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Stampa e gestione documentale

In ufficio o a casa cambiano i fattori, ma il risultato della stampa resta invariato. Spesa a parte

di Redazione #Digital4Trade

13 Ott 2015

Ispirata da una ricerca sulle nuove abitudini per l’uso e la conservazione dei documenti, Epson ribalta in concetto di costi legati alla stampante, con serbatoi colore fissi e riempibili

Renato Salvò, business manager consumer products di Epson
Tra le previsioni più clamorosamente sfatate nel mondo dell’It, un ruolo di primo piano spetta alla riduzione progressiva dei volumi di stampa e quindi del relativo giro di affari. Questo non significa però mantenere inalterate le strategie di vendita. A cambiare infatti, sono le abitudini nella produzione dei documenti, insieme a luoghi ed esigenze. Un quadro non particolarmente semplice da interpretare, nel quale Epson ha voluto vederci più a fondo realizzando in proprio una ricerca mirata sugli ambienti familiari, dalla quale sono scaturite anche interessanti ripercussioni a uso delle aziende e soprattutto dei produttori.

«Si  continua a stampare sia a casa sia sul posto di lavoro – afferma Renato Salvò, business manager consumer products di Epson – . Si cerca di utilizzare la carta in modo più consapevole e fare un uso più efficace dei dispositivi mobili. Le aziende stanno cercando di tagliare i costi e le spese generali e di rendere più semplice e veloce il processo di invio dei documenti ai destinatari».

Dall’invito diramato online a famiglie con figli in età scolare tra 5 e 16 anni, in Italia, Germania, Gran Bretagna e Spagna sono state raccolti duemila questionari per Stato. «Il primo aspetto importante è dato dal 34% che conserva i documenti stampati, al quale possiamo sommare un altro 40% orientato verso la doppia conservazione digitale e fisica – sottolinea Salvò -. Il 17% afferma di stampare ogni giorno, anche a colori, mentre la maggior parte, il 59%, almeno un paio di volte la settimana. Solo il 4% usa la periferica meno di una volta al mese».

Superato il mito di una società destinata a dimenticare la carta, l’interesse si sposta verso cosa viene prodotto. «Il 48,4% degli intervistati italiani, contro il 43% della media europea, è solito stampare contratti e documenti ufficiali per prodotti e servizi come banca, telefono/luce/gas – prosegue Salvò -. Il 40% stampa le ricette e la lista della spesa, preferendo la versione cartacea. Inoltre, quasi la metà, il 49,6%, stampa lettere e documenti per la scuola o per il lavoro e il 61,7% documenti fiscali e finanziari. Infine, il 56,8% stampa regolarmente buoni e voucher per sconti presso negozi e ristoranti».

In sostanza, più dei volumi prodotti, a cambiare è il luogo fisico in cui questo avviene, prima di tutto per effetto di nuove modalità di trasmissione, lasciando al destinatario la scelta sulla modalità di conservazione. Al riguardo, il 70% preferisce tuttora archiviare i documenti in forma cartacea. Di questi, il 34,1%,  li vuole esclusivamente su carta, mentre il 39,5% utilizza entrambi i formati. Solo il 26,4% è felice di ricevere e conservare documenti in forma puramente elettronica.

Spesso, la stampa è una scelta personale. Non mancano però le situazioni dove rimane una necessità. Il 69,1% si dice infatti convinto di come un documento fisico sia reale e di solito indiscutibile, fornendo così maggiore rassicurazione. Inoltre, il 28,9% preferisce i documenti cartacei per esigenze legali e il 35% indica la necessità di firmare un ostacolo ancora da superare.

Nel complesso, il quadro descrive una dipendenza da stampante ancora molto marcata, tanto in ambienti domestici quanto aziendali. Di conseguenza, assume importanza uno degli aspetti più importanti, e più costosi, legati a questi processi, la gestione degli inchiostri. Da tempo infatti, quando si parla di modelli inkjet, la spesa per l’unità è praticamente trascurabile rispetto ai consumabili. Spesso, questo porta a rimandare l’acquisto dei ricambi e favorire quella situazione definita da Epson, come “panico da fine inchiostro”.

«Nell’83% l’impossibilità di stampare è indicata quale fonte di problemi, anche perchè spesso si rimanda l’operazione all’ultimo momento. La ragione spesso viene ricondotta a un uso incontrollato in famiglia e da qui scaturiscono limiti e divieti, mentre per noi la soluzione è un’altra». In pratica, intervenire sulla principale fonte di spesa per l’utente, riequilibrando il rapporto tra costo d’acquisto e di manutenzione, senza sottovalutare alcuni utili effetti collaterali. «La soluzione secondo noi è la linea EcoTank, una serie di multifunzione per la casa e l’azienda, con integrati i serbatoi degli inchiostri. In pratica, significa abbattere il costo della cartuccia ed effettuare le ricariche con normali boccette di plastica riciclabile».

Sul lato utente, significa dover affrontare un costo decisamente maggiore in fase di acquisto (per i tre modelli da ufficio, ET-4500, ET-4550 ed ET-14000 si va da circa 400 euro a 650 euro), nel quale però sono compresi inchiostri per due anni. Secondo i volumi di stampa medi calcolati, l’equivalente di 80 ricambi. «La riduzione del costo copia è drastica – conclude Salvò -. Si arriva infatti a risparmiare il 70%, grazie soprattutto a non dover cambiare ogni volta l’intera cartuccia». In via indiretta, anche una soluzione intenzionata ad attaccare il mercato degli inchiostri compatibili, diventati molto meno concorrenziali.

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