Tre trimestri positivi per il mondo della stampa 3D, in attesa dell'arrivo dei big dell'IT - Digital4Trade
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Mercati

Tre trimestri positivi per il mondo della stampa 3D, in attesa dell’arrivo dei big dell’IT



Chris Connery, analista di Context, evidenzia come le attuali difficoltà dei prodotti di fascia alta sono destinate a essere superate nei prossimi anni

Gianluigi Torchiani

07 Gen 2016


La stampa 3D avanza, grazie soprattutto ai prodotti low cost, ma il panorama del mercato mondiale è destinato rapidamente a cambiare per via dell’ingresso di nomi più legati al tradizionale mondo dell’ICT. È quanto emerge dall’analisi dei dati recentemente rilasciati da Context, commentati per Digital4Trade dall’analista Chris Connery. Guardando innanzitutto ai numeri, si scopre come nei primi tre trimestri del 2015 le spedizioni mondiali di stampanti 3D siano salite del 35% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Complessivamente, nei trimestri presi in esame sono state consegnate un totale di 173.962 stampanti, il 95% delle quali erano personali / desktop, perlopiù vendute al di sotto di 5.000 dollari. A beneficiarne è anche la filiera dell’IT: Context vede infatti un numero sempre più elevato di distributori e rivenditori attivi in questo mercato. Lo testimonia la forte crescita delle vendite passate attraverso il canale B2B, aumentate addirittura del +163% rispetto ai primi tre trimestri del 2014.

Tornando invece ai numeri complessivi, nei primi nove mesi dell’anno lo sviluppo è stato determinato dal segmento desktop, che ha viaggiato nei primi tre trimestri del 2015 a un tasso di crescita del +38%, mentre il mercato professionale/industriale (con prodotti venduti al di sopra dei 20.000 dollari) registra tutt’altra performance, con appena 8.706 unità vendute, pari a un -3% anno su anno. Per entrambi i segmenti in cui Context divide il mondo del 3D, però la prima metà dell’anno è stata decisamente migliore rispetto al terzo trimestre 2015: le vendite desktop sono avanzate infatti solo di un +4% nell’ultimo quarter, mentre in quello professionale sono diminuite del 7%. In ogni caso, secondo Connery, non bisogna allarmarsi più di tanto: innanzitutto esiste ancora una forte domanda nelle stampanti più economiche, come dimostrano i numeri positivi delle pre ordinazioni nel terzo trimestre.

Ma anche per le stampanti di fascia alta i numeri devono essere contestualizzati: «Per il settore industriale, comunque, gli indicatori evidenziano l’esistenza di una domanda (con aziende nelle stampanti di 3D per la produzione dei metalli che stanno facendo abbastanza bene), ma esiste una certa confusione sul mercato finale per effetto dell’annuncio della prossima entrata nel settore di operatori del calibro di HP, Canon e Ricoh. Alcune aziende, infatti, stanno optando per rimandare la spesa in conto capitale per l’acquisto di nuove stampanti 3D fino a quando queste nuove tecnologie provenienti da questi noti marchi IT non arriveranno sul mercato».

Insomma, al momento molti attori industriali stanno andando cauti nei nuovi acquisti di stampanti 3D per paura di prendere decisioni sbagliate o affrettate.Inoltre, c’è da mettere in conto un freno quasi “naturale”: il segmento industriale negli scorsi anni è cresciuto notevolmente, in particolare le spedizioni del 2014 erano state particolarmente elevate, dunque un momento di assestamento del mercato è stato inevitabile. Quel che è certo l’ingresso di nuovi operatori sul mercato dovrebbe cambiare sensibilmente il panorama globale nei prossimi anni, evidenzia l’analista di Context.

Attualmente la taiwanese XYZprinting è la numero uno al mondo nel segmento desktop, con oltre 28.000 stampanti vendute nei primi tre trimestri dell’anno, dopo aver scalzato Stratasys e il suo brand MakerBot, ora scivolato in terza posizione, superato anche da 3D Systems. In ambito industriale, invece, Stratasys controlla da sola quasi la metà del mercato.

 

  

 

 

 

 

 

 

Anche per questo motivo, le prospettive di Context per il futuro del settore 3D, sono estremamente positive: nel 2020 l’intero mercato legato alle stampanti 3D (quindi anche servizi e non solo hardware) dovrebbe valere 17,7 miliardi di dollari, circa quattro volte in più rispetto a oggi (4,3 miliardi di dollari). Diverse le ragioni: innanzitutto, secondo Connery, i tassi di penetrazione delle stampanti desktop 3D in mercati chiave come l’istruzione sono oggi ancora bassi e sono dunque in futuro destinati a crescere. Inoltre, nel mondo industriale /professionale l’ingresso dei big dell’IT dovrebbe aumentare la fiducia delle aziende verso il 3D. Infine, i prossimi anni dovrebbero essere caratterizzati da una buona innovazione tecnologica, permettendo così a nuovi e vecchi attori di affrontare i problemi più comuni con la stampa 3D (tempi di produzione, facilità d’uso, ecc) e renderla ulteriormente attrattiva per i clienti finali.