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Hpe Discover, le nuvole prima di tutto. «Cloud28+ è l’opportunità più grande per i system integrator»



Hpe Discover live da Madrid. Prima delle sessioni generali, spazio ad un pre-evento tutto focalizzato sulla piattaforma Cloud lanciata da HPE due anni fa a livello europeo, ora mondiale e pronta al salto di qualità grazie a casi di successo concreti e a opportunità di business «senza precedenti» per system integrator e serv

Marco Maria Lorusso

28 Nov 2017


Hpe Discover 2017 (qui tutti gli aggiornamenti in tempo reale e la diretta social di #HPEDiscover HPE Discover 2017) i numeri prima di tutti, anzi, il cloud prima di tutto. Qui a Madrid, prima delle parole del nuovo timoniere mondiale Antonio Neri (attuale presidente e, come annunciato, pronto a prendere le redini della società dopo le dimissioni di Meg Whitman che lascerà il ruolo di Ceo a fine gennaio) le nuvole, il cloud ibrido e le opportunità di business che sono in grado di abilitare sul canale dei system integrator sono stati i focus più forti. Nel corso di un per-evento infatti il management di HPE ha fatto il punto sui circa due anni di vita di Cloud28+, la piattaforma cloud, la “federazione” di imprese attive nella nuvola, lanciata per creare una sorta di App store europeo dei servizi cloud, ora scalato a livello mondiale e diventata «la più grande community indipendente al mondo, che promuove i servizi cloud e la condivisione di conoscenze. Si rivolge a clienti finali, fornitori di servizi cloud, fornitori di soluzioni, ISV, integratori di sistemi, distributori ed enti governativi che si occupano di accelerare l’adozione del cloud nelle imprese». Una scommessa che, numeri alla mano, è stata vinta e che, ora, è pronta al salto di qualità, con l’ecosistema al centro. Un concetto questo molto caro soprattutto alla semrpe foltissima delegazione italiana di partner HPE qui a Madrid. Delegazione guidata come sempre da Paolo Delgrosso, timoniere e anima del progetto HPE innoavtion Lab e da Stefano Venturi, numero 1 di HPE atteso qui in Spagna.

 

HPE Discover 2017, HPE Cloud28+, i numeri

«Su Hpe cloud28+ ahpe cloud 28+bbiamo a bordo circa 700 partner in 60 diversi paesi, 400 data center in 33 paesi, 4300 clienti finali, 24000 service provider inseriti nel catalogo mondiale e la presenza in 12 segmenti verticali…», sorride convinto Andrea Monaci (nella foto), Marketing Director Cloud, Europe, Middle East & Africa di HPE, al fianco di Xavier Poisson, Vice President, Worldwide Service Providers business and Cloud28+ di HPE davanti a giornalisti e analisti nel corso del pre-evento di HPE Discover dedicato al “loro” Cloud28+.

HPE Discover 2017, HPE Cloud28+, «siate più collaborativi, serve flessibilità»

«Cloud28+ – spiega Monaci – è una community di partner HPE verificati e una piattaforma commerciale per favorire lo scambio di conoscenze sul cloud e trovare la giusta combinazione di soluzioni IT ibride. Si tratta di un ecosistema composto da partner sparsi in tutto il mondo che collaborano per favorire l’innovazione e lo sviluppo di conoscenze reciproche, accelerando nuove prospettive commerciali. Una rappresentazione concreta di come e in che direzione proprio la digital transformation sta cambiando gli equilibri, i ruoli e i modelli di business “tradizionali” del canale indiretto. Questo è un momento di grande evoluzione per tutti e con la nostra piattaforma siamo nella posizione migliore possibile per offrire ai partner uno strumento di business senza precedenti. Serve però cultura, formazione e condivisione di competenze, esperienze. Anche e soprattutto per questo stiamo promuovendo tutte le esperienze di business più importanti abilitate da Cloud28+ ». Un concetto questo, su cui gli stessi analisti di IDC chiamati sul palco, sono stati chiamati a dare un contributo approfondito. «La filiera, così come la disegnavamo fino a ieri, sta cambiando forma e dimensione – ha spiegato Carla Arend, Program Director di IDC – ci sono le agenzie digitali, ci sono le start up nate nel cloud, i marketplace dei distributori informatica, i system integrator, i provider di servizi cloud… c’è un ecosistema nuovo che necessita di nuove e più fluide dinamiche di collaborazione. Competizione e collaborazione hanno perimetri sempre più sfumati e, in questo senso, i system integrator si stanno muovendo con grande coraggio, giusto però puntare molto sulla formazione e sulla condivisone di esperienze, da qui passa un’evpluzione culturale inevitabile»