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Tecnologie anticontraffazione

Internet of Things, PLM e Industry 4.0: quali etichette rendono i prodotti intelligenti e comunicanti?



I prodotti di qualità offrono informazioni di qualità. Il barcode non basta: i consumatori sono sempre più informati e, prima dei prodotti, cercano informazioni. Tra Rfid, ologrammi, bollini ottici, inchiostri invisibili, filigrana e smart tag più evoluti i brand possono scegliere tra diverse opzioni

Redazione #Digital4Trade

09 Dic 2016


Internet of Things e PLM e Industry 4.0 hanno un denominatore comune e cioé un insieme di tecnologie digitali che aiutano i prodotti a essere intelligenti e comunicanti. Il valore dell’innovazione è che i vantaggi sono per tutta la filiera, aiutando i brand a essere più efficienti e i consumatori più soddisfatti.

Il punto di partenza della trasformazione è un circolo virtuoso dell’informazione? Un sistema di etichettatura capace di mettere a sistema i dati sfruttando l’identificazione univoca automatica, le tecnologie wireless, la mobility e il cloud.

La digital transformation è fatta di vision ma anche di tante scelte diverse: a seconda del tipo di business, infatti, applicare agli oggetti piccoli sensori al cui interno sono codificate una serie di informazioni che possono essere lette e opportunamente aggiornate cambia notevolmente gli orizzonti della governance rispetto a un Product LifeCycle Management davvero in real time.

La questione è che le etichette intelligenti non si comprano già fatte: a seconda dell’esigenza è richiesta un’analisi degli ambienti, dei processi e degli obiettivi. Serve una progettazione particolare a livello si design ma anche un nuovo tipo di integrazione a livello di sistema.

Etichette intelligenti significa business più smart

Internet of Things, fondamentalmente significa reingegnerizzare la maggior parte dei processi per portare maggiore integrazione e maggiore informazione utile a rendere più veloce ed efficiente il business. Le etichette di ieri servivano a dare solo alcune indicazioni generiche a supporto della loro movimentazione. Le etichette di oggi hanno più di un valore aggiunto: grazie a una nuova intelligenza di sistema non solo velocizzano le procedure, evitando sprechi, smarrimenti e anomalie. La marcia in più è che sanno come proteggere i brand dalla contraffazione e tutelare gli acquisti e la salute dei consumatori. Come?

Con un pizzico di tecnologia che permette ai produttori di dotare ogni singolo prodotto di una vera e propria carta di identità univoca, che non può essere falsificata e che racconta tutta la storia di un prodotto: da dove viene, di che cosa è fatto, come è stato fatto. E questo vale per tutto: elettronica, informatica, cibi, bevande, abbigliamento, gioielleria, orologeria, oggetti di design, opere d’arte e qualsiasi altro prodotto sia a rischio di contraffazione.

Mettere nell’etichetta tutte le informazioni che servono e che grazie a un sistema di codifica brevettato non possono essere clonate offre ai brand possibilità di incrementare la fidelizzazione e l’engagement. Al consumatore finale, infatti, basterà avvicinare lo smartphone all’etichetta intelligente per avere accesso, a tutte le informazioni associate a quel singolo prodotto tramite portale Web dedicato. E così, in tempo reale, sarà possibile conoscere sempre e ovunque se il prodotto acquistato è autentico.

Etichette 4.0 a supporto dell’Industria 4.0

“Ologrammi, bollini ottici, inchiostri invisibili, filigrana non sono più sufficienti. Attualmente esistono varie tecnologie per identificare in modo univoco e certo un prodotto – spiega Ubaldo Montanari, Ceo di Tenenga, system integrator specializzato nella IoT e nell’AutoId – e ognuna ovviamente ha dei pro e dei contro. Escludendo i codici a barre tradizionali che sono fondamentali per i processi di tracciabilità, rintracciabilità e per la gestione della supply chain in generale, ma che sono facilmente duplicabili da chiunque, e pertanto non possono fornire garanzia di autenticità, ci sono alcune tecnologie che oltre a identificare un prodotto ne garantiscono appunto l’autenticità poiché non riproducibili”.

Secondo Montanari le soluzioni più all’avanguardia sono 4 e possono essere utilizzate anche su prodotti di valore unitario molto contenuto ma dal valore di immagine molto alto (come, ad esempio, i prodotti alimentari).

1)    RFID – Grazie all’uso di uno speciale chip (detto tag), qualsiasi oggetto diventa connesso e comunicante: identificandosi in maniera univoca tramite la tecnologia a radiofrequenza, si racconta. Utilizzando un dispositivo di lettura fisso o mobile, le informazioni diventano così accessibili e condivisibili a tutti.

2)    RFID + OTP – È la versione ancora più evoluta del tag RFID perché aggiunge anche la generazione automatica di un codice one time da utilizzare come password. In questo modo, anche se un malintenzionato intercettasse il link generato dal tag e provasse a reindirizzare il browser su un sito falso il sistema respinge la richiesta, in modo analogo a quando si utilizza un sistema di home banking.

3)    RFID + Fides Code – Grazie a un algoritmo associato all’uso del tag RFID viene garantita l’originalità e l’univocità dei tag senza dover accedere a database locali o remoti, garantendo sempre e comunque la veridicità dell’informazione. Tramite portale, l’informazione, certificata, può essere condivisa con tutti i consumatori che avranno accesso tramite apposito codice di riconoscimento.

4)    SIXTRUE – Si tratta di una tecnologia innovativa, che si affianca alla biometria nel certificare in maniera univoca un prodotto per garantire non soltanto la sua unicità e la sua esclusività, ma anche tutta la sua storia. Il funzionamento combina un QR Code con un segno formato da una serie di piccole macchie colorate, generate a random da una particolare tecnologia di stampa brevettata es esclusiva che funziona un po’ come un’impronta biometrica. Il codice generato, infatti, è assolutamente univoco e irripetibile, proprio come un’impronta digitale. Con un plus: il consumatore può leggere immediatamente con il proprio smartphone o tablet il codice e, tramite portale, verificare l’autenticità del prodotto acquistato.

Quello che è importante capire è che affidarsi a prodotti dotati di etichette intelligenti significa portare tracciabilità e rintracciabilità, localizzazione e misurazione, integrazione e condivisione.  L’intelligenza delle cose porta a una Business intelligence di nuova generazione che supporta tutta la supply chain migliorando e proteggendo il business.