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M&A

Oracle-Accenture, matrimonio in vista? Ecco i vantaggi e gli svantaggi

di Gianluigi Torchiani

01 Apr 2017

L’operazione, se conclusa, sarebbe una delle maggiori della storia dell’IT. Ma dalla stessa Oracle arriva una smentita ufficiale

Anche se di fusioni e acquisizioni se ne sono viste di clamorose in questi ultimi anni, l’operazione di cui si sta parlando in queste ore nel mondo IT potrebbe passare alla storia come una delle più impreviste. Usiamo il condizionale, perché il connubio Oracle-Accenture, con quest’ultima che finirebbe nelle mani della prima, appare per ora destinato a rimanere soltanto sulla carta. O meglio sull’on line, a partire dalle news diffusa dal sito The Register, secondo cui il colosso del software avrebbe avviato la due diligence per valutare l’acquisizione dello specialista globale di servizi digitali e ingaggiato esperti per stimare le possibili sinergie. “La valutazione è in fase avanzata – ha spiegato una fonte – Se l’acquisizione fosse una gara da 100 metri, possiamo dire che Oracle è al 10/15 metro dal traguardo”.

Un elemento a favore dell’operazione sono le relazioni consolidate già esistenti: tra i due gruppi Oracle e Accenture nel maggio 2015 hanno creato un nuovo Business Group per aiutare i clienti a cogliere le opportunità offerte dal cloud e abbracciare la trasformazione digitale. Al centro della collaborazione lo sviluppo di soluzioni basate su Oracle Cloud, specifiche per i diversi settori industriali. L’offerta consiste sia in soluzioni cloud enterprise-level pre-integrate unite a un esteso catalogo di servizi per aiutare a semplificare la migrazione verso il cloud e accelerare l’innovazione a 360 gradi.

Il principale punto a sfavore è naturalmente rappresentato dal prezzo: Accenture ha una capitalizzazione di mercato di 77,5 miliardi di dollari e per un’eventuale acquisizione il prezzo salirebbe anche. Dunque sarebbe persino superiore a quanto recentemente pagato da Dell per EMC (67 miliardi di dollari). Vero è che la liquidità non manca alla società guidata da Larry Ellison (68,4 miliardi di cash in cassa), ma il conto sarebbe indubbiamente molto salato. Non mancano poi motivi di tipo più generale: il successo di Accenture nella sua attività dipende dalla assoluta vendor neutrality, che la porta dunque a interloquire con aziende dell’IT di tutti i tipi (SAP, SalesForce, tanto per fare due nomi). Potrebbe succedere lo stesso con una Accenture stabilmente nell’orbita di Oracle? Secondo molti analisti sarebbe piuttosto difficile.

Insomma il rischio dell’acquisizione di quella che è probabilmente la maggiore società di system integration è elevato. D’altra parte però, con questa acquisizione Oracle metterebbe un piede e anche qualcosa di più nel remunerativo mondo dei servizi IT, emancipandosi definitamente dalla vendita delle licenze software, ovvero il modello di business che l’ha resa grande sino all’altro ieri, vale a dire sino alla riconversione al modello cloud. Nelle ultime ore, però, è arrivata la smentita ufficiale da parte di Oracle, che attraverso la sua portavoce Deborah Hellinger ha negato un qualsiasi interesse nell’operazione.

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Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade