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In CDM Consulting l’Innovation Lab fa rima con Innovation Hub

di Maria Teresa Della Mura

20 Giu 2017

A Parma, l’Innovation Lab di CDM Consulting ha un focus specifico sulle tematiche legate a IoT e Industria 4.0

Con sede a Sorbolo, in provincia di Parma, uffici a Parma, Milano, Bologna e Parma, e rappresentanze all’estero, in Spagna e a Shangai, CDM Consulting è una realtà attiva da oltre 30 anni nel settore ICT, con soluzioni che di fatto abbracciano tutti gli ambiti, da quelli infrastrutturali a quelli applicativi, Cad, Crm e digital marketing inclusi. Platinum Partner di HPE è entrata a far parte del progetto Innovation Lab, con una declinazione un po’ particolare. «Abbiamo deciso di aprire un Innovation Lab per stare più vicini ai nostri clienti – sottolinea il CEO della società Antonio Riso – e pare loro la possibilità di toccare con mano l’innovazione tecnologica, ma soprattutto di sperimentare con il nostro supporto e la nostra guida come le nostre soluzioni siano una risposta alle nuove esigenze che nascono da una digitalizzazione sempre più spinta».

Il presidio territoriale

Per CDM Consulting la presenza e il presidio territoriale sono elementi chiave nella definizione delle strategie di go to market e di questo è pienamente consapevole anche HPE, come sottolinea Paolo Delgrosso, Channel, Service Provider, SMB Sales Director: «L’Emilia Romagna è una regione importantissima nell’economia nazionale. Qui troviamo imprese che rappresentano tutta la filiera manifatturiera e di produzione, oggi particolarmente toccate da tutti i fenomeni di Digital Transformation e di innovazione nei processi produttivi».

 

L’attenzione all’industria 4.0

Proprio la forte presenza di aziende del manifatturiero ha portato CDM Consulting a muoversi con decisione verso il mondo dell’Internet delle Cose e dell’Industria 4.0: «Le aziende del nostro territorio, e non solo loro, hanno ormai compreso che l’Industria 4.0 rappresenta l’opportunità di diventare più efficienti e più predittivi. L’Industria 4.0 rappresenta la nuova frontiera dell’innovazione e della competitività», sostiene Riso, fermamente convinto che Internet of Things e smart operation siano leve per rinnovare e ampliare le dotazioni aziendali.

La collaborazione con Uniparma

In questo caso, l’Innovation Lab funge da centro di sperimentazione di soluzioni applicative, realizzati partendo dall’offerta HPE e integrandola con le proposte di altri partner, tra i quali figura ad esempio PTC, secondo quella logica di ecosistema indispensabile per essere più efficaci nell’azione sui clienti.
Ma non è tutto. Proprio a marcare la vicinanza di CDM Consulting alla tematica Industria 4.0, l’Innovation Lab diventa parte integrante del progetto SMILE, lanciato ormai un anno fa dalla collaborazione dell’Università di Parma e dell’Unione Parmense degli Industriali.
Non a caso, in occasione del taglio del nastro del Lab era presente Massimo Bertolini, Professore Associato, Dipartimento Ingegneria Industriale dell’Università degli Studi di Parma, che lo ha presentato.

Il progetto Smile

«Smile, acronimo per Smart Manufacturing Innovation for Lean Excellence Center, fa parte della rete dei digital innovation hub europei, così come rientra nel novero del DIH previsti dal Piano Calenda per l’Industria 4.0. L’obiettivo con cui lo abbiamo costituito è promuovere la digitalizzazione delle piccole e medie imprese manifatturiere nel territorio dell’Emilia Romagna, creando diffusione di conoscenza sugli aspetti digitali dello smart manufacturing, facendo network tra le imprese interessate a progetti di digitalizzazione, partecipando a progetti di ricerca collaborativi, mettendo in contatto imprese e territorio con i luoghi depositari delle conoscenze tecnologiche».

In particolare, il Digital Innovation Hub di cui fa parte CDM con il suo Innovation Lab è focalizzato su tecnologie e i progetti legati al mondo cyberfisico, dunque i cyberphisical system, i sensori e l’IIOT, «vale a dire i tre ambiti più interessanti per le aziende del territorio, soprattutto quando si parla di macchine automatiche o impianti di produzione alimentare», conclude Riso.

Maria Teresa Della Mura