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Cisco Partner Experience

Cisco, il futuro passa da un nuovo modo di intendere la rete

di Fabrizio Marino

28 Mag 2018

Dal palco del Cisco Partner Experience 2018 la società ha lanciato un messaggio chiaro ai partner: “connettiamoci al futuro”. E per farlo serve mettere sempre di più al centro le esigenze dei clienti. Sfruttando le opportunità che la tecnologia offre. Sicurezza, big data, cloud e competenze le priorità su cui lavorare

«Dobbiamo connetterci al futuro e reinventare il mondo delle reti». Con queste parole Agostino Santoni, Ceo di Cisco Italia, ha aperto “Cisco Partner Experience 2018”, la convention annuale del gruppo che si è recentemente svolta a Genova. L’evento è stato l’occasione per raccontare ai partner in che modo sta cambiando il business della tecnologia, ma anche quali sono le strategie di crescita del gruppo. Di fronte a una platea di oltre 450 persone, da più di 200 aziende partner, Santoni ha provato a spiegare cosa vuol dire connettersi al futuro: «Rispetto allo scorso anno 400 milioni di persone in più si sono connesse alla rete, insieme a oltre 14 miliardi di dispositivi. Mentre l’investimento dei venture capital di tutto il mondo in tecnologie come virtual reality e intelligenza artificiale è stata di dieci miliardi di dollari. Basta mettere insieme questi tre indicatori – sottolinea Santoni – per capire dove sta andando il business. Senza dimenticare, inoltre, il ruolo fondamentale che giocherà la sicurezza. Dal canto nostro siamo pronti e vogliamo guidare la trasformazione digitale di questo Paese».

Per spingere sull’acceleratore della trasformazione digitale, Cisco punta con convinzione su una piattaforma «sicura e intelligente», come l’ha definita lo stesso Santoni, che ruota attorno a cinque pilastri fondamentali: la rete (moderna e intuitiva), la sicurezza, il cloud, i dati, la customer experience. A cui va affiancato però anche un processo di sviluppo di competenze specifiche, un ambito in cui Cisco sta investendo significativamente, per riuscire a posizionarsi in maniera distintiva in un mercato in continua evoluzione. In questo percorso di crescita del gruppo un ruolo fondamentale lo giocheranno i partner, attori indispensabili per lo sviluppo del business dell’azienda guidata da Agostino Santoni, perché l’obiettivo comune è quello di rispondere in modo sempre più efficace alle esigenze dei clienti.

Agostino Santoni, CEO di Cisco Italia

Un nuovo concetto di rete

Per connettersi davvero al futuro però serve reinventare un “asset” fondamentale per Cisco: la rete, perno centrale del cambio di paradigma del vendor. «A chi come Cisco ha inventato la rete – spiega Santoni – spetta il diritto di reinventarla. Anche perché oggi oltre il 60% del tempo speso da chi si occupa di rete è dedicato alla gestione dei problemi sulla rete stessa». Per questo, come annunciato lo scorso giugno il Ceo Chuck Robbins, Cisco ha deciso di renderla intuitiva sviluppando una piattaforma automatizzata, sicura e che impara da sola. Nel tempo poi, a questa nuova tipologia di rete si sono aggiunte nuove funzionalità: una su tutte implementazione della tecnologia Viptela (startup acquisita circa un anno fa per 610 milioni di dollari), che agisce nelle soluzioni di tipo Software Defined Area Networking (Sd-Wan), quindi sistemi per la virtualizzazione delle reti. Senza dimenticare l’integrazione di tutta la parte legata all’internet delle cose, che garantisce la scalabilità della rete.

Parola d’ordine sicurezza… Integrata

Durante l’evento Agostino Santoni lo ha ripetuto come un mantra: «sicurezza, sicurezza, sicurezza». Perché Cisco sta puntando con convinzione a ritagliarsi uno spazio rilevante in questo campo. Convinti del fatto che è dalla sicurezza che parte il processo di digitalizzazione delle imprese. «Con la nostra piattaforma – sottolinea Santoni – siamo in grado di bloccare 20 miliardi di attacchi al giorno» Un risultato raggiunto anche grazie all’integrazione della tecnologia ETA (encrypted Traffic Analytics) che consente di intercettare i malware anche all’interno di un traffico di dati criptato».

Tutti pazzi per il cloud (anzi per il multicloud)

I segnali che arrivano dal mercato sono chiari da tempo ormai: il cloud è una grande opportunità, e ancor più ghiotta è l’opportunità di connettere tutti gli ambienti. Ecco perché  Cisco ha sviluppato una portafoglio di prodotti hardware e software e di servizi che consentono di accedere a dati e applicazioni da qualsiasi piattaforma cloud e poterli spostare come e quando conviene, sempre in totale sicurezza.

