Aruba: un mega Data Center per il cloud | Digital4Trade
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Data Center

Aruba, alle porte di Milano un mega Data Center per competere alla pari sul cloud

di Gianluigi Torchiani

06 Ott 2017

E’ stato inaugurato ieri a Ponte San Pietro il mega Data Center di Aruba dedicato a ospitare i servizi cloud. Un progetto destinato a espandersi notevolmente nel prossimo futuro

Il passaggio dall’era industriale a quella digitale difficilmente potrebbe essere meglio rappresentato dalla nascita del nuovo Aruba Global Cloud Data Center di Ponte San Pietro (Bergamo), che è stato inaugurato ufficialmente ieri. In una gigantesca area di 168.000 metri quadri a poche decine di km da Milano, dove sino a una ventina di anni fa operava lo storico cotonificio Legler, è infatti sorto il più grande Data center Campus italiano, progettato appositamente per andare incontro alle esigenze di collocation e di gestione d’infrastrutture IT delle aziende italiane, straniere e della Pubblica Amministrazione. Nel giro di un anno, dall’avvio dei lavori nell’agosto 2016 sino a oggi, quella che era un’area sostanzialmente abbandonata è stata così riconvertita in un gigantesco polo a servizio della digitalizzazione. I numeri di Aruba , che vanno oltre Aruba mail e Aruba pec, sono imponenti ma forse non bastano a spiegare l’eccezionalità dell’investimento effettuato dall’operatore italiano, che ha investito risorse proprie per riuscire a stare al passo con gli altri giganti del cloud, costruendo così in Italia il suo data Center Hyperscale, per usare una parola molto in voga nell’IT moderno.

Un progetto in espansione

Al momento è stato infatti inaugurato soltanto un edificio di 40.000 metri quadri (che al suo interno contiene 10 sale dati, ognuna da 300 rack), ma la prospettiva è quella di inaugurarne entro i prossimi 5-10 anni altri 4 della stessa dimensione, portando così la superficie complessiva del Campus a 200.000 metri quadri. Anche se, secondo l’amministratore delegato Stefano Cecconi, data l’elevata domanda che si sta riscontrando in questi mesi, probabilmente gli spazi disponibili saranno occupati per intero entro il prossimo quinquennio. «Creando il nostro terzo data center in Italia abbiamo risposto sia all’esigenza dei nostri clienti enterprise, che ci chiedevano una struttura nel nord Italia che fosse grande tanto da dare spazio alla loro crescita futura, sia alla nostra esigenza di crescita in ambito cloud che ha assunto dimensioni molto importanti.– ha dichiarato Cecconi – . Abbiamo concepito Global Cloud Data Center con l’obiettivo di non avere limiti di spazio e di risorse e abbiamo voluto realizzarlo completamente ecosostenibile, pensando all’ambiente ma anche alla convenienza di limitare i consumi, elevando gli standard di affidabilità e sicurezza in modo da eccedere i massimi livelli di certificazione in ambito data center».

 

Una risposta a tutte le esigenze dei clienti

Passando ai dettagli squisitamente più tecnici, la parola d’ordine che caratterizza il Global Cloud Data Center è ridondanza, con doppioni di ogni soluzione che consentono di eliminare alla radice problemi di qualunque natura. Più in generale , il campus è stato progettato e realizzato con l’obiettivo di superare gli standard di mercato in termini di affidabilità e performance ed essere in grado di coprire ogni esigenza: dal singolo server dedicato a soluzioni infrastrutturali complesse sia fisiche sia cloud, passando per la progettazione di cage, sale dati ed interi data center dedicati, soluzioni di disaster recovery e business continuity. Il campus è collegato con i principali carrier nazionali ed internazionali (Tim, Vodafone, Fastweb, Wind e Retelit) e dispone di un’infrastruttura dark fiber proprietaria che prevede un doppio percorso verso il Caldera Business Park di Milano, con capacità di trasporto pressoché illimitata.

Stefano Cecconi, amministratore delegato di Aruba

Un Green Data Center

A completamento dell’offerta ci sono tutta una serie di facility disponibili a completamento dell’offerta, come ad esempio connettività multicarrier, routing, fornitura hardware o ancora, spazi polifunzionali destinati a soddisfare le più svariate necessità logistiche, potendo disporre ad esempio, di uffici temporanei, magazzini, sale e postazioni ad uso dei clienti. Ovviamente, come ormai capita per tutti i data center moderni, il Data Center Aruba è improntato al green e al risparmio energetico. Nella nuova area, l’approvvigionamento energetico sarà garantito da connessioni multiple all’utility esterna, una centrale idroelettrica (preesistente, che sfrutta le acque del fiume Brembo) e un impianto fotovoltaico, entrambi di proprietà. Inoltre, un sistema di raffreddamento geotermico a elevara efficienza consente di ottenere la massima resa con un impiego di potenza energetica molto ridotto. In più, tutti gli impianti sono stati progettati e costruiti per soddisfare ed eccedere i massimi livelli di resilienza previsti dal livello Rating 4 (former Tier 4) di ANSI/TIA 942-A.

Cloud per tutti i gusti

L’obiettivo, come suggerisce lo stesso nome del campus, è quello di fornire cloud, ma da parte di Aruba non c’è alcuna preclusione ideologica: i clienti possono optare per forme public, private, hybrid e persino dedicate a seconda delle esigenze e del grado di personalizzazione richiesto. L’ambizione, poi, non è solo quella di fornire soltanto la pura infrastruttura, ma grazie alle competenze interne e ai servizi (resi possibili dalle partnership con nomi come VMware) delle vere e proprie soluzioni per i clienti finali. Tra i partner tecnologici del progetto c’è Dell EMC, che fornisce tutti i server impiegati nel Campus e anche Intel. Quello che davvero testimonia il progetto, come ci ha raccontato il country manager Maurizio Riva, è che ormai anche l’Italia è cost competitive rispetto all’estero per la costruzione di Data center di questo tipo, grazie alla combinazione di territorio, green energy e di fibra. E la domanda di cloud in Italia, nonostante alcune resistenze che permangono, è destinata a crescere esponenzialmente, per effetto dell’efficacia ed efficienza che questo assicura, spinta anche dalla domanda delle grandi aziende.

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Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade