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internet of things

L’IoT Cisco connette persone, cose e partner specializzati

di Loris Frezzato

27 Set 2018

Se la rete intelligente è alla base delle tecnologie messe a disposizione del vendor per la costruzione di progetti di IoT, indispensabile rimane la condivisione di competenze realizzabile con ecosistemi eterogenei di partner

L’Internet of Things è ormai un’onda partita che si prospetta essere inarrestabile. E anche la strategia di approccio all’IoT di Cisco è da tempo definita e operativa per coglierne appieno i vantaggi e trasferirli alle aziende clienti e al proprio network di partner. Si parla ormai di decine di miliardi di oggetti connessi nel giro di pochi anni, numeri difficilmente misurabili oggi, ma segnale di una tendenza che sta coinvolgendo tutte le tipologie di aziende, in ogni comparto, dal retailer grande o piccolo che sia, all’industria, ospedale, stadio, sistemi di trasporto, stanno iniziando a disegnare una strategia full digital basata sui dati. E se gli oggetti sono connessi, la quantità di dati a disposizione aumenta, a favore di competitività, efficienza e riduzione dei rischi, oltre alla possibilità di organizzare modelli di business fino a oggi inediti.  Alcuni mercati sono più dinamici di altri, ma i benefici del modello data driven abilitato dall’IoT sono, per tutti, innegabili, portando a obiettivi di un aumento del revenue, una maggiore conoscenza dei clienti e dei loro comportamenti, sia digitali, sia fisici, rilevati da sensoristica specifica.

Enrico Mercadante, Responsabile per l’Innovazione, le Architetture e la Digital Transformation di Cisco

I vantaggi dell’IoT secondo Cisco

«Ma l’IoT in ambito business ha finalità positive anche nel risparmio e nell’ottimizzazione nelle operation che, rese più flessibili, consentono di riconfigurare linee industriali in minor tempo, fare maintenance predittiva o proattiva, gestire la logistica, ecc, tutto basato sui dati generati e trasmessi dalla sensoristica IoT» commenta Enrico Mercadante, responsabile per l’Innovazione, le architetture e la digital transformation di Cisco Italia. Che prosegue: «Un ulteriore beneficio derivante dall’IoT è poi sul fronte della sicurezza, quella fisica sul posto di lavoro e delle infrastrutture, a cui si aggiungono i rischi della sicurezza cyber. Per aprirsi poi a concetti di servitizzazione, a cui molti produttori italiani di macchinari si stanno orientando, magari per mettere (vendere) i dati raccolti in IoT a disposizione di operatori del settore di riferimento».

Infine, anche se non ancora attuale ma a tendere a breve, le applicazioni IoT collegate all’Intelligenza Artificiale la quale, se non è una novità dal punto di vista della programmazione, può oggi avvantaggiarsi proprio dalla grandissima mole di dati di cui può disporre per le sue elaborazioni, grazie alle nuove infrastrutture e le alte capacità computazionali consentite. Moli di dati che servono ad alimentare ed educare gli algoritmi elaborativi e che potranno portare un vantaggio competitivo alle aziende che saranno in grado di gestire i dati delle infrastrutture e del business dei propri clienti, in modo da automatizzarne i processi.

I mercatio IoT dove Cisco vede opportunità

E per quanto riguarda l’Italia, i progetti sono sempre più numerosi, segno che le aziende stanno percependo i vantaggi dell’adozione dell’IoT all’interno dei loro processi di gestione e di produzione. Un mercato particolarmente sensibile è quello delle Utilities, attento a temi quali smart grid, monitoring per gas, energia o rete idrica, dove importanti sono gli aspetti della sicurezza sul lavoro e della manutenzione predittiva o ottimizzata. Anche la manifattura, che traina l’Industry 4.0, contribuisce al comparto, spinta anche dagli sgravi fiscali, interpretando il tema con progetti di connessione delle macchine per averne informazione in real time per una maggiore sicurezza e manutenzione o per gestione magazzini e logistica. Poi, ancora, i trasporti. Sia per i luoghi, come aeroporti, stazioni, porti, per gestione tracking, sicurezza e logistica, sia per le infrastrutture, con ferrovie, navi, sempre più complesse e sempre più ricche di sensori. Quindi il retail, con uno spettro di adozione ampissimo, dove si trovano realtà che hanno raggiunto alti picchi di digitalizzazione, per la gestione del mall e del personale di vendita in maniera ottimizzata, in contrasto con altre che invece non se ne curano affatto.

