Synology, lo storage che guarda alle applicazioni - Digital4Trade
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Strategie

Synology, lo storage che guarda alle applicazioni



Consolidata la gestione dei dati a tutto campo, al centro dell’attenzione del vendor ci sono temi come condivisione, collaborazione e sicurezza, oltre a un nuovo programma di canale

Giuseppe Goglio

25 Ott 2017


Dall’inarrestabile, e ormai quasi scontato, aumento nel volume dei dati da trattare, l’attenzione nelle tematiche legate allo storage si è gradualmente spostata verso aspetti più vicini all’utente e alle sue reali necessità. Sia che si parli di ambienti business sia consumer, accessibilità, versatilità e sicurezza sono diventati i fattori chiave. Lo sa bene un vendor come Synology, che è riuscita a coprire anche la progressiva sovrapposizione dei due mercati di riferimento. «L’anno scorso abbiamo ridefinito il concetto di NAS – ricorda Rosiel Lee, general manager di Synology -. Dalla definizione classica di Network Attached Storage siamo passati alla nostra visione di Network Applications Storage, per mettere l’attenzione sulle applicazioni come elemento centrale».

Un principio intorno al quale è stata di conseguenza ridefinita la strategia e riorganizzata l’offerta, di hardware e soprattutto di software all’insegna della condivisione e della collaborazione. A un anno di distanza, un primo bilancio di questa svolta viene considerato ampiamente positivo e condiviso con i circa duecento intervenuti al Synology 2018, la sedicesima edizione dell’appuntamento annuale con clienti e partner.

Sintonizzati sulla sincronizzazione

«Connettere le aziende, accelerarne la crescita e proteggere i dati sono i nostri punti fermi – annuncia Vania Paone, product manager Italia & Grecia di Synology -. Oggi andiamo oltre la nuova visione di NAS, verso un nuovo concetto di sincronizzazione e collaborazione, partendo da un unico portale dal quale accedere a tutti i propri dati”.
Forte delle stime Market & Market secondo cui il mercato della collaborazione aziendale passerà dai 26,7 miliardi di dollari del 2016 ai 49,5 miliardi di dollari del 2021, Synology non ha perso tempo a presidiare il settore. Più ancora delle novità hardware, l’attenzione è dedicata a Drive, l’interfaccia attraverso la quale gestire i dati a vari livelli. «Si accede direttamente dal NAS ma anche attraverso un client – spiega Paone -. Offre la sincronizzazione da tutti i dispositivi di un utente, invia notifiche per file condivisi e permette di sincronizzarli in totale libertà e semplicità».
Sempre in tema di collaborazione, estese anche le funzionalità di Chat e MailPlus, altri due punti di forza della propria suite. Nel primo caso, tra le nuove funzionalità, sondaggi, compatibilità con videoconferenze di terze parti e altri accorgimenti pensati per stimolare l’interazione. MailPlus offre ora anche una to-do-list predefinita, mailbox condivise, supporto per domini multipli, integrazione con l’antivirus McAfee e un meccanismo di segnalazione dello spam migliorato. A ulteriore stimolo per convincere gli utenti a passare alle soluzioni Synology, Calendar è ora in grado di importare i dati dalla corrispettiva applicazione Google.

Vania Paone, product manager Italia & Grecia di Synology

In attesa del cloud

Oltre alle funzionalità, per estendere l’utilizzo delle funzioni associate al cloud serve però garantire un ulteriore aspetto. «La maggior parte degli utenti, secondo SpiceWorks il 45%, continua a preferire i server fisici – osserva Paone -. Una situazione destinata però a cambiare già nel giro di anno, con una crescita importante delle macchine virtuali e soprattutto del cloud».
Una tendenza dove cresce l’importanza del ruolo di backup, inteso non solo come copia dei dati, ma anche come centro per il ripristino. Qua entra in gioco la serie di novità sui NAS a tutti i livelli, abbinata ad Active Backup, la soluzione compatibile con svariati sistemi operativi e gli ambienti cloud pubblici, per garantire la disponibilità e l’ottimizzazione della gestione attraverso la deduplica e la possibilità di ripristino dal singolo file a interi server virtuali.

Due livelli per il nuovo canale

La crescita dell’offerta introduce inevitabilmente anche nuove mansioni e nuove sfide per il canale. «Abbiamo organizzato il partner program con una semplice suddivisione tra Silver e Gold – precisa Paone -. Presenteremo di dettagli a inizio dicembre ed entrerà ufficialmente in vigore dal 1 gennaio del prossimo anno».
Rientrano tra i partner Silver tutti gli attuali utenti delle soluzioni Synology, con conoscenze approfondite e in grado di coprire l’assistenza a livello nazionale. Soprattutto, il riferimento è a rivenditori o system integrator ai quali sarà offerta anche la possibilità di contare su prodotti per test interni. Inoltre, si potrà contare su anticipazioni per i lanci di prodotto, supporto nella progettazione e priorità nei ticket di assistenza. Infine, accesso da remoto a un NAS dedicato con tutte le informazioni sul’attività dell’azienda in Italia e il materiale di marketing.
Potrà invece diventare partner Gold prima di tutto chi ha la qualifica Silver da almeno sei mesi e sarà in linea con obiettivi minimi di fatturato, con una serie di benefit variabile a seconda del volume di affari prodotto. A loro disposizione, anche un contatto dedicato.
«Per quanto riguarda invece la configurazione dei sistemi, ci tengo a sottolineare come lasciamo la massima libertà nella scelta dei dischi – conclude Paone -. Non abbiamo alcuna preferenza in questo senso e non vogliamo fornire alcuna indicazione. Siamo aperti a tutte le opzioni, perchè siamo contrari a ogni tipo di lock-in. Anzi, lo standard è uno dei nostri punti di forza».

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