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Analisi

Per le aziende l’approccio all-in-one app non è sempre la scelta migliore

di Fabio Lalli

10 Mar 2017

Numerose ragioni dovrebbero spingere le imprese a creare un vero e proprio ecosistema, composto di singole applicazioni con funzionalità verticali su utenti, servizi e mercati specifici: ne parliamo in una serie di post sull’Enterprise App Ecosystem

L’affollamento di applicazioni, lo sviluppo costante di  nuovi progetti e la crescita del numero di sviluppatori sta rendendo la corsa alla visibilità sempre più dura e più complesso il successo ed il ritorno dell’investimento su un progetto. In un mercato così dinamico ed in rapida evoluzione, l’approccio che si tende ad avere è quello di centralizzare in un’unica applicazione più funzionalità e servizi per ottimizzare investimenti di marketing, time to market, costi di sviluppo e manutenzione. La scelta di focalizzarsi su un ​approccio all-in-one app, che porta all’integrazione in un’unica soluzione di tutte le funzionalità desiderate per i diversi target, prodotti o mercati, ha però delle ripercussioni di cui le aziende non si rendono conto, penalizzanti sotto molteplici aspetti nel medio-lungo periodo.
Il passaggio da all-in-one ad ecosistema di app
Molti brand e aziende che stanno affrontando un percorso in ambito mobile hanno scelto di concentrare ​la presenza su una sola applicazione​, integrando tutte le funzionalità in un unico progetto come avvenuto nei progetti web agli inizi del 2000, quando sono nati grandi portali che integravano tutte le funzioni e i servizi in uno. La numerosità e la profondità di questi portali ha generato delle ​esperienze d’uso pessime. Sono nate allora le ​verticali: siti internet tematici e con esperienze e cicli di vita mirati ad azioni o funzioni specifiche (campagne, lead, servizi, aree ecc).
La stessa evoluzione sta avvenendo per il mobile, nel quale si assiste al passaggio da una concezione all-in-one ad una ecosistemica che, attraverso una corretta progettazione, consente:

 

1. l’ottimizzazione dei costi di gestione e promozione;

2. la semplificazione dei contenuti;

3. la razionalizzazione della manutenzione.


Le criticità di un approccio “all-in-one”
Scegliere infatti un approccio “all-in-one”nel tempo spesso  non si rivela premiante. Le principali criticità riguardano:

● La poca ​chiarezza​ delle informazioni e del servizio;

● La difficoltà nel posizionarsi ed avere ​visibilità​;
● I​ costi​ elevati di manutenzione e per le evoluzioni;

● La complessità nell’integrare nuove funzionalità mantenendo una ​ergonomia adatta e poco complessa;

● La bassa probabilità di rimanere ​installati​ sul dispositivo;

● L​’inefficacia nel comunicare con il giusto utente, al momento giusto, con il giusto messaggio;

● La poca capillarità nell’analisi dei dati ed individuazione di indicatori di performance.
Un approccio all-in-one costringe il brand a rivolgersi ad una platea estremamente eterogenea, che impedisce la definizione efficace di tono, comunicazione e contenuti mirati. La ​creazione di verticali focalizzate su nicchie permette invece tipologie di linguaggio, frequenze e contenuti diversi​ legati sempre allo stesso brand. Tutti questi fattori stanno portando le aziende verso un approccio più orientato a un vero e proprio ​ecosistema app​, composto di singole applicazioni mobile con funzionalità verticali su utenti, servizi e mercati specifici.
Nel prossimo articolo approfondiremo il concetto di Enterprise App Ecosystem: cos’è, le opportunità e i punti di forza di questo approccio per brand e aziende

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Fabio Lalli

FabioLalli, CEO di IQUII. Svolge consulenza ICT,aerospaziale, banking, ha progettato piattaforme di enterprise network2.0, applicazioni mobile e sistemi di loyalty e social gaming. Ha ricoperto il ruolo di responsabile dei…