Infine, il tema delle smart city, nell’accezione dei servizi digitali a favore dei cittadini.

A queste si aggiungono l’education, per la remotizzazione dell’esperienza, mentre per l’healthcare si punterà verso le diagnosi da remoto. Ma nel prossimo futuro.

L’interpretazione dell’IoT di Cisco

Uno scenario nel quale ben si cala la strategia e l’offering di Cisco, tradizionalmente focalizzata nel connettere persone e cose in sicurezza. «L’IoT è il nostro ambiente naturale – afferma Mercadante -, andando a collegare e ad attivare lo scambio e l’utilizzo di dati tra applicazioni, oggetti e persone, promuovendo una piattaforma sicura per il business. La connettività non deve, quindi, avere problemi, andando a fare un uso intelligente delle reti preesistenti in azienda, migliorandole e rendendole maggiormente gestibili e in grado di riconoscere l’oggetto, metterlo in sicurezza e di controllarne l’aggiornamento di firmware. E perché sia possibile la rete deve essere automatizzata e intelligente, capace di gestire le connessioni al cloud ma anche all’edge».

Tutta l’offerta strategica di Cisco è ormai pervasa dalle tematiche che coinvolgono la rete intelligente e le connessioni estese, lasciando spazio alle declinazioni necessarie alle infinite verticalizzazioni, un’offerta supportata da una intensa attività di ricerca e sviluppo e di risorse di vendita dedicate, sulla quale si sta via via venendo a creare un vero e proprio ecosistema di partner e di alleanze tecnologiche, fondamentale e critico proprio per l’IoT dove, a differenza di altri ambiti IT, si vanno a coinvolgere competenze verticali suidiversi mercati.

Le tecnologie Cisco messe a disposizione

Le tecnologie di Cisco che patecipano ai progetti di Internet of Things si basano prevalentemente sull’infrastruttura di rete, costruita con criteri adatti al trasporto intelligente dei dati. Un’ulteriore linea di prodotti reclutati riguarda il sock che permette di portare i dati in maniera sicura ed esporli alle varie applicazioni anche nei vari cloud, evitando così la struttura a silos. Una piattaforma IoT di connettività e di brokering di dati che si chiama Kinetic, in grado di inviare il dato a vari cloud o al core IT in caso di elaborazioni in real time. Infine, Jasper, una connectivity management platform, proveniente da un’acquisizione di circa 2 anni fa, che gestisce SIM IoT realizzate in partnership con i maggiori provider di servizi mobili.

Ecosistema di partner essenziale per lo sviluppo dei verticali IoT

Tutte le piattaforme messe a disposizione dal vendor devono poi essere verticalizzate per i singoli mercati, un’attività che Cisco delega al proprio ecosistema dei partner, il quale comprende i partner IT classici, tra i più rilevanti «che devono lavorare a stretto contatto con i partner di operation technology, che sanno entrare in una fabbrica, che sanno come installare uno switch in ambienti industriali – assicura Mercadante -. Un mix dove si lavora insieme pur mantenendo ognuno il proprio ruolo. A questi si possono poi aggiungere i fornitori di servizi cloud e anche le software house, ISV, startup, ossia chi sviluppa applicazioni molto specifiche. Le dinamiche sono nuove: non è più il grande system integrator che si assicura la commessa e coinvolge altri in subappalto. Il nuovo modello di canale è orientato a più attori, piccoli o grandi che siano, ognuno con le sue specificità ma ognuno con la stessa dignità per contribuire alla soluzione al cliente.

In questo scenario anche il distributore può avere un ruolo importante. Magari creando dei pacchetti perconfigurati con il software, l’hardware, il server, il cloud di fornitori diversi, costruendo soluzioni per specifici mercati, utili ai partner per velocizzare la proposizione con soluzioni per la digitalizzazione ready to go».

Loris Frezzato

Prendetemi così: dopo decenni dedicati al trade, ancora trovo il modo di entusiasmarmi per un settore che non smette di cambiare. Caporedattore #Digital4Trade

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