Bitcoin, come funziona la criptovaluta | Digital4Trade
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Criptovalute

Bitcoin, come funziona e cosa potrà diventare

di Gianluigi Torchiani

22 Nov 2017

Bitcoin, come funziona la regina delle criptovalute. E perchè la sua estrema volatilità non deve preoccupare più di tanto. In attesa di una regolamentazione

Il fenomeno finanziario dell’anno ha molto a che fare con l’innovazione tecnologica. Stiamo parlando naturalmente dei Bitcoin (qui tutto su Bitcoin valore) che, negli scorsi giorni, ha superato il valore di circa 6.000 euro, salvo poi scendere lievemente a quota 5800. A conti fatti, rispetto all’inizio dell’anno, il rialzo è stato circa del 500%. Di fronte a questa corsa in molti hanno evocato il rischio bolla, ovvero il rischio di un valore gonfiato e a rischio di un repentino crollo. Ma il fenomeno Bitcoin come funziona? Valeria Portale, direttore della Ricerca Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano lo ha raccontato a Digital4Trade. «Il mondo del Bitcoin nasce nel 2008, ma è diventato effettivamente operativo nel 2009 con le prime transazioni. All’inizio è rimasto tutto abbastanza sotto traccia, con un utilizzo anche nel mercato illegale, motivo per cui è stato erroneamente associato al tema dell’illegalità. Ci si è accorti che poi dietro il Bitcoin esisteva una tecnologia (la Blockchain), basata sul consenso condiviso, che ha iniziato a incuriosire anche altri mercati. Negli ultimi mesi del 2017 c’è stato un vero e proprio exploit, per effetto della maggiore consapevolezza sulle reali opportunità delle criptovalute da un lato, maggiore interesse da parte degli investitori, senza dimenticare la fork di inizio agosto che ha migliorato alcuni aspetti tecnologici del Bitcoin».

Le criptovalute sorelle

Una forte salita che poi è stata per un po’ frenata a inizio settembre anche dalle decisioni di grandi attori, come la Federal reserve o le banche cinesi, che hanno posto alcuni dubbi sulla raccolta fondi tramite le Ico, destinate alle criptovalute “sorelle” di Bitcoin. Che in questo periodo stanno spuntando come i funghi, pur senza riuscire a mettere in discussione la posizione di leadership di Bitcoin. «Non tutte sono valide allo stesso livello, ciascuna ha peculiarità diverse, Bitcoin è senz’altro quella che ha dimostrato la maggiore capacità di attrarre l’interesse del mercato, che ha favorito la sua crescita e il suo valore», evidenzia Portale.

La lentezza del sistema

Ma Bitcoin come funziona? Il limite più grosso sta oggi nelle performance della rete: mediamente si impiega circa 10 minuti perché una transazione in Bitcoin si realizzi effettivamente. Si tratta di un tempo elevatissimo se si pensa al mercato reale, aspettare dieci minuti perché effettivamente vengano caricati dei soldi sul tuo portafoglio di Bitcoin è davvero tanto. La lentezza è legata al funzionamento stesso della piattaforma e, in particolare, al ruolo dei miner. I “minatori” sono coloro che accumulano criptovaluta nelle loro farm, computer interamente dedicati e adattati per questo scopo. I Miners approvano ogni giorno le transazioni in Bitcoin in cambio di una minima remunerazione, in Bitcoin appunto che va a coprire i costi per la disponibilità di capacità di calcolo che portano alla Blockchain. Ciascun Miner fa riferimento a uno o più nodi o blocchi che rappresentano a tutti gli effetti i Libri Contabili o Ledger – distribuiti – (Distributed Ledgers) dove vengono esaminate, approvate e archiviate le transazioni in Bitcoin. A oggi la Blockchain è in grado di validare 7 transazioni ogni secondo, un numero molto limitato se paragonato ad esempio al numero di transazioni che vengono gestite sulle reti che gestiscono i pagamenti digitali nel mondo delle carte si effettuano oltre 30mila transazioni ogni secondo.

Il Bitcoin è una moneta?

Insomma, la velocità dei Bitcoin non è ottimale e si sta cercando infatti di accelerare il più possibile la velocità del sistema per far sì che la transazione possa avvenire nel minore tempo possibile. « È un elemento su cui c’è tanto da lavorare, occorre però considerare che le decisioni sui Bitcoin devono avere un consenso condiviso della comunità. Un altro punto di debolezza è che ancora non esiste una regolamentazione. Questo da un lato è normale, perché è normale che la regolamentazione arrivi a seguito della crescita di un fenomeno. La mancanza di una regolamentazione però, d’altra parte, rende poco chiaro quali potranno essere le opportunità di questo fenomeno. Il problema più grosso, in questo caso, è capire se Bitcoin possa essere considerato o meno una moneta, oppure un bene/servizio. In questo ultimo caso occorrerebbe pagarci sopra l’Iva, cosa che naturalmente cambierebbe molto sulla opportunità di utilizzo. Insomma, l’elemento regolatorio potrà dunque influire sullo sviluppo, anche se da solo non è in grado di deciderne le sorti», evidenzia Portale.

Il futuro dei Bitcoin

Ma cosa attende nel futuro il mondo dei Bitcoin? «In futuro sicuramente potrebbe aumentare il numero delle transazioni effettuate con questa valuta. Personalmente rimango con un punto di domanda: Bitcoin potrà essere utilizzata come strumento di pagamento per l’economia reale, cioè come valuta per comprare un vestito o del pane? Oggi piuttosto la vedo come uno strumento di investimento ad alto rischio – non bisogna nascondere che così come è aumentato il valore potrebbe anche diminuire. Per quanto riguarda il presunto rischio bolla, personalmente non sono preoccupata delle oscillazioni della moneta, che ancora non ha trovato il suo equilibrio. D’altra parte questo effetto  non è da escludere, anche Internet lo ebbe all’inizio per poi dimostrarsi una tecnologia capace di rivoluzionare completamente il modo con cui il mondo comunica. Anche se è difficile prevedere che la tecnologia Bitcoin e la Blockchain possano realmente essere una rivoluzione, sicuramente si tratta di qualcosa che vale la pena analizzare e studiare», conclude l’esperta del Polimi.

Le Altcoin, le criptovalute sorelle di Bitcoin

Bitcoin non è però certo la sua criptovaluta disponibile per appassionati e investitori. A partire dalla nascita del Bitcoin, nel 2009, sono nate e (anche morte) centinaia di criptovalute che si differenziano da quella più nota e diffusa al mondo per tutta una serie di aspetti. In questo articolo (in continuo aggiornamento) mettiamo in ordine le caratteristiche delle principali altcoin presenti sul mercato, che spesso si differenziano dal Bitcoin per una maggiore attenzione alla sicurezza e alla privacy, oltre che per una costruzione software differente. Anche se attualmente il primato di Bitcoin è fuori discussione, molte criptovalute minori hanno saputo catturare l’attenzione di investitori e anche Istituti di credito.

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Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade