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Google si allea con Intel e Tag Heuer per un nuovo Smart Watch

di Gianluigi Torchiani

20 Mar 2015

L’obiettivo è creare entro fine anno un wereable di fascia alta per contrastare la prevista ascesa dell’Apple Watch

Nella foto da sinistra verso destra: Guy Sémon, General Manager of TAG Heuer; Jean-Claude Biver, president della Watch Division LVMH Group e CEO of TAG Heuer, Michael Bell, Corporate Vice President and General Manager di Intel's New Devices Group e David Singleton, Director of Engineering di Android Wear
Mentre ormai il debutto ufficiale dell’attesissimo Apple Watch (anzi delle sue numerosissime versioni) si avvicina (la data ufficiale è il prossimo 24 aprile), con tanto di previsioni trionfalistiche da parte dei principali istituti da analisi. Il pronostico unanime, infatti, è di un’egemonia pressoché totale della Casa di Cupertino nel nascente mercato dei wereable. Una prospettiva che ovviamente non piace a Google, che già prima di Apple era entrata nel mercato con il suo sistema operativo Android Wear, utilizzato da una vasta gamma di produttori del settore. Ma, secondo le previsioni citate in precedenza, destinato a perdere quote di mercato e appeal con l’avvento del curatissimo Apple Watch. Proprio per contrastare Cupertino su questo campo, Google ha stretto una partnership con Intel e il produttore di orologi di lusso TAG Heuer. L’obiettivo è portare sul mercato un dispositivo Android Wear di altissima gamma entro la fine dell’anno.

 

Mentre sicuramente è chiaro che Google dovrà lavorare sulla funzionalità e l’usabilità del sistema operativo, da molti esperti ritenuta ancora troppo lontana dagli standard raggiunti dal nuovo device di casa  Apple, meno chiaro è il ruolo di Intel, che dovrebbe comunque fornire un contributo all’architettura complessiva, oltre che naturalmente ai processori. TAG Heuer avrà il compito altrettanto importante di creare un oggetto esteticamente valido, capace di contrapporsi agli Apple Watch di fascia alta (oltre 10.000 dollari), che Apple vuole fare diventare il prossimo oggetto di status symbol. L’accordo è interessante perché potrebbe essere il primo di una nuova strategia della casa di Mountain View, che per rinforzare il suo ruolo nei wereable potrebbe puntare sempre di più all’alleanza con i produttori tradizionali di orologi, probabilmente spaventati dall’irruzione della casa di Cupertino.

Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade