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#Digital4HPE

HPE Power of ONE: la Composable Infrastructure che concilia solidità e flessibilità – #HPEWhiteboard

di Marco Maria Lorusso

15 Apr 2016

Poco più di due minuti, buona musica e una tavola bianca su cui disegnare il futuro delle infrastrutture IT. Primo capitolo di #Digital4HPE un progetto esclusivo che Digital4Trade ha realizzato in collaborazione con HPE. Un percorso, un racconto semplice in 3 #HPEWhiteboard. Un viaggio multimediale e senza precedenti alla scoperta dell’iperconvergenza e della composable infrastrutture. Seguiteci su #Digital4HPE e #HPEWhiteboard

 

Le sollecitazioni del mercato stanno portando i clienti a richiedere un’infrastruttura che non sia statica, ma che sia in grado di garantire ampia flessibilità e che sia rispondente in tempi rapidi ai diversi cambiamenti del business.

Le aziende chiedono velocità e time to value, per potere tradurre le idee in business, ma chiedono anche Agility, declinabile in efficienza e flessibilità allo stesso tempo, grazie all’automatizzazione dei processi sull’infrastruttura. Un altro aspetto non da poco riguarda poi i costi operativi, che devono tendere a diminuire a favore dell’innovazione.

In questa logica si aggancia il concetto sempre più apprezzato dalle aziende del “software defined world”, da intendere sia come trend di mercato sia come capability per diverse aree: dallo storage, al network o, più in generale, all’intera infrastruttura, che diventa così più veloce e semplice da gestire.

Si va, quindi, nella direzione di una gestione via software dell’intera infrastruttura, in maniera flessibile e veloce, non essendo più statica, ma estremamente dinamica.

Il tutto a beneficio di un utilizzo ottimizzato delle risorse, sia in termini di server, grazie alla virtualizzazione, gestendo i picchi di lavoro, sia di personale, sollevandoli dalla classica manutenzione e gestione per indirizzarli verso progetti innovativi, che generano business per l’azienda

La tendenza è di orientarsi  verso una IT Bimodale, che abbia le caratteristiche di essere “solida ma fluida”, come lo definisce Gartner, che si accorda perfettamente con il concetto di “Business delle idee”, pronto ad essere implementato in tempi brevi e che si svincoli dall’”ingessatura” a cui oggi molte infrastrutture sono ancora costrette, consentendo di avere l’esplosione e l’implementazione dell’idea nel medesimo tempo.

Traducendo, si tende a un’infrastruttura assolutamente solida, ma non granitica e statica, in grado di essere reattiva e programmabile con i tempi dettati dal business.

Che è quello che chiamiamo Composable Infrastructure, dove i componenti principali, ossia i processori, la memoria e i dischi, saranno separati, e si potranno “comporre” in maniera personalizzata grazie a HPE OneView secondo i dimensionamenti e le esigenze del momento.

L’evoluzione dell’infrastruttura va sempre più verso modelli convergenti, che consentano la gestione di server, storage e architetture di rete. E la strategia di HPE si è mossa nel corso degli anni da architetture tradizionali verso quelle convergenti, fino all’iperconvergenza e il prossimo, attuale, step, è proprio quello del Composable e Hybrid IT.  

Con il modello convergente e ancora di più con quello composable, la gestione è quindi automatizzata, con aggiornamenti di software, driver e firmware, in linea con le modifiche necessarie e il data center risponde in tempi rapidi alle esigenze di “cambio di rotta” repentini delle aziende che innovano, per stare al passo con il mercato sempre più orientato verso la “Idea Economy”, ossia “tradurre” idee e spunti di business in prodotti concreti.

I vantaggi per i clienti derivanti da un approccio di questo tipo, che si basa sulla Composable Infrastructure, sono, quindi, evidenti, come prima evidenziato, e riassumibili in 4 punti:

·      Run Anything, ossia facilitare l’integrazione, grazie all’apertura delle API

·      Move Faster, vale a dire un’evidente accelerazione della delivery delle applicazioni

·      Work Efficiently, con costi e sforzi operativi adeguati al bisogno

·      Unlock Value, nel senso di aumentare la produttività che si può tradurre in business per l’azienda. 

Caratteristiche, tutte queste, che la Composable Infrastructure grazie a HPE OneView riesce a implementare via software.

Per il canale, per contro, il vantaggio più evidente è un aumento della fidelizzazione dei clienti con la valorizzazione delle proprie capacità progettuali e consulenziali.

 

Ai partner, in particolare, HPE mette a disposizione training specifici affinchè, qualificandosi come Expert One per la piattaforma OneView, possano essere in grado di vendere e implementare soluzioni con questo software.

Agli ISV, invece, viene offerto il software development kit di OneView che, mettendo a loro disposizione le API, permette di ricostruire le proprie applicazioni su modelli di sviluppo innovativi.

È infatti importante avere un forte legame tra le nuove tecnologie e le nuove metodologie di sviluppo applicativo, quali Chef o Docker, nuovi modelli opensource di programmazione infrastrutturale, semplicemente inserendo un codice di programmazione infrastrutturale all’interno dell’applicazione stessa.

OneView consente, di fatto allo sviluppatore, grazie ai tool che mette a disposizione, di programmare l’infrastruttura sfruttando la semplificazione data dall’automazione offerta da OneView stessa.  Quindi, lanciando semplici comandi, gli ISV sono in grado di effettuare il provisioning intelligente dell’infrastruttura completa.

 

Marco Maria Lorusso

Servitore della penna, la fatica come vocazione. Pugile e Medievalista mancato. Divoratore di BritPop e Dylan Dog, papà di Gaia Maria e Riccardo. Direttore Responsabile #Digital4Trade #Sergente