Red Hat: il canale è adatto all'open source | Digital4Trade
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Red Hat: come il canale può sfruttare l’Open Source

di Redazione #Digital4Trade

23 Nov 2017

Antonio Leo, Head of Partners & Territory, Red Hat Italy, racconta come partner e system integrator di qualsiasi dimensione possano giovarsi dello stack tecnologico del vendor open source

I sostenitori dell’open source negli ultimi anni si sono presi una bella rivincita. Sottovalutato dalle imprese per lungo tempo, oggi il software libero è la colonna portante dei processi di digital transformation in molte aziende.
Derivano infatti dal mondo open source i componenti base (due su tutti, OpenStack e i container) delle infrastrutture di nuova generazione. Ma lo è anche come approccio, perché sempre dal mondo open arrivano metodologie come DevOps che sono alla base dello sviluppo software moderno.  Ma, poiché non tutte le imprese sono in grado di orientarsi nel mondo open source da sole, il ruolo dei system integrator che fanno da ponte tra le evoluzioni dei progetti open portati avanti dalle grandi software house e le applicazioni pratiche nelle imprese è fondamentale. È così anche nel nostro caso, le nuove tecnologie vengono portate nelle aziende da una rete di system integrator molto articolata che, accanto ai grandi partner internazionali, vede molte realtà di dimensioni e raggio d’azione più limitati e tutti possono dare il loro contributo nei progetti di digital transformation.

Il ruolo dei grandi system integrator

E chi sono questi partner? Nell’ecosistema di Red Hat un ruolo di primo piano è ricoperto tradizionalmente dai partner internazionali, i grandi system integrator con i quali abbiamo un approccio congiunto al mercato. Si tratta di partner tecnologici che hanno già definito internamente un loro modello di utilizzo del software libero e con le quali cerchiamo di sviluppare nuove sinergie. Il ruolo di Red Hat in questo senso è offrire uno stack infrastrutturale e applicativo collaudato, su cui puntare con sicurezza, ma che garantisca anche innovazione. In Italia questo ad esempio ha permesso ad Accenture di assicurarsi, con uno stack completamente open source di Red Hat, un progetto strategico che mira alla gestione digitale del trattamento economico del personale centrale e periferico della PA. Ma Red Hat non guarda solo ai system integrator globali. Storicamente siamo cresciuti grazie alle collaborazioni con partner anche di piccole dimensioni ma con elevate competenze tecnologiche. La forza di questi partner sta proprio nel conoscere in modo approfondito la tecnologia Red Hat permettendo loro di entrare a far parte anche di grandi progetti, dove affiancano il system integrator principale che può avere più risorse da mettere in campo ma è meno specializzato.

 

L’open source va bene anche per i piccoli

Ma ci sono anche partner di piccole-medie dimensioni che non hanno una forte specializzazione e non sono interessati ad averla. Il loro ruolo è diverso, vedono Red Hat come un componente della loro rivendita, hanno però le spalle abbastanza larghe da poter concludere transazioni anche importanti. Non possiamo chiamarli propriamente system integrator, ma ciascuno di loro ha delle peculiarità per cui può trovare spazio nei progetti.
Per aiutare i partner che vogliono ‘crescere’ con Red Hat offriamo diversi livelli di partnership, all’interno dei quali si hanno vari livelli di specializzazione tecnica. I percorsi che è possibile seguire sono molti (applicazioni, infrastruttura, cloud, system management…) e coprono sia gli aspetti tecnologici che quelli di vendita e prevendita. Ciascun partner può definire un percorso di formazione specifica e partire anche semplicemente da corsi online gratuiti, in modo da approfondire le tecnologie e il contesto in cui si collocano, per arrivare poi alla formazione tradizionale più completa e quindi alle certificazioni.

* Antonio Leo, Head of Partners & Territory, Red Hat Italy

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