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Hardware

BlackBerry, negli smartphone resta solo il marchio

di Paolo Longo

28 Set 2016

Il Ceo John Chen ha annunciato che i prossimi dispositivi mobile della casa canadese saranno prodotti esclusivamente grazie al contributo di fornitori esterni, come la cinese TCL Corporation. Per il futuro si punta tutto sulle soluzioni software, in forte crescita

Passo improvviso ma non del tutto inatteso da parte di BlackBerry, che ha ufficializzato il suo quasi addio all’hardware. Fermo restando l’esistenza del marchio, d’ora in poi la compagnia fondata in Canada non produrrà più telefoni con elementi hardware progettati in casa, optando piuttosto in toto per una fornitura esterna delle diverse componenti. Come spiega il CEO John Chen, “L’azienda ha pianificato di terminare lo sviluppo interno di tutto l’hardware, con l’obiettivo di esternalizzare la funzione ai partner (come TCL Corporation ndr.). Questo ci permetterà di ridurre il capitale utilizzato migliorando la remunerazione di quello già investito”.

Andando nel concreto, ciò vuol dire che, soprattutto nel design, BlackBerry non studierà più soluzioni ad-hoc ma si rifarà a quelle già esistenti sul mercato, ricevendo soltanto delle percentuali per ogni telefono commercializato. Una scelta, che era stata già parzialmente sperimentata: già oggi, ad esempio, l’ultimo DTEK50 non è altro che un Alcatel Idol 4 ribrandizzato mentre il prossimo DTEK60 somiglia tanto a un Idol 4S personalizzato. La decisione  arriva dopo il sostanziale fallimento dei tentativi di lanciare sul mercato dei telefoni Blackberry a marchio Android, che non hanno ottenuto sul mercato i risultati sperati. 

Come spiegato da Chen, la messa da parte della divisione hardware mobile permetterà a BlackBerry di focalizzarsi sull’offerta software, che dopo la disfatta mobile è diventato il vero core business della multinazionale nordamericana. Stando agli ultimi dati, l’azienda secondo trimestre dell’anno ha ottenuto ricavi nel settore software pari a oltre il doppio anno su anno. Un risultato che, però, non è riuscito a impedire un autentico tracollo di Blackberry nel trimestre in questione, che complessivamente ha registrato una perdita di 372 milioni di euro. Risultati che hanno spinto probabilmente Chen e soci a chiudere il costoso hardware e puntare tutte le sue carte sul software, dove Blackberry – grazie soprattutto alle funzionalità di sicurezza – può ancora dire la sua.

Quel che è certo è che un’epoca si va chiudendo: per circa 15 anni dispositivi come il BlackBerry Bold e il BB Q10 sono stati sinonimo di produttività e integrazione con servizi enterprise. Ancora nel 2009 la multinazionale canadese controllava circa un quinto del mercato telefonico mondiale, percentuale oggi scesa ampliamente sotto l’1% dopo l’avvento dell’iPhone e di Android. Quello che ci si aspetta per il futuro è invece un rebranding di modelli noti, probabilmente con un addio al tratto distintivo di BlackBerry: la tastiera qwerty. L’addio alla produzione hardware è stato comunque accolto positivamente dagli investitori, tanto che il titolo Blackberry ha guadagnato circa il 2,5 per cento in borsa. 

Paolo Longo

Tech Journalist, responsabile tecnico/editoriale della sezione Tech Lab #Digital4Trade, appassionato di BritPop e dei fratelli Gallagher