Cloud Made in Italy, ecco come si fa | Digital4Trade
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Inchiesta

Cloud Made in Italy, ecco come è possibile

di Gianluigi Torchiani

15 Gen 2018

La viva voce degli operatori Made in italy evidenzia come ormai il mondo Data Center parli la lingua del cloud. Grazie a investimenti sempre più importanti

Da un punto di vista tecnologico buona parte delle resistenze nei confronti del cloud sono state superate, come testimoniano i tassi di crescita a doppia cifra che interessano ormai da qualche anno anche l’Italia. Resta però da sfatare un’altra leggenda urbana, anzi due: che la nuvola sia soltanto un affare dei grandi player americani d’Oltreoceano e che il mondo del canale resti sostanzialmente tagliato fuori da questa partita. Due miti che, in nessuna maniera, corrispondono alla realtà: Digital4Trade ha sentito alcuni operatori Made in Italy attivi in questo mondo (Enter, Reevo, Var Group ed Elmec) e l’impressione principale che se ne ricava è anzi quella di un’intensa attività e di investimenti estremamente importanti, accelerati in particolare negli ultimi tempi. Con il cloud che è diventato ormai il cuore fondante della strategia di questi provider, indirizzando anche tutte le scelte di carattere tecnologico messe in atto o programmate per il futuro. Alla base del cloud, ovviamente, c’è il caro e vecchio Data Center, che rimane la base indispensabile e insostituibile per implementare questa tecnologia, con gli operatori nazionali che si sono dimostrati capaci di cavalcare tutti i trend più importanti che riguardano questo mondo. Rendendo possibile a una nutrita schiera di partner di canale, perlomeno quelli più pronti a offrire qualcosa di diverso ai propri clienti finali, ad appoggiarsi alle proprie spalle per erogare servizi ad alto valore aggiunto. A dimostrazione che la nuvola può essere fatta – e bene – anche a migliaia di chilometri dalla West Coast.

Elmec : cloud e Saas a servizio del cliente

Marco Lucchina, CTO e Business Director Elmec

Dal design all’implementazione, fino alla gestione completa dell’infrastruttura IT di un’azienda: è questa la proposta di Elmec in ambito Data center e cloud. Come racconta Marco Lucchina, CTO e Business Director Elmec, il gruppo eroga i suoi managed service in oltre 100 Paesi nel mondo: dalle operation più comuni (event & incident management, backup, update) sino ai piani di disaster recovery e business continuity. Tutto l’ambiente è certificato sia da HPE che da SAP, passaggio chiave per i sistemi ospitano gli applicativi core delle aziende. Inoltre, il multi-tenant permette di creare ambienti totalmente indipendenti rendendo possibile anche dei test (porting, capacity, perfomance) nello stesso ambiente che poi diventerà quello di produzione. Il tutto condito da un approccio estremamente orientato al cloud: «Il cloud naturalmente è fondamentale, le nostre infrastrutture sono progettate allo stato dell’arte, ma l’approccio che abbiamo in Elmec non abbraccia l’idea del self-service. Punta piuttosto sulla gestione complessiva delle operation dell’architettura di un cliente: la situazione reale delle PMI italiane richiede un partner che gestisca l’infrastruttura e non solo architetture solamente scalabili. Una strategia che includa l’adozione del cloud implica la scelta del SaaS come modello di fruizione; questo permette velocizzare il go-to-market ma complica ulteriormente il ruolo dell’IT che non può prescindere dalla capacità di gestire e integrare tutti i sistemi». Tutti questi investimenti possono rivelarsi molto utili anche per l’ecosistema dei partner: oltre all’offerta di managed service per l’infrastruttura che va dalla gestione ordinaria, al disaster recovery, Elmec propone una serie di servizi di Iaas, Paas (SAP Hana, Microsoft SQL Server, Managed Backup) e un open-LAB su piattaforma Openstack. Quest’ultimo si rivela un framework interessantissimo per quei partner applicativi che vogliono testare e scrivere codice in un ambiente cloud sicuro veloce, scalabile e con una potenza di calcolo praticamente illimitata.

Enter: Cloud Open a servizio dei partner

Mariano Cunietti, CTO di Enter

Interamente incentrata sul cloud è la proposta del provider italiano Enter. Che, come racconta Mariano Cunietti, CTO di Enter, «In quanto naturale evoluzione disintermediata dei tradizionali servizi di data center, è il presente e il futuro della nostra strategia. Dal 2011 abbiamo investito tutti i nostri sforzi, economici e non, nello sviluppo di un’offerta cloud che fosse open source ed europea. La competizione con i colossi globali oggi si fa stando vicini al cliente in un’ottica di prossimità, intercettando problemi e difficoltà ad accedere a un sapere che non è sempre lineare o che comporta molti adeguamenti organizzativi. Il solo modo di sviluppare le applicazioni per il cloud è radicalmente diverso da quanto si faceva prima, e non è facile per molti accedere alle nuove metodologie. Noi proponiamo sia gli strumenti (lo Iaas in primis) ma anche il supporto in fase di design, migrazione, esercizio in ottica di learn by doing. Poi, una volta trasferito il know-how, è il cliente che decide se può e vuole continuare a fidarsi di noi o se preferisce fare da solo. Ad oggi, tutti i nostri clienti hanno scelto di restare con noi». Da un punto di vista infrastrutturale Enter ha scelto il polo tecnologico di Milano Caldera come punto di presenza italiano privilegiato, soprattutto in virtù della sua storia di operatore di telecomunicazioni: Caldera è infatti da sempre il punto di snodo centrale di Internet in Italia, prima ancora che una sede dei principali data center. Una strategia, quella cloud di Enter, di cui possono giovarsi numerosi partner, che possono accedere a tutti i servizi tradizionali e fondamentali di un data center: computing (inteso come istanze virtuali, container o bare metal), storage (block e object), networking. Ma anche a quelli evoluti come firewall, bilanciatori, sistemi di caching distribuito, monitoraggio, alerting, telemetria, database etc etc. Lasciando naturalmente il giusto spazio all’autonomia dei system integrator: «Noi forniamo i mattoncini e l’esperienza su come usarli. Poi è come il Lego: non c’è limite alla creatività!», conclude Cunietti.

