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Ricerche

Rinnovare del tutto le infrastrutture IT può costare caro alle aziende

di Gianluigi Torchiani

20 Gen 2015

Nel Regno Unito KPMG ha quantificato costi per mezzo milione di euro ad azienda. il suggerimento è quello di optare per un approccio graduale

In ambito IT va bene modernizzare le infrastrutture informatiche, ma un’azienda non dovrebbe farsi prendere da un’eccessiva smania di rinnovamento ma, al contrario, dovrebbe procedere con una certa cautela. È quanto evidenzia una ricerca condotta nel Regno Unito dalla società di consulenza KPMG sul tema della modernizzazione dei sistemi informatici. In particolare è possibile quantificare i danni che possono derivare, in termini economici e di produttività, da un approccio di tipo “rip and replace”, ossia nel sostituire i sistemi esistenti per fronteggiare le nuove sfide tecnologiche – rispetto a un’evoluzione dell’esistente. Rimpiazzare sistemi IT consolidati, che contengono milioni di linee di codice e un patrimonio di expertise accumulato in oltre 30 anni – come IP aziendali o informazioni sui clienti – può risultare un processo molto complesso, costoso e sicuramente rischioso. Il solo prezzo dei downtime causati da errori o mancanze – avvisa KPMG – dovrebbe far riflettere attentamente sull’opportunità di percorrere questa strada: si parla di una media di 410.000 sterline (oltre mezzo milione di euro) in termini di costi. Che, per oltre la metà, potrebbero essere evitati adottando un approccio diverso.

«Modernizzare le infrastrutture anziché riscriverle permette di salvaguardare il valore racchiuso in tecnologie consolidate e affidabili, mettendo le aziende al riparo dai rischi o danni causati dal cambiamento – ha dichiarato ha dichiarato Giuseppe Gigante, Regional Marketing Manager IGME di Micro Focus –. Durante la prima fase di un progetto di modernizzazione è fondamentale acquisire una visione completa del portafoglio applicativo, per stabilire dove sia necessario effettuare un upgrade, testando poi le applicazioni in un ambiente nuovo e più moderno. L’analisi dei requisiti ricopre in questo senso un ruolo fondamentale, perché permette di condividere in un’unica piattaforma le esigenze di business allineandole alle risorse tecnologiche; in questo modo si identifica rapidamente quanto può essere effettivamente riutilizzato e cosa deve essere invece riscritto, riducendo anche i costi legati alla successiva manutenzione delle applicazioni. Questo approccio ha dimostrato di rendere più rapidi i progetti di sviluppo dei sistemi aziendali del 40%, con impatti estremamente positivi sulla produttività e senza alcuna ricaduta sulle attività lavorative».

Gianluigi Torchiani

Cagliaritano trapiantato a Milano, in dieci anni ha scritto di qualsiasi argomento. Papà, un passato in canoa olimpica e un presente nel calcetto. Patito di classic rock. Redattore #Digital4Trade