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Unified Communication and Collaboration

Unified Communication and Collaboration: il 91% delle aziende la sceglie per ottimizzare i costi

di Redazione #Digital4Trade

08 Giu 2016

Quando si parla di UCC il canale può fare davvero la differenza, diventando un partner strategico per traghettare le aziende verso percorsi di innovazione associati a nuove formule di comunicazione integrata, razionalizzata e controllata, a supporto della produttività individuale e di una migliore business continuity

Quando si parla di Unified Communication and Collaboration la quantità di tecnologie coinvolte è tale che diventa difficile inquadrare l’offerta nel suo complesso. Si parla spesso di digital transformation ma capire come impostare le scelte e la governance non è facile.

Traghettare le aziende verso l’UCC rimane una delle sfide più importanti per il canale. Si tratta, infatti, di spiegare ai propri clienti un’innovazione fatta di tante soluzioni diverse e in vario modo funzionali, che coinvolgono infrastrutture di networking, logiche organizzative, risorse e modelli di gestione. Il tutto facendo i conti con i budget sempre più contenuti delle imprese.

Non servono solo skill dal profilo elevato e tanta esperienza, ma anche una conoscenza profonda delle logiche aziendali, diverse per settore e per tipologia organizzativa. Eppure il 18% dei partner non ritiene che la propria azienda sia in grado di spiegare l’innovazione dell’UCC ai propri clienti.

A rivelarlo una survey condotta da NetworkDigital4 in collaborazione con Westcon, Avaya e Plantronics su un panel di aziende del canale costituito da system integrator, service provider e distributori.

Cosa chiedono le aziende al canale?

A rispondere alle domande 250 i provider di tutte le regioni italiane, che hanno consentito con le loro risposte di effettuare una fotografia interessante dell’offerta ma anche dei pensieri di chi ogni giorno si confronta con una domanda che mette al primo posto sempre e comunque l’ottimizzazione dei costi (91% del panel). In dettaglio, per quanto la convergenza fonia/dati sia approdata in azienda più di 15 anni fa, sono ancora molte le aziende che stanno convertendosi ai vantaggi del VoIP, cambiando il vecchio centralino tradizionale con uno di nuova generazione. Non a caso in cima ai prodotti più venduti il PBX è in testa con il 44,4% delle risposte. Seguono le soluzioni di videoconferenza (22%) e, con il 6,8% le cuffie, diventate una dotazione importante in azienda anche perché si sono modificati gli spazi di lavoro, con nuove logiche associate agli open space e agli spazi di coworking che cambiano gli ecosistemi relazionali.

Quello che è certo è che la computerizzazione del centralino, diventato tassello del CRM e del business, ha accorciato notevolmente anche il suo ciclo di vita, spingendo le aziende ad aggiornare i propri sistemi PBX, sposando in concomitanza le nuove logiche del cloud e dell’As a Service per la parte applicativa.

Variegato il portfolio di brand a catalogo proposti alle aziende: tra i marchi più venduti troviamo in cima alla lista, nell’ordine, Avaya, Plantronics, Alcatel, Unify, Astra, Polycom, Cisco, Jabra, Microsoft oltre a una miriade di altri brand più o meno noti. Rispetto al campione intervistato, interessante anche la ripartizione pressoché identica che emerge alla domanda su quali prodotti di networking vengano venduti: il 54,8% vende soluzioni Wi-Fi e il  54% soluzioni cablate. Inoltre, il canale ha ancora un punto di forza della sua offerta nella commercializzazione degli switch (42,4%). 

La sempre più frequente predisposizione dei lavoratori a sposare modalità di smart working che li fa lavorare sia in ufficio che in mobilità, infatti, ha creato situazioni di copresenza che impongono nuovi codici comportamentali ma anche nuove soluzioni capaci di supportare nel migliore dei modi la produttività individuale delle persone. Sul fronte della condivisione dei file, i partner segnalano come il mercato opti per diverse soluzioni, sia multibrand che opensource, da WeTransfer a GDrive.

UCC: un valore per i clienti ma anche un business per i partner competenti

L’indagine ha confermato come, indipendentemente dal settore e dalle dimensioni, informazione e comunicazione siano ormai diventate ormai parte di un unico filone di gestione per le aziende. Il progressivo e incalzante sviluppo delle tecnologie digitali, infatti, ha portato a una progressiva convergenza di soluzioni differenti che, in misura diversa a seconda della tipologia di business e del settore di riferimento, supportano da un lato la produttività individuale e dall’altro la collaborazione intra e interaziendale. 

I ricercatori pongono l’attenzione sull’innovazione delle tecnologie UCC, percepite come esigenza del mercato ma anche punto di forza (o di debolezza) dell’offerta. Alla domanda Ritiene importante che un’azienda come la sua sia in grado di parlare di innovazione nelle tecnologie di comunicazione ai suoi clienti? a fronte di un 82% di risposte affermative ci sia un 18% di risposte negative. Questo dimostra, da un lato, come ci sia molta consapevolezza rispetto ai propri limiti e, dall’altro, una difficoltà rispetto a una strategia di sviluppo del sistema Paese. Non essere in grado di comunicare l’innovazione che sta portando la Unified Communication and Collaboration a essere una piattaforma di sviluppo su cui innestare nuovi modelli di lavoro e nuovi business non riguarda solo aspetti puramente organizzativi.

In gioco c’è una governance di nuovo livello che può aiutare le aziende a potenziare l’efficienza secondo una logica di filiera integrata, multicanale ma anche multifunzionale proprio in virtù del fatto che le informazioni, condivise e messe in sicurezza secondo i migliori criteri di compliance, sono sempre aggiornate, puntuali e non ridondate, a tutto vantaggio di nuove economie di scala. In questo senso il canale può fare la differenza, diventando un partner strategico per tutte le aziende che stanno cercando un loro percorso di innovazione associato a nuove formule di comunicazione unificata, razionalizzata, controllata all’insegna della migliore business continuity.

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