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Cloud Computing

NetApp: “blindare” il cloud è roba da Anni 70!

di Loris Frezzato

17 Nov 2015

Il vendor vede nelle strategie dei competitor che rendono difficile ai clienti svincolarsi dai loro servizi cloud, una grande opportunità per sé e per i propri partner

Un cloud ''incatenato'' fa male ai clienti
Se si stringe la catena, si ottiene l’effetto opposto. Il riferimento è a quei vendor focalizzati su cloud che tendono a “blindare” i clienti sui propri servizi, rendendo difficile svincolarsene. E in questa tattica, apparentemente a tutela di una fidelizzazione forzata dei clienti, NetApp vede, invece, una grande opportunità per attrarre clienti insoddisfatti della ridotta libertà di scelta.

NetApp ha affrontato la questione in occasione della propria Insight Technical Conference che si è tenuta a Berlino, sottolineando proprio come molti brand allettino i clienti con offerte d’ingresso apparentemente vantaggiose, per poi farli pentire in seguito con il crescere delle problematiche. Un aspetto che incoraggia NetApp e il canale dei suoi partner ad approcciare tali clienti offrendo loro soluzioni flessibili e prive di vincoli.

«Alcune delle strategie messe in atto dai cloud provider risalgono agli anni 70 – ha dichiarato Joel Rich, senior VP for products operations di NetApp -. La maggior parte di loro sono molto ben predisposti a fare entrare i clienti nel loro cloud, ma non si mostrano poi così collaborativi nella transizione verso al di fuori del loro cloud. Se un cliente dovesse prendere in considerazione una delle cloud application di backup più popolari, come Amazon Glacier, per fare un esempio, dovrebbe affrontare una spesa davvero minima per l’archivio dati».

Ma, avvisa, dovrebbero affrontare costi esponenzialmente maggiori per poterne uscire: una strategia che ci riporta ai tempi in cui i sistemi operativi proprietari legavano a vita i propri clienti. «Molti degli ambienti cloud attuali, avendo il proprio format, il proprio business model, si comportano proprio come, 35 o 40 anni fa, succedeva quando qualcuno, una volta indrodotti i propri dati nei mainframe di qualche vendor, doveva fare vere e proprie acrobazie per poterne migrare».

 

Reich ha aggiunto che le tattiche di “blindamento” utilizzate da alcuni cloud provider comporteranno grandi difficoltà ai clienti che vorranno spostare i propri servizi, una volta che tecnologia, costi o strategia del provider stesso dovessero cambiare.

Tutto ciò viene letto da NetApp come un’importante opportunità: «Perché i clienti non vogliono essere vincolati – afferma il vice president -: vogliono fare le loro scelte più giuste per il loro business, e non sulla base del carnet tecnologico di un particolare, singolo, vendor. I clienti vogliono il completo controllo dei propri dati, potendo così minimizzare i rischi di dovere affrontare alti costi in caso di dover migrare degli stessi per restare competitivi. In NetApp teniamo un approccio diverso. Noi mettiamo al centro il cliente, non la tecnologia».

NetApp, in definitiva, è convinta che un vero e proprio hybrid cloud, basato sulle proprie regole, sia ciò di cui realmente i clienti hanno bisogno oggi.

Loris Frezzato

Prendetemi così: dopo decenni dedicati al trade, ancora trovo il modo di entusiasmarmi per un settore che non smette di cambiare. Caporedattore #Digital4Trade