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L’università del valore, i nuovi vendor, gli obiettivi. «Vi racconto Arrow Italia»

di Marco Maria Lorusso

13 Ott 2014

L’ex Computerlinks ha mantenuto, come promesso, DNA e vocazione dopo l’acquisizione dello scorso anno. L’obiettivo è ora l’espansione nel mercato infrastrutture grazie al nuovo potente motore della multinazionale americana. Tutto sulla nuova dimensione del distributore a valore dalla viva voce del suo uomo guida Federico Marini

L’azienda non cambia, ma le strategie a lungo termine sì. 

Questa l’impostazione di Arrow Ecs Italia, ex Computerlinks, che ha incontrato nei giorni scorsi i suoi partner nell’ambito della Arrow University. L’incontro è stato l’occasione per fare il punto sulle politiche del distributore, a ormai un anno dall’acquisizione del grande player americano.

Come racconta Federico Marini, che dalla guida di Computerlink è passato a quella di Arrow Italia, l’azienda non è cambiata molto nonostante l’acquisizione e anche il 2014 si sta rivelando un anno di crescita importante. Ma in questi dodici mesi qualcosa si è già mosso, con l’arrivo ufficiale di nuovi vendor nel portafoglio del distributore, tra cui Hitachi. Qualcosa si è anche già modificato dal lato organizzativo:

“Di fatto la vecchia Computerlinks è diventata l’area security di Arrow Italia, che rimane per il momento il nostro core business. Altre persone, invece, sono andate a costituire la nostra  Infrastruttura,  su cui puntiamo molto, tanto che in futuro non lontano dovrebbe garantire un fatturato simile a quello della sicurezza”. 

Molte altre novità potrebbero però essere annunciate nei prossimi mesi, perché, come specificato da Marini, Arrow Italia è in questo momento “In trattativa con diversi vendor, i principali player di mercato già in listino da Arrow a livello globale, dunque senz’altro il nostro portafoglio si amplierà nei prossimi 15 mesi. Nomi per il momento non ne possiamo fare ma, come detto prima, il nostro obiettivo è diventare uno dei punti di riferimento nel settore infrastruttura.  Ovviamente ci deve essere un reciproco interesse con i vendor. Un ingresso nel settore server? Non escludo nulla. La strategia è, comunque, quella di continuare a crescere in maniera organica, dunque non annunceremo troppi vendor in una sola volta, anche perché per noi ogni vendor porta con sé impegno e relative assunzioni. Ci tengo a precisare che, comunque, anche per queste trattative ci hanno lasciato completa autonomia, così come succedeva prima”.  

Sempre per quanto riguarda il futuro è previsto un raddoppio degli uffici milanesi, mentre la copertura del Centro Sud è giudicata sufficiente. Il numero di reseller, che oggi si attesta intorno alle 1100 unità, è atteso in leggera crescita.  Nel corso della Arrow University anche alcuni vendor presenti hanno sostanzialmente confermato il passaggio indolore dal nuovo e vecchio distributore. Ad Esempio secondo Maurizio Desiderio di Infoblox, azienda americana attiva nei servizi fondamentali di rete (Dns), che in Europa basa completamente il suo modello commerciale sul canale, “Non c’è stata nessuna differenza con passaggio da Computerlinks ad Arrow Italia, esisteva una partnership attiva già da molti anni, le persone sono poi rimaste le stesse”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Giampaolo Sticotti di Arcserve, divisione di Ca Technologies ( destinata nei prossimi mesi a diventare un’azienda indipendente), specializzata nelle tecnologie di back up e disaster ricovery. Anche secondo Denis Cassinerio di Trend Micro “Arrow Italia si sta confermando il nostro interlocutore privilegiato ed ha dimostrato in questi anni una grande capacità divulgativa”.

 

 

Marco Maria Lorusso

Servitore della penna, la fatica come vocazione. Pugile e Medievalista mancato. Divoratore di BritPop e Dylan Dog, papà di Gaia Maria e Riccardo. #Sergente

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