ReeVo: un approccio 100% Cloud

 

ReeVo si definisce come cloud provider, dunque è evidente che la nuvola costituisce il cuore della sua strategia. «Molti competitor si ritrovano spazi data center inutilizzati e iniziano ad approcciare un’offerta Cloud per “riempirli” oppure come aiuto nella proposizione della loro tradizionale offerta di connettività. ReeVo è 100% Cloud perché ha come business l’erogazione di servizi Cloud e lavora quotidianamente per portare innovazione e sicurezza alla propria infrastruttura da cui eroga servizi ai propri clienti. ReeVo eroga i propri servizi utilizzando un’infrastruttura di proprietà all’interno di una rete di 3 data center dislocati sul territorio italiano e 5 Cloud HUB su territorio internazionale (Stati Uniti, Francia, Svizzera, Germania e Cina per connettere le sedi estere dei clienti Italiani in maniera sicura ai servizi Data Center ReeVo», evidenzia Salvatore Giannetto, presidente di Reevo Cloud. In particolare il servizio Hybrid Cloud è dedicato a chi necessità di espandere la propria infrastruttura fisica utilizzando servizi Cloud. Di recente gli investimenti messi in atto da ReeVo sono stati per il 70% rivolti verso l’ambito sicurezza e protezione dei dati, così da garantire non soltanto un luogo sicuro, ma anche la garanzia di disponibilità al momento opportuno. Un esempio di questa politica è il percorso – già intrapreso ed in via di conclusione – che porterà all’ottenimento di importanti certificazioni tra le quali ISAE 3402 e la SSAE 1, necessarie per qualificarsi a livello internazionale su aziende enterprise che vogliono adottare servizi IT in outsourcing, come il Cloud. A vantaggio del canale ReeVo può mettere sul piatto una serie di servizi Cloud che comprendono soluzioni di Hybrid Cloud, Iaas, Disaster Recovery, Backup e Replica, Storage as a Service, sicurezza gestita, Enterprise File Sync and Share. Tutti servizi che possono essere rimarchiati se il partner presenta la necessità di realizzare un proprio servizio cloud da immettere sul mercato con il proprio logo.

Var Group: una rete di servizi orchestrata dal cloud

Marco Sestini, Direzione Servizi Cloud Var Group

La rete di Data Center proprietari è il fattore principale che consente a un operatore come Var Group di competere alla pari nella complicata arena del cloud. Come infatti racconta Marco Sestini della Direzione Servizi Cloud Var Group, «Oggi Var Group eroga i propri servizi grazie a un Data Center che si trova nella sua sede principale di Empoli, mette a disposizione altri 5 Data Center dislocati in tutta Italia e altri oltre i confini nazionali. In questo modo siamo in grado di orchestrare risorse delegate a partner internazionali e di avere un’offerta di Cloud ibrido, grazie anche alle competenze acquisite con Microsoft Azure e Oracle Cloud. Per quest’ultimo infatti siamo una delle sole due aziende in Italia ad aver ottenuto la certificazione MSP. Var Group propone in questo ambito un’offerta a valore, perché non si basa solo sulla fornitura di asset e software, ma permette agli imprenditori di delegare la gestione dei processi strategici della loro organizzazione. Le infrastrutture e le competenze dell’operatore permettono infatti di fornire in modalità as a service servizi di base come HaaS, SaaS, DaaS, Iaas, PaaS (Hardware, Software, Data, Infrastruttura e Piattaforma), servizi di sicurezza evoluti, erogati attraverso il nostro Security Operation Center, applicazioni proprietarie, ERP nazionali e internazionali, fino ad arrivare alla totale gestione di sistemi informativi e di processi aziendali in outsourcing».

Il cloud, insomma, gioca un ruolo fondamentale nella strategia Data Center di Var Group, dal momento che permette di abilitare i nuovi modelli di business proposti dalla Digital Transformation: «Var Group sta utilizzando le infrastrutture e le competenze sviluppate in questo ambito per fornire un contesto che permetta alle aziende di accedere a progetti innovativi e calarli nei propri processi aziendali: Internet of Things, Big Data, Realtà Aumentata, Realtà Virtuale, Chatbot, Intelligenza Artificiale e Cybersecurity. Per questo abbiamo sviluppato XNova, una nuova modalità di approccio che permette alle imprese di adottare l’innovazione per valorizzare i processi e cogliere tutte le opportunità offerte dalla trasformazione digitale. XNova fornisce tutti gli strumenti necessari, una visione globale e una piattaforma abilitante per guidare e integrare le soluzioni più evolute a beneficio del business, utilizzando il Data Center come base per i nuovi progetti. Il tutto muovendosi all’interno delle piattaforme standard di mercato», conclude Sestini.

Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade