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Innovazione

Le imprese europee non sono ancora pronte al mercato unico del digitale

di Gianluigi Torchiani

21 Dic 2015

La volontà della Commissione europea è quella di abbattere le barriere tra i diversi Paesi. Ma molte temono ripercussioni negative

Gli attuali trend digitali come cloud computing, servizi mobile, smart grid e social media stanno cambiando il contesto in cui operano le aziende. Eppure, nonostante questa rapida trasformazione, l’Europa non è certo la capofila dell’innovazione digitale, che arriva prevalentemente da Oltreoceano. Non a caso, nell’ambito dell’Agenda Digitale, la Commissione Europea sta cercando di rilanciare l’economia mediante la creazione di un mercato unico digitale che dovrebbe eliminare le barriere che ostacolano le transazioni on line. Ma le imprese del Vecchio Continente si sentono pronte a questo passaggio, che è destinato a cambiare notevolmente la situazione?

La risposta, secondo lo studio ‘Digital Marketplace: Hope or Hype?’, commissionato da Ricoh Europe e realizzato da Coleman Parkes Research, è negativa. L’indagine, realizzata nel luglio 2015 con il coinvolgimento di 1.360 persone, operanti in otto settori verticali, tra cui istruzione, settore legale, utility/energia, sanità, settore pubblico, vendite, produzione e servizi finanziari. Ebbene, soltanto l’8% degli intervistati vede la propria azienda pronta per il mercato unico digitale e in ben pochi Paesi (Paesi Bassi, in Austria e nei Paesi del Nord) si arriva almeno al 10%. Il problema è soprattutto economico: il 34% dei dirigenti aziendali dichiara di non avere risorse sufficienti per investire in un mercato unico digitale. Un altro ostacolo è la scarsa conoscenza: soltanto la metà dei dirigenti aziendali conosce a fondo l’Agenda Digitale dell’UE (52%). Le percentuali più basse riguardo al tema si registrano in Portogallo (27%), Belgio (36%), Paesi del Nord (38%) e Olanda (39%).

La ricerca evidenzia poi un certo scetticismo: un quarto delle aziende coinvolte nella ricerca Ricoh non crede che il mercato unico digitale possa portare a vantaggi; anzi, molte temono possibili ripercussioni negative sul business in termini di aumento della concorrenza (42%), investimenti IT necessari (41%) e difficoltà di gestione dell’IVA (36%). Insomma, per il momento non si riscontra grande entusiasmo nelle imprese europee nel mercato unico digitale. Eppure, secondo i responsabili dello studio, le organizzazioni, specialmente quelle che si trovano in Paesi “digitalmente deboli”, dovrebbero prepararsi fin da ora a partecipare a questa sfida, analizzando la propria capacità di muoversi in un contesto in continua evoluzione e standardizzando i sistemi e i processi per aumentare la propria produttività.

Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade