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Per chi sa guardare oltre, il digital signage di Nec ha in serbo grandi opportunità



L’evoluzione dei display apre le porte a nuove potenzialità in ambito comunicazione guidate dalla capacità di gestire segnali IP. Per aziende e per il canale pronti a cambiare punto di vista, le opportunità non mancano

Gianluigi Torchiani

05 Dic 2016


Considerato per anni periferica assolutamente passiva, l’evoluzione ha portato i display da semplici dispositivi di interfaccia a nuovi canali di comunicazione e relative opportunità. A condizione prima di tutto, di essere disposti a cambiare radicalmente l’approccio. «Fino a poco tempo fa parlavamo di strumenti appannaggio esclusivo del mercato audio e video – spiega Enrico Sgarabottolo, Sales Director di Nec Display Solutions Italia, Turchia, Grecia e Israele -. Ora invece, si tratta sempre più spesso di gestire i contenuti via IP ed entrano quindi in gioco chi lavora su contenuti Web e le interazioni dinamiche». Di conseguenza, il mercato si complica. Anche dal punto di vista del canale, dove servono nuove competenze. A differenza però del settore degli audiovisivi storicamente cresciuto in un contesto verticale, l’esperienza IT in questo caso permette di partire avvantaggiati. «Saper solo visualizzare immagini non basta più – osserva Sgarbottolo -. Il collegamento con i sistemi IT, la conoscenza dei temi legati al digital signage, i nuovi ambiti di applicazione spingono la domanda sempre più verso il settore informatico». Tra i potenziali beneficiari, non solo settori storici come il retail.

«Vediamo prospettive molto interessanti all’interno delle aziende – riprende -. Soprattutto, aiutare il personale a comunicare e a collaborare, grazie alle funzionalità touch e all’interattività. Un supporto ideale anche nelle meeting room». Dal punto di vista di un’azienda come Nec pronta a investire importanti risorse per sviluppare questi mercati, trasmettere il messaggio significa prima di tutto aiutare i propri partner ad acquisire le nuove competenze, iniziando dalla comprensione delle esigenze del cliente, per sapergli proporre la soluzione più adatta tra le numerose presenti in catalogo. «Spesso si tende ad assimilare monitor e TV, ma anche a proporre digital signage con videoproiettori. È arrivato il momento di pensare a strade diverse, scegliendo le più adatte e le più affidabili a seconda della circostanza, anche quando più costose».

Un compito quindi non facile, a fronte di benefici non immediatamente tangibili all’occhio spesso poco esperto del cliente finale. «Si guarda tanto ad aspetti come la sostenibilità o i consumi, mentre si tende a trascurare fattori cruciali, come per esempio l’effetto dei colori sullo stato d’animo e quindi la loro capacità di colpire l’attenzione». Per quanto mirati, gli esempi di successo non mancano. Aspetto molto importante, molto variegati per ambito di applicazione. Completi di software e sistemi embedded, con tanto di partnership con Raspberry per i moduli integrati, le soluzioni Nec trovano ampio riscontro nei contesti più esigenti come il broadcasting e la fotografia. Interessanti prospettive si stanno inoltre aprendo nel campo museale, dove l’impiego delle tecnologie laser aggiunge un’alternativa a display e proiettori, con maggiori garanzie di durata. Senza dimenticare settori storici come finance, control room ed educational. «Bisogna capire che non si tratta solo di trasmettere immagini, ma parliamo di strumenti di comunicazione – conclude Sgarabottolo -. Per questo lavoriamo a stretto contatto con i dealer in modo da trasmettere i vantaggi delle nostre soluzioni. Di fronte a una serie di funzioni importanti, anche i dubbi sulla differenza di prezzo rispetto agli oggetti banali iniziano a vacillare».