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Security

Per Kaspersky Lab la sicurezza passa per l’utente

di Gianluigi Torchiani

08 Set 2016

Il vendor ha presentato le nuove edizioni dei suoi antivirus dedicati al mondo consumer, potenziate rispetto al passato e rigorosamente multi device

La sicurezza per il mondo consumer non è più soltanto il classico antivirus installato nel pc di casa. Ma è ormai, da alcuni anni, per forza di cose, multi device. Una lezione che è stata da tempo appresa da uno dei principali vendor del settore, Kaspersky Lab, come hanno confermato nuove edizioni delle sue principali soluzioni di sicurezza, Kaspersky Internet Security e Kaspersky Total Security. Più che promesse di clamorosi risultati, entrambe le soluzioni puntano l’accento sulla responsabilità dell’utente, visto come soggetto chiave per la sicurezza informatica.

«Noi di Kaspersky Lab crediamo che la sicurezza IT non dipenda solamente dall’efficacia di una soluzione di sicurezza, ma anche dalle competenze informatiche degli utenti. Le persone più esperte sono quelle che adottano un comportamento attento online e applicano le ultime soluzioni tecnologiche per proteggere quello che è per loro più importante, che si tratti di informazioni personali, file, privacy, dispositivi o tranquillità noi confronti dei propri familiari. Desideriamo offrire questa possibilità agli utenti con ogni nuova versione delle nostre soluzioni», ha commentato Morten Lehn, General Manager Italy di Kaspersky Lab.

Tra le funzionalità di questo tipo c’è Secure Connection, che permette agli utenti di connettersi a Internet in sicurezza, criptando tutti i dati inviati e ricevuti attraverso la rete. Una modalità utile, in particolare, quando si conducono operazioni finanziarie, si concedono autorizzazioni ai siti o si trasferiscono informazioni confidenziali, dato che in questi casi l’intercettazione del traffico da parte di estranei potrebbe causare agli utenti perdite significative.

Un’altra funzione è Software Cleaner, che informa gli utenti se viene installato un programma senza il loro permesso o senza che ne siano venuti a conoscenza (ad esempio, in qualità di software aggiuntivo durante l’installazione di un’altra applicazione). Inoltre, nel caso i software rallentino il dispositivo, è in grado di fornire informazioni incomplete/errate sulle sue funzioni, opera in modalità background, mostra banner e messaggi senza permesso (ad esempio pubblicità), o viene usato raramente. Grazie alla ricezione di un report da parte di Software Cleaner, l’utente può poi scegliere se rimuovere o tenere l’applicazione in questione. Altre funzionalità di entrambi gli antivirus erano già presenti nelle precedenti edizioni ma secondo il vendor sono state ulteriormente migliorate, come nel caso della protezione multi-livello delle transazioni finanziarie (con Safe Money), nella prevenzione dell’installazione di applicazioni indesiderate (grazie ad Application Manager, parte della precedente funzionalità Change Control) e nel blocco dei banner pubblicitari nei browser (con Anti-Banner).

Dal punto di vista della distribuzione, l’aspetto più rilevante è l’adozione della modalità Posa (Point of Sales Activation), che dopo un periodo di sperimentazione, è ora disponibile nelle catene Media World. Si tratterà, in buona sostanza, di un’alternativa al classico acquisto delle scatole fisiche (ancora tanto amate dai consumatori) che hanno al proprio interno un codice per il download dell’antivirus già attivo. In questo caso, invece, il codice si attiva solo dopo il pagamento alla cassa. Oltre a evidenti vantaggi in termini di anti taccheggio, questo sistema evita il pagamento anticipato dei programmi alle catene della distribuzione che, in buona sostanza, pagano soltanto quello che vendono. Non a caso si tratta di una tipologia di acquisto che piace ai retailer e che Kaspersky Lab ha deciso di promuovere.

Oltre all’ambito consumer, la presentazione è stata l’occasione per fare il punto sugli altri business di Kaspersky Lab. Lehn ha confermato il buono stato di salute del mercato aziendale, in particolare nel segmento Smb, ma anche sul lato enterprise. Oltre ai tradizionali mercati verticali, il vendor russo guarda poi con interesse alla protezione del mondo automotive, con un team di ricerca dedicato. «Oltre a poter rilasciare delle patch che vanno a risolvere le vulnerabilità dei software installati in auto, il nostro principale obiettivo è quello di rendere troppo alto, e quindi non profittevole, il costo di un cyber attacco. Stiamo collaborando con le principali case produttrici fornendo liste di attacchi e vulnerabilità, ma collaboriamo anche con gli OEM al fine di valutare le minacce informatiche per le auto connesse e le azioni che dovrebbero essere intraprese», ha dichiarato Alexander Moiseev, Chief Sales Officer Kaspersky Lab. Sempre per quanto riguarda l’automotive, è da segnalare l’estensione del contratto con la Scuderia Ferrari sino al 2021.

Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade