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Training

Formazione, ecco le 10 certificazioni IT da non perdere

di Gianluigi Torchiani

30 Gen 2017

Un’analisi di Firebrand Training mette in luce su quali standard i professionisti del settore debbano puntare nel 2017. E perchè.

La formazione è una delle armi principali per competere nel settore Ict: una affermazione ripetuta praticamente in ogni occasione da analisti, vendor e distributori. In questo contesto un’importanza crescente la stanno acquisendo le certificazioni IT, che permettono di garantire a fornitori e partner le effettive competenze acquisite. Ma quali sono le principali certificazioni su cui i professionisti del settore puntano?

Un aiuto arriva da un’analisi di Firebrand Training, che ha fatto il punto sulle certificazioni informatiche su cui si dovrebbe maggiormente puntare nel 2017. Al decimo posto c’è CompTIA Security , che attesta la la capacità di risolvere i problemi relativi agli eventi di sicurezza e operare all’interno di leggi e regolamenti. In nona posizione c’è Microsoft MCSD: App Builder, che ha molto a che fare con il rapido sviluppo delle applicazioni mobili, certificando le competenze dei professionisti nel progettare e realizzare l’architettura delle app legate alla casa di Redmond.

Al settimo posto ci sono i project manager, che Firebrand si aspetta che crescano di 15,7 milioni di unità da qui al 2020 su scala globale. In questo caso la certificazione consigliata è AXELOS PRINCE2 Foundation and Practitioner PRINCE2, ossia un metodo di Project Management che permette di gestire tutti gli strumenti che risultano fondamentali per completare con successo un progetto. Al settimo posto si torna in ambito Microsoft, con Microsoft MCSA: Windows Server 2016, che serve appunto a formare professionisti in grado di operare con i server di questa famiglia, sempre più utilizzati in ambito IT.

In sesta piazza c’è una certificazione lanciata appena lo scorso anno, denominata EC-Council’s Certified Network Defender, che attesta le competenze nei controlli di sicurezza di rete, nella valutazione dei rischi e delle vulnerabilità e nella scelta di soluzioni firewall appropriate, per rispondere a eventuali incidenti di sicurezza. In quinta posizione troviamo Microsoft MCSE: Cloud Platform and Infrastructure, in ascesa per effetto della corsa di Azure e non solo.

Al quarto posto c’è la The Open Group TOGAF 9.1 Certification, pensata ovviamente per l’omonima architettura Togaf, utilizzata da migliaia di imprese in tutto il mondo. In apertura di podio c’è la Cisco CCNA (Routing and Switching), un punto di riferimento per i professionisti del networking. Un ambito in cui, tra l’altro, c’è un forte gap tra la domanda delle aziende e la disponibilità di lavoratori.

In seconda piazza si attesta la EC-Council’s Certified Ethical Hacker, che punta a formare hacker “etici”, in grado di saper contrastare le attività del cybercrime. Che come testimoniano i casi di cronaca, sono sempre più ad ampio raggio. Tutto, dunque, lascia pensare che la domanda per questo tipo di figure sarà in aumento. Più o meno le stesse ragioni spiegano il primo posto della certificazione (ISC)2 CISSP, che attesta le competenze per progettare, implementare e gestire i programmi di sicurezza aziendali.

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Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade