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Eventi

L’arte di saper fare: Vem Sistemi festeggia i suoi 30 anni

di Gianluigi Torchiani

10 Ott 2016

Il system integrator di Forlì ha celebrato con i suoi principali vendor e partner la ricorrenza. L’amministratore delegato Stefano Bossi vede positivo per il 2016 e non esclude per il futuro lo sbarco all’estero

Trent’anni sono un traguardo da festeggiare abbondantemente. Specie per un mondo, come quello dell’Ict, abituato a vedere cambiare di frequente i suoi protagonisti. E Vem Sistemi ha festeggiato abbondantemente questo compleanno, nella suggestiva cornice del Museo San Domenico di Forlì, città dove ancora oggi risiede il cuore pulsante del system integrator. Centinaia di aziende partner, tra cui i più importanti vendor a portafoglio del system integrator (Cisco, NetApp, Samsung e Schneider Electric), si sono trovati a celebrare questo anniversario e a discutere di un tema insolito eppure ricco di molti collegato, ossia il rapporto tra arte e tecnologia. Che si è concretizzato con la mostra che l’azienda ha deciso di sostenere proprio presso i Musei San Domenico: protagonista dell’esposizione è l’Ebe del Canova, insieme all’arte violata nella grande guerra, grazie alla presenza di una selezione straordinaria degli originali in gesso del Museo Canova di Possagno. Un legame, quello con il mondo dell’arte, che un po’ esemplifica il carattere passionale e testardo che Vem ha dimostrato di avere in questi suoi primi 30 anni.

E che vuole mantenere per i prossimi 30, come ha raccontato a Digital4Trade l’amministratore delegato Stefano Bossi: «Sono in azienda da 5 anni esatti, dal settembre 2011. Allora venivamo dall’acquisizione di un’azienda di Modena, che si chiamava NPS. Ai tempi il fatturato di Vem era di 16 milioni di euro nel 2010, mentre NPS aveva un giro d’affari di circa 6-7 milioni di euro. Quindi complessivamente eravamo intorno ai 22 milioni di euro di fatturato. Dopo un 2012 di consolidamento, è partita la crescita, che ci ha portato a fatturare l’anno scorso circa 34,5 milioni di euro, a cui vanno aggregati ulteriori 0,7 milioni delle nostre due controllate, vale a dire Certigo (attiva nella sicurezza, cloud ) e myDev, che abbiamo acquisito lo scorso, che si occupa di customer application software. Il 2016 dovrebbe essere chiuso, presumibilmente, con una crescita a doppia cifr; questo significherebbe arrivare vicini ai 40 milioni di euro, con uno sviluppo in termini di fatturato mai visto prima (+45% in cinque anni). Un successo che è arrivato perché siamo riusciti a far percepire al mercato le nostre competenze, grazie anche alla forza della nostra rete commerciale e marketing. Da parte mia ho cercato di portare in VEM un approccio più industriale ma anche di infondere più fiducia nelle nostre capacità. In questi cinque anni abbiamo scritto sicuramente una storia importante, visti anche i numeri di vendita del mondo ICT».

Una corsa che ha permesso di aumentare notevolmente anche il numero dei dipendenti, ormai prossimi alle 200 unità, contro i circa 100 di cinque anni fa: «Bisogna tendere ad avere un’età dell’azienda superiore all’età media dei propri dipendenti. Oggi c’è un gap (30 contro 36), ma contiamo di colmarlo presto. Penso comunque che anche i giovani di talento, in azienda, vanno sempre affiancati a persone di grandi competenze ed esperienze, che siano in grado di guidarli. Il problema è che non riusciamo fisicamente a trovare le risorse che ci occorrono. Abbiamo un ritmo sulle capacità di assunzioni, inferiore rispetto alla nostra crescita, sembra paradossale ma è così. In particolare, cerchiamo project manager, analisti di security, software development,ecc», evidenzia Bossi.

Per il prossimo futuro, la strategia di Vem sistemi è chiara: «La nostra idea è quella di avere un consolidamento ulteriore sul territorio nazionale: penso che prima di affacciarci all’estero sia necessario un nostro rafforzamento nel Centro Sud. Più in prospettiva, la prospettiva di sbarcare all’estero c’è, ci diamo 3 anni di tempo per fare un’analisi del mercato e prendere le decisioni più opportune. Penso ad esempio al caso Brexit, con il Regno Unito che con la svalutazione della sterlina è diventato meno appetibile. Ritengo però che, piuttosto che fare delle ipotetiche Vem France o Vem UK, bisogna giocarsi la partita sulle proprie unicità. In particolare sulle nostre competenze software in ambito security credo che abbiamo le nostre carte da giocare».

Il riferimento è a Certigo, startup nata internamente nel 2013 e che l’anno scorso ha già portato il suo primo utile al gruppo, attiva come vendor autonomo in ambito di detection e response. Cosa che però non esclude la collaborazione con i marchi di sicurezza commercializzati dal system integrator romagnolo, in una logica di integrazione delle soluzioni e di sviluppo congiunto. Per quanto riguarda i distributori, infine, la relazione è impostata su basi ben precise: «Lavoriamo sostanzialmente con tutti i distributori, in particolare con tre-quattro muoviamo volumi importanti. I distributori hanno capito che Vem, date le competenze che ha e i volumi che muove, non ha bisogno di una vera assistenza tecnica come succede per i partner più piccoli. Piuttosto noi al distributore chiediamo velocità, disponibilità, flessibilità e la channel neutrality. Dal nostro punto di vista possiamo mettere sul piatto la massima affidabilità nei pagamenti», conclude l’amministratore delegato.

Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade

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