Platform, Red Hat JBoss Web Server, Red Hat Gluster Storage e Red Hat OpenShift, l’offerta platform-as-a-service di Red Hat. 

Nel corso dei prossimi mesi, Microsoft e Red Hat prevedono anche di fornire le soluzioni “a consumo” Red Hat On-Demand; i clienti potranno inoltre usufruire di un supporto inter-piattaforma e inter-aziendale integrato fra Microsoft e Red Hat.

Inoltre, le due società collaboreranno a stretto contatto (con un team di ingegneri misto che lavorerà presso gli Headquarters Microsoft) per soddisfare le esigenze di imprese, software vendor e sviluppatori in termini di costruzione, installazione e gestione delle applicazioni su software Red Hat in ambienti cloud pubblici e privati.

«Questa partnership offre importanti prospettive per ISV e sviluppatori – ha commentato Scott Guthrie, Executive Vice President della divisione Cloud and Enterprise di Microsoft – . Ci permette inoltre di estendere il nostro impegno verso una flessibilità e una possibilità di scelta senza paragoni negli ambienti Cloud di oggi, il tutto nel rispetto dei rigorosi requisiti di sicurezza e scalabilità che le aziende esigono».

«Il datacenter è eterogeneo e il cloud è ibrido – ha dichiarato Paul Cormier, Presidente della divisione Products and Technologies di Red Hat – . Con l’unione tra Red Hat e il leader nel campo dei carichi di lavoro nell’impresa, i veri vincitori oggi sono i nostri clienti. Assieme, infatti, offriamo il più completo accordo di supporto per tecnologie miste a vantaggio dei clienti».

Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade

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