Perché sfruttare la potenza dei dati

Per spiegare la potenza dei dati Agostino Santoni ha citato una conversazione avutao con il Cto di una banca inglese. «La nostra più grande filiale?» Ha spiegato il manager a Santoni «È in una stazione della metropolitana, alle 8 di mattina il momento in cui la maggior parte dei nostri clienti sono collegati tramite l’applicazione della banca. È in quel momento che l’esperienza utente deve essere perfetta e non si possono fare errori». Basta questo aneddoto per comprendere le potenzialità dei dati, e il vantaggio che ne può derivare, in ottica di business, da una gestione meticolosa. Anche per questo motivo, Cisco ha sviluppato “App dynamics”, una soluzione che permette di monitorare le attività dei clienti all’interno dell’ambiente IT.

Il potenziamento delle piattaforme di collaboration per migliorare la customer experience

Michele Dalamazzoni, Collaboration and Industry leader Digitalization di Cisco Italia

Sulla collaboration, cavallo di battaglia di Cisco da molti anni, ha posto l’accento Michele Dalmazzoni, Collaboration and Industry leader Digitalization di Cisco Italia: «Cisco ha abbracciato la collaboration a 360 gradi», ha spiegato alla platea. «La digitalizzazione porta con sé opportunità e rischi, ma grazie a un nuovo modo di fare collaboration possiamo cogliere le opportunità. Vogliamo costruire ponti per connettere persone e ambienti fisici e risolvere problemi».

 

In altre parole, quello che sta accadendo è il passaggio “dall’internet of things, all’internet for people”. Che vuol dire? Per Cisco significa «comunicazione tra le persone, tra le macchine, tra le persone e le macchine». Per arrivare a questo risultato, la strategia di Cisco si è sviluppata attraverso un percorso fatto di acquisizioni mirate. L’ingresso più recente riguarda realtà come Accompany (acquisizione annunciata lo scorso 1 maggio), «una sorta di super Linkedin pensato per il mondo degli executive, nel quale un peso importantissimo hanno gli algoritmi di intelligenza artificiale», ha spiegato Dalmazzoni. O ancora come Mindmeld, acquisita lo scorso anno, di fatto un pioniere nello sviluppo di interfacce conversazionali tra uomo e macchina. Senza dimenticare Broadsoft, piattaforma cloud native di unified communication.

Collaborazione è anche sinonimo di integrazione. Quella che Cisco ha scelto di fare con Spark e Webex, facendo convergere le due soluzioni in un un’unica piattaforma. Da questa convergenza prendono vita Webex Meeting, applicazione per le riunioni oggi ripensata in modalità video first, a prescindere dal dispositivo utilizzato dai partecipanti, e Webex Teams. Quest’ultima, già conosciuta come Cisco Spark, è la soluzione per la team collaboration nella quale sono state integrate nuove componenti video, così come strumenti e algoritmi di machine learning e intelligenza artificiale. In Webex Teams entrano una serie di strumenti e funzionalità nuovi, come whiteboarding, messaggistica in tempo reale, accesso semplice per gli ospiti, condivisione dei contenuti e strumenti integrati.

 

Il nuovo ruolo dei partner

Si trasforma il modo di approcciare la tecnologia e si trasforma anche il ruolo dei partner. Su questo tema è intervenuto Eric Moyal, Director, Italy Partner Team & Commercial Business di Cisco, mostrando come si sta evolvendo la figura del partner. «Il nostro obiettivo è intercettare le esigenze dei nostri clienti, e fornire soluzioni adeguate e su misura». Spiega Moyal. Ecco perché la “formula vincente” del canale passa anche dal contributo di una nuova figura: gli “ecosystem partner”, attori in grado di trovare soluzioni immediate alle problematiche di business dei clienti. A questi se ne aggiungono altre cinque, più tradizionali: resale , consultant partner, technology partner, solution partner, platform partner. Intanto al mosaico dei partner si vanno ad aggiungere via via nuovi tasselli. A cominciare da Reply Concept, una partnership nata con l’intento di mettere al centro lo sviluppo di soluzioni di Industry 4.0. Oppure Zucchetti che ha implementato le tecnologie Cisco all’interno della propria suite di soluzioni di gestione delle risorse umane.

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Fabrizio Marino

Giornalista del Gruppo Digital 360 specializzato nei temi dell'innovazione e del Digitale

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