Digitalizzazione, ecco i paesi che stanno correndo di più | Digital4Trade
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Innovazione

Digitalizzazione, ecco i paesi che stanno correndo di più

di Gianluigi Torchiani

20 Feb 2015

Una ricerca pubblicata dalla Harvard business review evidenzia la spinta dei Paesi emergenti. L’Italia è accomunata a Paesi in ritardo e in difficoltà

A livello nazionale si parla molto di economia digitale, del ritardo che l’Italia accumula su tematiche come la banda larga, il cloud, ecc. Ma il resto del mondo a che punto è? È quello che ha provato a fare una ricerca pubblicata dalla Harvard Business review, che ha messo a punto un vero e proprio indice di evoluzione digitale, che compara la situazione di circa 50 Paesi al mondo, prendendo in considerazione molteplici aspetti, tra cui la presenza di infrastrutture, la propensione all’innovazione e il ruolo giocato dalle istituzioni politiche.

Sulla base di questi parametri, i cinquanta Paesi presi in esame sino stati divisi in quattro grandi macro categorie:

1) Paesi Stand Out, che hanno già manifestato in passato alti livelli di innovazione e digitalizzazione e dovrebbero continuare a rimanere su questa traiettoria

2) Paesi Stall Out, che hanno manifestato in passato buoni livelli di digitalizzazione, ma che ora stanno perdendo slancio e posizioni

3) Paesi Break Out, che invece oggi hanno livelli di digitalizzazione relativamente bassi ma che hanno invece tutto il potenziale per diventare “Stand Out” nel futuro

4)Paesi Fall Out, dove non mancherebbero in teorie le opportunità, ma che per motivi diversi faticano a digitalizzarsi. Alcuni in futuro saranno in grado di superare le attuali limitazioni, altri no.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Un classico Paese Stand out è, ad esempio, Singapore, che sta costantemente avanzando nello sviluppo di un’infrastruttura digitale di livello mondiale, rafforzando ulteriormente il suo status di hub di comunicazione regionale. L’Olanda, al contrario, è vista come una nazione Stall Out, che sta rapidamente perdendo spinta propulsiva, anche per via dello stallo negli investimenti susseguito alla crisi economica del 2008. Una situazione che è comune alla maggior parte dei paesi dell’Europa occidentale, ma anche al Giappone: l’unico modo per ripartire è raddoppiare gli sforzi su innovazione, attraendo magari giovani talenti dall’estero. Tra i Paesi Break Out ci sono nazioni come India, Cina, Brasile, Vietnam e Filippine, che stanno migliorando la loro disponibilità digitale molto rapidamente. In futuro, però, non sarà semplice rimanere su questa traiettoria e si dovranno affrontare nuove sfide come il miglioramento delle infrastrutture di alimentazione. Tra i Paesi Watch Out c’è anche l’Italia, accomunata a nazioni come Indonesia, Russia, Nigeria, Egitto: in teoria si tratta di stati attraenti per le imprese e gli investitori, ma l’innovazione è frenata da vincoli istituzionali e infrastrutturali. In positivo, per il nostro Paese, è che la ricerca Harvard ci posiziona tra i Paesi che stanno avanzando, seppure lentamente e la condizione di Break Out contry è lontana ma non del tutto irraggiungibile.

Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade