La maggioranza dei dati aziendali sono Dark Data | Digital4Trade
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Indagini

La maggioranza dei dati aziendali sono Dark Data

di Gianluigi Torchiani

30 Ott 2015

Veritas Technologies ha reso noti i risultati del suo Databerg Report 2015 : i dati sconosciuti e obsoleti costituiscono un costo per le imprese

Massimiliano Ferrini, Country Manager Veritas Italia
È stato presentato il Databerg Report 2015 di Veritas, realizzato da Vanson Bourne, frutto di 1.475 interviste svolte in 14 Paesi e su personale IT senior. Il report analizza le modalità di gestione dei dati delle aziende nel settore privato e pubblico. Il problema più importante per le imprese italiane, secondo l’indagine, è il tasso altissimo di Dark Data memorizzati nelle reti aziendali. Il Databerg Report evidenzia infatti come il 58% dei dati conservati dalle aziende risulta essere sconosciuto anche agli stessi dirigenti IT.

Oltre ai dati business critical, quelli considerati fondamentali per il successo del business, nelle aziende ci sono anche i dati ROT, quelli duplicati, obsoleti e non influenti e, per l’appunto, i Dark Data, ossia quei dati a cui nessuno sa dare un’identificazione. Il report ha rilevato che un’azienda media italiana ha un tasso di Dark Data del 58%, i ROT al 27%, mentre solo il 15% riguarda i dati business critical; questo significa per un’impresa generare uno spreco di risorse aziendali quantificabile in 784 miliardi per l’area Emea entro il 2020.

«I risultati più importanti del Databerg Report 2015 indicano che le aziende italiane non stanno sfruttando le possibilità offerte dai loro dati e che stanno anzi investendo significative risorse per mantenere dati di cui non sanno niente – ha dichiarato Massimiliano Ferrini, Country Manager Italy di Veritas -. L’indagine rivela inoltre che i dipendenti italiani sono fra i meno disciplinati in Europa. Un dipendente su tre gestisce l’IT aziendale come se fosse suo e carica video, software non approvati o copie di suoi documenti sulla rete aziendale. Ciò va sommato al 27% di dati ininfluenti che le aziende italiane memorizzano ed elaborano e al correlato spreco di importanti risorse IT».

Per affrontare nel modo migliore questo tipo di problema, il report suggerisce di adottare alcune misure di sicurezza come l’identificazione dei rischi e quindi dei Dark Data e l’eliminazione dei dati ROT per diminuire i costi legati a eventuali sprechi. Importante è anche stabilire una strategia di governance delle informazioni per i dati non strutturati con l’appoggio dei manager aziendali allo scopo di incoraggiare anche gli utenti ad adottare un comportamento conforme. Infine, occorre cercare di migliorare la flessibilità aziendale usando ambienti di storage su cloud.

Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade