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Bilanci

Il cloud spinge i conti di Microsoft e Amazon

di Gianluigi Torchiani

26 Ott 2015

Le due società hanno riportato un aumento delle vendite e dei profitti, grazie alla spinta della nuvola. Buoni anche i numeri di Google-Alphabet

Jeff Bezos, Ceo Amazon
È il cloud a sostenere la crescita di due giganti dell’IT come Microsoft e Amazon. Un’ulteriore conferma è arrivata dalle trimestrali diffuse nei giorni scorsi dalle due aziende, che evidenziano come le strategie basate sulla nuvola inizino ormai a essere importanti per i bilanci dei vendor. Per Amazon, ormai, non si può certo parlare più di sorpresa. Il trimestre terminato il 30 settembre ha visto un’impennata delle vendite di Amazon Web Services, cresciute del 78 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, per complessivi 2,1 miliardi di dollari. Ancora più impressionante è il balzo dell’utile operativo, aumentato del 432%, per complessivi 521 milioni di dollari di giro d’affari, di cui 78 milioni legati al cambio favorevole. Risultati che hanno fatto salire il titolo Amazon in borsa sino all’11%.

Grazie a questi numeri la società guidata da Jeff Bezos ha potuto mettere a bilancio il suo secondo trimestre consecutivo in attivo, con profitti per 79 milioni di dollari contro perdite per 437 milioni un anno fa. La società ha comunque cercato di smorzare gli entusiasmi degli investitori, mettendo in luce come i risultati dei prossimi trimestri potrebbero non essere così favorevoli, data anche la giovane età del business del cloud. Quel che è certo è che, da un po’ di trimestri a questa parte, il cloud pubblico di AWS sembra aver definitivamente sfondato e, in questo contesto, sembrano esserci grandi opportunità anche per il canale, come avevamo raccontato in questa intervista.

Sotto il segno del cloud è stata anche la trimestrale di Microsoft, che è stata più positiva delle stesse aspettative degli analisti, a testimonianza che la cura Nadella comincia a dare i suoi frutti. La società, nel suo primo trimestre fiscale, ha messo a segno profitti per 4,62 miliardi di dollari, contro i 4,54 miliardi dello stesso periodo del 2014. In particolare le vendite del braccio “Intelligent cloud” della casa di Redmond hanno segnato uno sviluppo dell’8% anno su anno, per complessivi 5,9 miliardi di dollari. Azure, in particolare, avrebbe raddoppiato i suoi introiti rispetto a un anno fa. Tanto che lo stesso Nadella si è detto soddisfatto del risultato, ritenuto un progresso verso l’obiettivo dei 20 miliardi di dollari di ricavi annui legati al cloud.

Un obiettivo vitale, probabilmente, per Microsoft, che in questa trimestrale positiva ha comunque dovuto fare i conti con un calo delle vendite del 17% per la divisione Personal Computing e un altro -3% dell’area Produttività e processi di business (anche se quest’ultimo molto legato alle dinamiche valutarie). Preoccupano anche i numeri della sezione telefonia, scesi del 54%, anche se la società è impegnata in un difficile tentativo di rilancio. Sempre in ambito di trimestrali, c’era molta attesa per quella di Alphabet, la nuova compagine societaria in cui ormai è racchiusa Google e le aspettative sono state ripagate. La società ha infatti chiuso il trimestre con un fatturato di 18,68 miliardi di dollari, in crescita del 13 per cento rispetto allo scorso anno, con profitti addirittura in aumento del 27%, a quota 4,7 miliardi di dollari.

Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade